Rai, Cacciari: “Servizio pubblico? Una balla”

Rai, Cacciari: “Servizio pubblico? Una balla”
21 aprile 2017

Il filosofo veneziano, ospite di Lilli Gruber, non ha dubbi: “Da sempre la politica vuole lasciare l’impronta sulla televisione di Stato, ma a cosa serve una televisione di Stato?”

Artisti e conduttori che lavorano per la Rai potranno continuare a guadagnare più di 240mila euro. Si tratta di una deroga al tetto fissato dalla legge sull’editoria e, in teoria, non dovrebbe riguardare quei giornalisti che finora hanno guadagnato ben più di quella cifra. Vi abbiamo già parlato di Massimo Giletti, profumatamente pagato per denigrare la Sicilia, in particolare. Ma non è il solo (qui un elenco).

Il punto resta sempre uno: li paghiamo noi con un canone che ci viene imposto a come una tassa. Una tassa per mantenere la casta dello pseudo giornalismo e dello pseudo spettacolo.

Riassume magistralmente il concetto, Massimo Cacciari, che in questo video dice cosa ne pensa del servizio pubblico.

E’ ospite di Lilli Gruber, si parla di vaccini e di Report. Cacciari commenta gli attacchi del PD alla trasmissione di Rai3: “Da sempre la politica vuole lasciare la sua impronta sulla televisione di Stato, il punto è che dovremmo dire basta ad una televisione di Stato. A che serve? “.

Poi dal minuto 3.00  “la balla del servizio pubblico”. Imperdibile.

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