Ciro Lomonte: “Via il nome dell’assassino Cialdini dalla toponomastica di Palermo”

Ciro Lomonte: “Via il nome dell’assassino Cialdini dalla toponomastica di Palermo”
8 maggio 2017

Come si può lasciare una via dedicata ad un assassino?Il candidato sindaco di Siciliani Liberi promette di cancellarla: “Si parla tanto della cultura come risorsa primaria di Palermo, ma la verità è che si sono fatte operazioni di facciata buone solo per i comunicati stampa e non si è investito nulla sull’anima di questa città”.

“Riscoprire l’identità della nostra meravigliosa città è la base da cui partire per ricostruire Palermo. Come ho avuto modo di ripetere, servono piani di rigenerazione urbana, ma serve anche un piano di rigenerazione culturale che aiuti i cittadini a ritrovare l’orgoglio di essere palermitani”. Così l’architetto Ciro Lomonte, candidato sindaco di Palermo per il movimento Siciliani Liberi (qui il suo curriculum e il suo programma).
“Il processo di rigenerazione culturale passa della riscoperta della nostra storia. È necessario anche prendere coscienza del fatto che, ancora oggi, siamo circondati da simboli che mortificano la dignità e l’intelligenza dei palermitani. Esempio lampante – dichiara Lomonte – è una della strade su cui vorremmo intervenire con urgenza anche per rimuovere ostacoli ai flussi veicolari. Si tratta della via dedicata a Enrico Cialdini, feroce generale risorgimentale che si è macchiato di crimini orrendi contro i meridionali, come le stragi di Pontelandolfo e Casalduni. Donne e bambini inermi inclusi. Un vero e proprio criminale di guerra”.
“Tanti Comuni (non solo del Sud) hanno cancellato questo nome dalla loro toponomastica. È intollerabile che Palermo non lo abbia ancora fatto. Cialdini è il simbolo della barbarie mascherata di fraternità universale, di quelli che oggi definiremmo metodi crudeli oltre che illegali anche in caso di guerra”.
“Se dovessi diventare sindaco – aggiunge il candidato di Siciliani Liberi – quel nome dovrà sparire dalla nostra città. I palermitani hanno una storia gloriosa di cui riappropriarsi e il ripudio degli assassini è un atto dovuto”.
“Si parla tanto della cultura come risorsa primaria di Palermo, ma la verità è che si sono fatte operazioni di facciata buone solo per i comunicati stampa e non si è investito nulla sull’anima di questa città”.
“So che c’è stata una mozione che proponeva di intitolare la via attualmente dedicata a Cialdini al cooperante palermitano Giovanni Lo Porto, ucciso per sbaglio in Afghanistan da un drone statunitense mentre era ostaggio di miliziani di Al Qaeda. Una mozione ignorata da chi governa questa città. Noi passeremo ai fatti e insieme ai cittadini – conclude Lomonte – decideremo a chi intitolare la via: Lo Porto, Angelina Romano o uno dei tanti uomini illustri che hanno reso grande questa città. Cultura è anche partecipazione”.

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