Rosario Crocetta: “Non c’è settore del Governo che sia andato male”. E gli incendi in Sicilia?

Rosario Crocetta: “Non c’è settore del Governo che sia andato male”. E gli incendi in Sicilia?
20 luglio 2017

Ma non ci sono gli incendi che hanno devastato l’Isola: c’è mezza Sicilia che, con il Governo Crocetta, è franata. Comuni, ex Province, sanità pubblica, Formazione professionale, politiche del lavoro, attività culturali, acqua in mano ai privati, rifiuti controllati dai ‘Signori delle discariche’, eccetera, eccetera, eccetera…

C’è una frase che Rosario Crocetta ha pronunciato nella conferenza stampa di oggi che andrebbe incorniciata:

“Non c’è un settore del Governo che sia andato male”.

Sì, avete letto bene: tutto quello che ha fatto il Governo Crocetta fino ad oggi è stato un ‘successo’. Al limite, anche gli incendi che hanno incenerito mezza Sicilia, volendo, sono stati un successo: il fuoco purificatore…

Anche gli otto mila lavoratori licenziati nel settore della Formazione professionale sono stati un ‘successo’: è nelle tribolazioni, infatti, che l’uomo ritrova se stesso…

Poi ci sono i mille e 800 dipendenti degli ex Sportelli multifunzionali: anche loro a spasso in attesa di un’improbabile riassunzione al Ciapi sì Ciapi no…

Pure le ex Province siciliane fallite, con i sei mila e 500 dipendenti – i dipendenti, badate e non i lavoratori precari – lasciati senza stipendio sono un ‘successo’…

Anche i circa 390 Comuni siciliani lasciati senza risorse finanziarie sono un ‘successo’: siamo a fine luglio e i Comuni aspettano dalla Regione di Crocetta:

i 340 milioni di euro del Fondo regionale delle Autonomie locali;

i 115 milioni di euro per il pagamento delle rate di mutui;

180 milioni di euro per pagare il precariato.

Sono quasi 600 milioni di euro: di questi i Comuni dell’Isola non hanno ancora ricevuto nemmeno un euro!

Poi ci sono tutte le Fondazioni, gli enti e le associazioni culturali: tutte lasciate senza fondi!

Poi ci sono gli enti regionali: anche in questo caso niente fondi!

Poi c’è la sanità pubblica, che fa acqua da tutte le parti: ospedali con pochi medici e pochi infermieri, Pronto Soccorso al collasso, Medicina del territorio quasi assente.

Le uniche realtà sanitarie che funzionano a pieno ritmo, senza problemi di natura economica, nella Sicilia amministrata da un Governo di ‘centrosinistra’, sono le strutture private sostenute dalla stessa Regione: basti pensare all’ISMETT che, da solo, ‘inghiotte’ ogni anno 106 milioni di euro (più dei fondi a disposizione dell’intero Policlinico universitario di Palermo!).

Da non dimenticare l’acqua, rimasta nelle salde mani dei privati.

E che dire dei rifiuti lasciati nella mani dei ‘Signori delle discariche’?

Credeteci: la lista è lunga.

Chiudiamo, per non annoiarvi oltre, con i già citati incendi. Con le aree verdi abbandonate, senza che gli operai della Forestale siano stati messi nelle condizioni di effettuare le opere di prevenzione degli incendi.

L’assessore regionale all’Agricoltura, Antonello Cracolici, dice che gli operai 151-isti e 101-isti sarebbero stati assunti a metà maggio. Gli iscritti al Sindacato Forestali Uniti (Si.F.u.S.) per la stabilizzazione dicono di essere stati assunti dal 15 giugno in poi. Chi ha ragione?

A parte il fatto che le assunzioni – per avviare una corretta opera di prevenzione degli incendi – vanno fatte a fine marzo e non a metà maggio (e quindi già il Governo regionale ammette che ci sono circa 2 mesi di ritardo), i vertici del Si.F.U.S. hanno sfidato l’assessore Cracolici a un confronto televisivo. Vedremo come finirà ‘sta storia.

Detto questo, con tutti questi ‘successi’, come può un presidente della Regione affermare che “Non c’è un settore del Governo che sia andato male?

Forte di questi risultati ‘incoraggianti’ Crocetta dice:

“Mi ricandido. I sondaggi mi danno al 22-24%”.

Il 5%, con una media di 55% di elettori siciliani che si recano alle urne, equivale a circa 150 mila voti. Crocetta è convinto che prenderà 650-670 mila voti.

Se ne è convinto lui…

 

 

 

 

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