Saverio De Bonis e Cosimo Gioia ascoltati all’Ars sul grano che arriva con le navi

Saverio De Bonis e Cosimo Gioia ascoltati all’Ars sul grano che arriva con le navi
15 giugno 2017

L’audizione del presidente di GranoSalus, Saverio De Bonis, e di Cosimo Gioia, produttore di grano duro in Sicilia e già dirigente generale del dipartimento Agricoltura della Regione siciliana si è svolto presso la commissione Sanità dell’Assemblea regionale siciliana

Il caso ha voluto che proprio ieri – nelle stesse ore in cui è stato reso noto il pronunciamento dei giudici di Roma (i giudici hanno rigettato la richiesta di cancellazione di alcuni articoli sul grano duro da questo blog e dal sito di GranoSalus, come potete leggere qui) – il presidente di GranoSalus, Saverio De Bonis, e Cosimo Gioia, produttore di grano duro in Sicilia e già dirigente generale del dipartimento Agricoltura della Regione siciliana, si trovavano qui in Sicilia, ospiti della commissione legislativa Sanità del Parlamento siciliano per parlare proprio dei contaminanti presenti nel grano duro estero che arriva con le navi.

All’incontro avrebbe dovuto essere presente, tra gli altri, anche l’assessore regionale all’Agricoltura, Antonello Cracolici, che ha disertato la riunione della commissione Sanità dell’Ars. Ed è anche logico: Cracolici, fino ad oggi, non ha fatto nulla per fermare le navi cariche di grano estero – canadese in testa – che continuano ad arrivare in Sicilia. Così ha pensato bene di non presentarsi alla riunione di ieri, per non farsi sputtanare in diretta.

E l’incontro di ieri? Di certo è positivo che l’Assemblea regionale siciliana abbia battuto un colpo. Ma, adesso, bisognerà capire se la politica siciliana farà qualcosa di concreto, o se quella di ieri è stata solo una mezza sceneggiata, visto che siamo già in campagna elettorale sia per le elezioni regionali, previste per novembre, sia per le elezioni politiche nazionali.

I fatti ce lo diranno tra qualche settimana. Ricordiamo che la questione del grano duro interessa migliaia di agricoltori siciliani che, a causa della concorrenza del grano duro estero che arriva con le navi, subiscono una pesantissima speculazione da parte delle multinazionali. Basti pensare che, lo scorso anno, il prezzo del grano duro del Sud Italia è precipitato a 14 euro al quintale. Un prezzo irrisorio, perché per consentire agli agricoltori di riprenderci almeno le spese, il grano duro deve essere venduto a non meno di 22-23 euro a quintale.

Lo scorso anno il grano duro del Sud Italia, in buona parte, è rimasto stoccato, perché gli agricoltori si rifiutano di venderlo a un prezzo stracciato. Quest’anno la musica non è cambiata: l’annata è buona, soprattutto sotto il profilo della qualità (per la cronaca, il grano duro prodotto nel Sud Italia – Puglia e Sicilia in testa, che sono le Regioni italiane dove si concentra la maggior parte della produzione di grano duro – non contiene né glifosato, né micotossine DON), ma la pressione delle multinazionali per imporre in Italia il grano estero a scapito del grano duro del Sud Italia è ancora forte.

Tra l’altro, in Puglia – e precisamente a Foggia, il più importante mercato del grano duro d’Italia dove si forma il prezzo del grano duro di tutto il Sud Italia – è in corso la battaglia contro chi tiene basso il prezzo di questo prodotto. Il tutto mentre le navi cariche di grano duro estero continuano ad arrivare e a scaricare grano duro canadese e, in generale, estero, che finisce sulle tavole dei consumatori italiani e mondiali.

E’ in questo scenario che si inseriscono sia il pronunciamento del Tribunale di Roma, sia la seduta di ieri della commissione Sanità dell’Ars.

Noi non possiamo non segnalare che, fino ad oggi, né il Governo della Regione siciliana, né la commissione Sanità dell’Ars, né la commissione Antimafia del Parlamento siciliano hanno fatto qualcosa per bloccare le navi cariche di grano estero che continuano ad arrivare in Sicilia.

L’unica forza politica che ha posto il problema è stato il Movimento 5 Stelle: per il resto, silenzio assoluto. Vedremo, nei prossimi giorni, cosa succederà.

Lo stesso discorso vale per la Regione Puglia. In questa Regione il presidente, Michele Emiliano, fa l’uomo di ‘sinistra’, ma sul piano concreto, rispetto al problema delle navi cariche di grano che continuano ad arrivare nella sua terra non ha fatto nulla (sempre per la cronaca, in Puglia arrivano tantissime navi e, in generale, tantissimo grano estero per via della più alta concentrazione di mugnai d’Italia).

 

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