Ciminna, il mistero di 25 migranti-profughi curdi spariti nel nulla

Ciminna, il mistero di 25 migranti-profughi curdi spariti nel nulla
6 luglio 2017

La storia che vi raccontiamo è per metà dolce e per metà ‘agro’. La dolcezza sta nel fatto che, approfondendo questa vicenda, abbiamo avuto la conferma che Ciminna, piccolo centro della provincia di Palermo, è veramente bella e vi opera una struttura per l’accoglienza dei migranti che è un esempio da seguire. La parte ‘aspra’ di questa storia è rappresentata dal fatto che 25 persone – 25 esseri umani – nel giro di poche ore, sono sparite nel nulla sotto gli occhi delle ‘autorità…

La storia che ci hanno raccontato è così strana che stentiamo a crederci. Secondo voi è possibile che 25 extracomunitari inviati da una Prefettura, con regolare bando, in una struttura privata spariscano il giorno dopo senza lasciare traccia, senza che nessuno ne sappia nulla e senza che nessuno li cerchi? L’argomento è molto attuale perché Francia, Spagna e Austria, in queste ore, non sembrano molto propense a accogliere migranti in arrivo dall’Italia. Ai Paesi esteri lasciamo credere che in Italia abbiamo il controllo della situazione. Ma le cose stanno proprio così, o gli extracomunitari, i profughi e altri soggetti ancora, una volta messo piede nel nostro Paese, fanno quello che vogliono e vanno dove vogliono? E’ per questo che alcuni Paesi europei stanno sbarrando le frontiere?

Ma andiamo alla storia di questi giorni. Siamo a Ciminna, piccolo centro della provincia di Palermo immerso nel verde delle campagne. Aria buona, cibo eccezionale. Paese delizioso, sì e no tre mila e cinquecento anime pronte ad accogliere tutti: da queste parti i discorsi razzisti della Lega Nord, infatti, sono lontani anni luce.

A Ciminna un giovane, Antonino Adamo, ha preso in gestione un convento. L’ha sistemato con amore: stanze accoglienti, arredate con gusto, bagno in ogni camera. Un’atmosfera molto diversa da certi centri di prima accoglienza dove, è inutile che ci giriamo attorno, non si vive bene.
Antonino Adamo gestisce una cooperativa sociale, La Metamorphosi, associata a un gruppo che opera da tempo in questo settore: la Facility service. La cooperativa Metamorphosi partecipa a un bando della Prefettura di Palermo: e si aggiudica la commessa.

“Qualche giorno fa, di sera – racconta – la Prefettura ci ha mandato venticinque profughi curdi. Quattro nuclei familiari più due fratelli. La sera non c’è stato alcun problema: hanno cenato e sono andati a letto. I problemi – e che problemi! – sono cominciati l’indomani mattina”.

Di primo mattino la comitiva curda ha fatto sapere che avrebbero voluto raggiungere Catania, dove era prevista una manifestazione.

“Ho fatto presente – ci racconta il rappresentante della cooperativa sociale La Metamorphosi – che potevano uscire quando volevano, ma che a mezzanotte avrebbero dovuto fare ritorno nella nostra struttura. Mi hanno risposto che non sarebbero tornati. Mi hanno detto che erano arrivati in Sicilia per poi proseguire fino in Germania. Avevo già avvertito i Carabinieri dell’arrivo dei profughi curdi. Insieme con i militari dell’Arma abbiamo provato a capire come stavano le cose”.

“Un fatto che mi ha molto colpito – racconta sempre Antonino Adamo – è che erano pieni di soldi. Sì, lo posso dire senza tema di smentita: letteralmente pieni di soldi. Ci hanno offerto 150 euro a persona per accompagnarli a Palermo, da dove poi avrebbero proseguito per Catania. Abbiamo risposto di no. Allora si sono rivolti ai dipendenti della cooperativa: anche per loro, stessa offerta: ognuno di loro era disposto a pagare 150 euro per essere accompagnato a Palermo. Anche i dipendenti della nostra cooperativa hanno detto no. Poi si sono rivolti perfino ai Carabinieri, che ovviamente hanno risposto di no”.

“Sono usciti e sono andati nel centro del paese – prosegue il racconto di Adamo – e anche lì hanno iniziato ad esibire il denaro e a chiedere un passaggio fino a Palermo per poi proseguire verso Catania. La presenza dei profughi nella piazza centrale di Ciminna non deve essere piaciuta al sindaco, che forse era un po’ infastidito – così mi è sembrato di capire – di non essere stato avvertito dalla Prefettura”.

“Attenzione – prosegue sempre Antonino Adamo -: anche il sindaco ha le sue ragioni: viviamo in un piccolo centro, ci si conosce tutti ed è giusto avvertire le autorità comunali dell’arrivo di migranti. Non è un problema nostro, perché di questo si occupa la Prefettura. Ciò non di meno, noi abbiamo avvertito le autorità: tant’è vero che, da noi, c’erano i Carabinieri”.

“La presenza nella piazza del paese dei profughi ha creato qualche problema – racconta sempre Adamo -: ed è anche logico, perché sembrava che nessuno li volesse accogliere. Poi la cosa si è chiarita, anche perché i due fratelli curdi continuavano a chiedere a destra e a manca chi era disposto ad accompagnarli a Palermo esibendo, sempre, i soldi, tanti soldi”.

“Verso sera è cominciata la trattativa – racconta sempre il titolare della cooperativa La Metamorphosi -. Volevano tornare a dormire. Noi eravamo pronti per farli cenare e per farli dormire. Ma hanno posto una condizione: volevano andare via l’indomani mattina alle cinque per prendere la corriera. Abbiamo risposto che noi non potevamo farli uscire alle cinque del mattino, ma alle sette: così prevedono le prescrizioni della Prefettura. Non c’è stato verso di convincerli”.

“Voglio segnalare un particolare che ho notato sin dalla sera in cui sono arrivati nel nostro centro – ci dice ancora – Antonino Adamo. Sin dal primo momento erano terrorizzasti dall’idea che non li facessimo uscire: in una parola, temevano di perdere la libertà. Abbiamo spiegato più volte che alle sette dell’indomani mattina sarebbero stati liberi di andare dove volevano: potevano restare a pranzo fuori, tornare per il pranzo e poi uscire di nuovo. L’importante, abbiamo precisato, è il rientro entro mezzanotte. Ma loro non ci credevano. Sono dovuti intervenire i Carabinieri per ribadirgli che nessuno, a Ciminna, gli avrebbe tolto la libertà”.

“La sera – racconta sempre Adamo – non si sono mossi dalla piazza del paese. Non sono mancati gli equivoci: qualche nostro compaesano pensava che li avessimo lasciati lì digiuni. Così abbiamo spiegato a tutti come stavano le cose. Dovete sapere che a Ciminna la gente non è accogliente: è di più! Appena hanno saputo che c’erano i migranti in piazza digiuni, gli abitanti di Ciminna si sono mobilitati: chi portava pizze, chi portava panini, chi bibite, frutta e altro ancora. Per noi questo è normale”.

“Cos’è successo dopo non lo sappiamo – dice sempre il titolare della cooperativa sociale -. Mettiamola così: sono spariti. Sono riusciti a raggiungere Palermo e poi Catania? Come faccio a dirlo? So che sono spariti. E so che, indomani mattina, ho avvertito la Prefettura”.

Domanda d’obbligo: la Prefettura di Palermo come ha reagito? “Niente di particolare – ci risponde Antonino Adamo -: ci ha inviato subito altri venticinque profughi. Anzi, diciassette, gli altri arriveranno tra qualche giorno”.

Il via vai di profughi, a quanto pare, non è andato a genio al sindaco di Ciminna, Filippo Vito Barone. Forse a urtare la sensibilità del primo cittadino sarà stato il fatto di non essere stato preventivamente avvertito dalla Prefettura. Chissà.

“Noi facciamo il nostro lavoro – ci dice sempre Antonino Adamo -. E non voglio minimamente pensare che l’assemblea cittadina convocata dal sindaco, con la presenza dell’arciprete, si possa configurare come un no ai migranti a Ciminna. Sarebbe un’offesa alle tradizioni della nostra comunità che ha sempre fatto dell’accoglienza uno dei punti di forza della nostra cultura e del nostro senso civico. Insomma, credo che con il sindaco ci sia stato, alla base, un malinteso che noi vogliamo chiarire all’insegna dell’armonia che regna, da sempre, nella nostra piccola comunità”.

“Anche con i protagonisti della pro loco di Ciminna non c’è stata intesa: e questo ci dispiace – racconta sempre il titolare della cooperativa -. Quando li abbiamo invitati a partecipare con noi alla gara prefettizia si sono un po’ irrigiditi. Ma noi siamo sicuri che, con la pro loco della nostra cittadina, possiamo fare tante cose buone insieme. Con mio padre, ad esempio, siamo già in contatto con un centro cinematografico di Roma. A Ciminna sono state girate alcune scene del ‘Gattopardo’ di Luchino Visconti. Tra la fine di agosto e i primi di settembre, a Ciminna, si girerà un film con attori americani noti. Ci sarà anche Mickey Rourke. Il regista Carlo Fusco verrà a girare alcune scene a Ciminna perché gli abbiamo fatto conoscere le meraviglie del nostro paese. E anche il registra Luca Fortino sarà a Ciminna per girare un film sulla tratta dei bambini. Ecco: la nostra idea è quella di provare a far inserire i giovani ospiti del nostro centro nel mondo del cinema”.

Un po’ sognatori, ma molto siciliani, i protagonisti della cooperativa La Metamorphosi fanno dimenticare le scene tremende immortalate a Lampedusa, con i migranti trattati con i piedi. Insomma: dove la si trova una struttura di accoglienza che dà ad ogni migrante una stanza arredata con il bagno, una ricca colazione la mattina, pranzo con più portate, merenda, cena in un’atmosfera magica? Perché Ciminna è veramente bella e – lo possiamo testimoniare – si mangia alla grande!

La cosa che ci ha stupiti è che la famiglia Adamo vive nello stesso ex convento, insieme con gli ospiti: “Così è molto funzionale – ci dice con naturalezza il titolare della cooperativa -: se uno di loro ha bisogno di qualcosa non deve affannarsi a cercarci con il telefono: bussa e noi siamo lì”.

A un certo punto, incuriositi, abbiamo chiesto: ma la retta che la Prefettura vi riconosce a quanto ammonta? Antonino Adamo sorride: “La Prefettura ci riconosce 33 euro al giorno per ogni ospite. Con queste risorse, ovviamente, oltre alla stanza e al cibo, noi dobbiamo fornire il vestiario. Se debbo essere sincero, per come lavoriamo noi, il margine non è tanto. Ma, vede, noi guardiamo oltre. Ho già detto dei contatti con il mondo del cinema. Ma pensiamo anche ad altro: a un’integrazione con l’agricoltura delle nostre zone, con l’artigianato. Insomma, stiamo riflettendo su vari progetti”.

Magari ci sbagliamo: anzi ci sbagliamo di certo, ma il dubbio che ci frulla nella testa è che una struttura del genere possa, come dire?, spezzare il mercato. Non è una novità – lo scandalo di Mafia Capitale a Roma l’insegna – che molte di queste realtà nascano per speculare…

In ogni caso, di questa storia quello che ci ha colpito, oltre al fascino di Ciminna e di questo convento riadattato a piccola e particolare struttura di accoglienza per migranti, è il finale.
Evidentemente i curdi arrivati a Ciminna non hanno avuto nemmeno il tempo di riflettere sul luogo in cui si trovavano. Avevano altro in testa. La Germania e basta. Per loro la Sicilia, anzi l’Italia era solo un ‘corridoio’.

Forse non sempre quello che si racconta nel nostro Paese sui migranti risponde al vero. Forse c’è dell’altro che noi non conosciamo. Forse quello che l’Italia cerca di far credere ai Paesi che, in queste ore, chiudono le frontiere non è proprio oro colato.

Di certo è che venticinque esseri umani sono spariti nel giro di poche ore. E nessuno sa dove siano finiti. Nessuno li sta cercando. Troppe cose strane in questo mondo di migranti che ha come base di arrivo l’Italia e, soprattutto, la Sicilia. Troppi conti che non tornano. Troppe stranezze. Troppi misteri.

Foto tratta da pagina 99.it

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