Lo ‘Ius soli’ non è argomento da campagna elettorale: così alimenta solo risse e paure

19 giugno 2017

Il PD utilizza un argomento delicatissimo, che divide in due l’Italia, per distogliere l’attenzione della popolazione dalla crisi economica e sociale e per guadagnare voti. La Lega di Salvini, a propria volta, alza i toni dello scontro per arroventare il clima politico e per provare a pescare i voti in quella parte della popolazione spaventata. La verità è che questi argomenti si affrontano in modo pacato, comunicando serenità, non alimentando risse e paure 

Sul cosiddetto Ius soli assistiamo, in questi giorni, a un dibattito politico osceno. E’ osceno il PD, che presenta un provvedimento così importante in campagna elettorale; ed è altrettanta oscena la Lega Nord, che si contrappone al Partito Democratico con motivazioni razziste. Cattivo gusto da una parte e cattivo gusto dall’altra parte.

Non è la prima volta che il Partito Democratico utilizza in modo strumentale un argomento che meriterebbe riflessione e ponderazione. L’ha fatto con i diritti dei gay: una vicenda utilizzata per nascondere le penalizzazioni che il Governo Renzi ha inflitto al mondo del lavoro e per provare – senza peraltro riuscirci – a guadagnare consensi per il referendum del 4 dicembre poi ‘bocciato’ dagli italiani.

Della serie: ti togliamo il lavoro e lo Stato sociale, però ti diamo i diritti civili… Una politica di caratura bassa, dove predomina l’ipocrisia.

La scena si sta ripetendo con il già citato Ius soli (in latino diritto del suolo). Si tratta dell’acquisizione della cittadinanza di un dato Paese come conseguenza del fatto giuridico di essere nati sul suo territorio, indipendentemente dalla cittadinanza dei genitori.

Per un Paese è un passaggio importante. Un tema che andrebbe trattato con un ampio coinvolgimento dei cittadini e, possibilmente, con un Parlamento espressione dei cittadini e non con un Parlamento di ‘nominati’.

Ma il tema vero, in questa storia, è il momento in cui il Governo nazionale e la maggioranza di centrosinistra hanno scelto di affrontare tale argomento: a pochi mesi dal voto, in campagna elettorale.

E’ il vizio di questo PD, partito che perde consensi e cerca di acquisirli con qualunque mezzo. Lo ha fatto, come già ricordato, con i diritti civili per i gay. Ma non ha portato fortuna all’allora capo del Governo, Renzi, che, come già accennato, ha perso il referendum sulle riforme costituzionali.

Ora ci sta riprovando con lo Ius soli, pur sapendo che si tratta di un tema che spaccherà in due l’Italia: favorevoli e contrari. Cavalcando l’argomento con spirito ‘buonista’ – sfruttando il vantaggio della Chiesa di Papa Francesco favorevole all’accoglienza – Renzi pensa di guadagnare consensi. E poco importa se l’Italia si divide.

Tra l’altro, come avvenuto per i diritti dei gay, lo Ius soli serve a Renzi e al PD come diversivo, per non fare riflettere gli italiani su un Paese che sta franando, dove la disoccupazione e la miseria crescono e dove dall’1 luglio lo Stato – non si capisce se con l’Agenzia delle Entrate o con Equitalia – entrerà direttamente nei conti correnti, senza passare da un giudizio della magistratura, per prendersi i soldi di chi non ha pagato le tasse.

Per non parlare di un ulteriore aumento dell’età pensionabile!

Per non fare riflettere gli italiani su questi e su altri disastri che stanno combinando il Governo Gentiloni e il Parlamento nazionale di ‘nominati – per distogliere, ad esempio, i pensionati da 500 euro al mese costretti, lo ricordiamo, ad aprire il conto corrente in banca e dall’1 luglio soggetti alla mannaia – Renzi e il PD si presentano come i paladini dei diritti dei migranti che vivono in Italia, dimenticando che loro, i diritti, li hanno tolti ai lavoratori italiani!

Dimenticando che stanno continuando a massacrare i pensionati e a ritardare lo’età pensionabile!

Alla demagogia di Renzi risponde la demagogia razzista della Lega Nord. I leghisiti sanno che sul tema della Ius soli l’Italia è divisa in due: così Salvini si getta a capofitto contro il diritto di cittadinanza a chi già – almeno in tanti casi è così – cittadino italiano lo è di fatto; il tutto per provare a pescare voti in quella parte della società italiana che non è d’accordo sulla Ius soli.

In entrambi i casi – nel caso del PD di Renzi e nel caso della Lega di Salvini – assistiamo a una strumentalizzazione di una vicenda che, come già accennato, non andrebbe trattata in campagna elettorale e, in ogni caso, non va presentata, come sta facendo il PD, con la violenza verbale, attaccando a testa bassa chi manifesta dubbi: violenza verbale che, alla fine, provoca, come reazione, la violenza verbale dei leghisti.

Così facendo si esasperano solo i toni e si finisce con alimentare le risse e le paure.

 

 

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