Avviso 8, tutto come previsto: blocco totale fino alle elezioni regionali di novembre

Avviso 8, tutto come previsto: blocco totale fino alle elezioni regionali di novembre
23 aprile 2017

“Era già tutto previsto”, recita une celebre canzone. Com’era nelle previsioni la pioggia di ricorsi che si è abbattuta sull’Avviso 8 sta ritardando l’avvio dei corsi di Formazione professionale che – per la precisione – avrebbero dovuto essere celebrati nel 2016. Tale ‘annacamento’ e serve a creare ‘attese escatologiche’ tra disoccupati e, soprattutto, tra chi non ha mai lavorato. A questi ultimi – che in Sicilia sono tantissimi – bisogna fare credere che il lavoro arriverà. Si tratta di una tecnica di orientamento al voto. Insomma: solo squallida, vecchia politica siciliana

Formazione professionale in Sicilia: il nostro giudizio sull’Avviso 8 l’abbiamo espresso nell’ottobre dello scorso anno:

“E’ inutile che i lavoratori di questo settore si facciano illusioni: con l’Avviso 8 è in corso un gioco delle parti governato da Roma. L’assessore Marziano e i burocrati del dipartimento regionale della Formazione sono solo pedine. Non è da escludere che, alla fine di questa sceneggiata – dopo una pioggia di ricorsi sparsi tra TAR Sicilia e magistratura ordinaria – tutti i 136 milioni finiscano a Roma. Che tra qualche anno – come ha fatto con i fondi PAC – li dirotterà o alle imprese (nella stragrande maggioranza del Centro Nord Italia), o in altri settori dello Stato” (qui potete leggere il nostro articolo dello scorso ottobre per esteso).

Da allora ad oggi sono passati sei mesi. Fino ad ora – questo è un fatto oggettivo che è sotto gli occhi di tutti – un Euro di questo Avviso non è stato speso. Ed è in corso la ‘pioggia’ di ricorsi amministrativi. Come ora proveremo a dimostrare, da qui a novembre – mese in cui si voterà per il rinnovo del Parlamento dell’Isola e per eleggere il nuovo presidente della Regione – i 136 milioni di Euro di questo Avviso resteranno bloccati. Come volevasi dimostrare.

Proviamo a riassumere quello che è successo e quello che succederà nei prossimi mesi.

Nei giorni scorsi, presso il Tribunale Amministrativo regionale della Sicilia (TAR) si sono svolte le udienze relative ai ricorsi avverso l’Avviso 8. Per chiarezza occorre effettuare un distinguo tra i ricorsi avverso l’intero bando e i ricorsi che contestano i punteggi attribuiti agli Enti e alle società nella graduatoria finale.

I giudici amministrativi hanno esaminato i ricorsi presentati da ANFE, ENAIP, CSR e CIPA AT di Catania avverso il bando. Mentre nell’udienza successiva i giudici della prima sezione del TAR hanno preso in esame i ricorsi presentati dagli altri Enti avverso la graduatoria.

Intanto è stata pubblicata l’ordinanza riguardante l’Associazione La linea della palma, che potrebbe essere inserita tra gli Enti ai quali sono state assegnate le risorse dell’Avviso 8.

Siamo a conoscenza che altri ricorsi saranno trattati dal TAR a maggio. E ci risulta che, per almeno tre Enti che hanno presentato il ricorso in tempo utile (27 marzo 2017), poiché non è stata integrata la documentazione a supporto del ricorso, non è stata ancora fissata la data dell’udienza.

Anche se i giudici amministrativi non dovessero accogliere i ricorsi di coloro i quali chiedono l’annullamento dell’Avviso 8, i tempi si allungheranno comunque. Da quello che si capisce in questa fase, si profilerebbe un parziale accoglimento dei ricorsi contro i punteggi attribuiti agli Enti ricorrenti: da qui la necessità di una revisione dell’intera graduatoria.

Non solo. Se i ricorsi presentati per il blocco del bando non dovessero trovare accoglimento da parte del Tribunale Amministrativo Regionale, si profila un ricorso al Consiglio di Giustizia Amministrativa (CGA), in Sicilia organo di appello del TAR. Con ulteriore spostamento dei tempi che possiamo valutare di circa tre, quattro mesi.

Si arriverà così a settembre, a due mesi dal voto per le elezioni regionali. A questo punto potrebbero iniziare i primi corsi, con finanziamenti minimi, comunque tali da creare un clima di attesa.

Ovviamente, il dipartimento regionale della Formazione, prima di avviare i primi corsi, dovrà verificare come sono state effettuate le assunzioni. Nell’Avviso 8 c’è scritto che bisogna dare priorità ai circa 6 mila lavoratori disoccupati di questo settore, che sono – alla fine – la risultante di circa otto anni di Governi regionali di centrosinistra.

Le nuove assunzioni sono giustificate solo nel caso in cui tra i disoccupati mancano particolari professionalità. Tutti gli altri assunti dovrebbero essere pescati da un Albo nel quale, però – e qui è l’inghippo – si sarebbero infilati soggetti che nulla hanno a che spartire con il mondo della Formazione professionale siciliana.

A nostro modesto parere, la baraonda – anche per i pochi fondi dell’Avviso 8 che verranno impegnati, secondo le regole della vecchia politica, in piena campagna elettorale – dovrebbe essere assicurata.

Un anticipo di quello che succederà in autunno va in scena in questi giorni con i bandi-farsa per la selezione del personale. Qui va fatta una precisazione.

Com’è noto, con l’Avviso 8 sono rimasti fuori dalla graduatoria Enti storici. E dovrebbero entrare decine e decine di nuovi soggetti legati al carro di chi oggi ha in mano la Regione. I nuovi soggetti selezionati con il bando stanno effettuando i colloqui. Da quello che si capisce, le esperienze passate conterebbero poco o nulla. Conta, invece, il colloquio orale.

Insomma, per essere chiari, i punteggi altissimi verrebbero assegnati sulla base di una chiacchierata a discapito dell’iscrizione all’Albo e dell’esperienza. 

P.S.

Comunque un record va segnalato: dal 2012 ad oggi – cioè da quando si è insediato il Governo regionale di Rosario Crocetta – a parte i corsi OIF che non possono essere bloccati (sono i corsi che puntano a recuperare, strappandoli anche alla mafia, i ragazzi che hanno abbandonato la scuola dell’obbligo) – la Formazione professionale siciliana è bloccata.

Per tre anni il Governo Crocetta è andato avanti con le ‘code’ dell’Avviso 20 del 2011. Nel 2016 ha messo in pista l’Avviso 8, in pratica un Piano formativo da 136 milioni di Euro. Ma l’ha fatto in modo tale da rallentare tutto. Siamo al 2017, aprile, e – come dicono i fatti – è tutto bloccato. Il Governo e la maggioranza di centrosinistra proveranno a ‘vendere’ l’avvio dell’Avviso 8 in campagna elettorale, cioè a ridosso delle elezioni regionali previste a novembre. Sarà, per lo più, un mercato delle illusioni.

I veri problemi li troverà il Governo regionale che verrà. Che, al di là delle chiacchiere, si ritroverà, nel 2018, con quasi tutti i fondi europei destinati alla Formazione non spesi. Con Roma che imporrà la solita ‘riprogrammazione’: parolina magica con la quale il Governo nazionale di turno riprogramma i fondi europei e nazionali destinati al Sud ma non spesi, per dirottarne una buona metà nel Centro Nord Italia.

In quest’operazione di ‘saccheggio’ dei fondi destinati al Sud sono stati bravissimi sia i Governi nazionali di centrosinistra, sia i Governi nazionali di centrosinistra. 

L’aspetto incredibile è che i Siciliani continuino a votare forze politiche che lavorano, di fatto, per dirottare risorse finanziarie della nostra Isola nel Centro Nord Italia.  

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