Montecitorio: il PD blocca la Commissione che avrebbe dovuto visitare le periferie di Palermo

Montecitorio: il PD blocca la Commissione che avrebbe dovuto visitare le periferie di Palermo
5 aprile 2017

Se ne parlerà dopo le elezioni comunali dell’11 giugno. La protesta della parlamentare nazionale del Movimento 5 Stelle eletta in Sicilia, Claudia Mannino: “E’ una scorrettezza istituzionale di non poco conto”. I deputati del PD hanno approfittato della momentanea assenza della deputata per bloccare l’ispezione. Un tentativo un po’ maldestro per non far conoscere all’opinione pubblica l’abbandono in cui versano le periferie di Palermo? Aggiornamento: l’ispezione avrà luogo entro la fine di maggio. Le dichiarazioni di Ciro Lomonte sulle periferie di Palermo 

Visitare le periferie di Palermo prima delle elezioni comunali dell’11 giugno? La previsione era questa. Sì, una delegazione di parlamentari nazionali era già pronta per piombare in Sicilia per due giornate ispettive a Palermo, Carini, Casteldaccia e Villabate. Ma ieri, improvvisamente, i deputati del PD hanno mandato tutto all’aria…

La storia la racconta in un post su facebook che la parlamentare nazionale eletta in Sicilia, Claudia Mannino, ha pubblicato ieri:

“QUANDO IL GATTO NON C’E’ I TOPI BALLANO… EVIDENTEMENTE IL #PD CHE APPOGGIA Leoluca Orlando, Sindaco di Palermo ALLE PROSSIME AMMINISTRATIVE NON INTERESSA. Da 3 settimane lavoro in prima persona alle due giornate ispettive da fare a Palermo, Carini, Casteldaccia e Villabate nelle giornate del 20 e 21 aprile prossimo. Ai lavori della Commissione sono sempre stata presente, ma stamattina (ieri mattina per chi legge ndr) mentre ero impegnata in commissione Ambiente con il Ministro Delrio sul correttivo del codice degli appalti, il #PD (come un topo che esce dalla tana in un momento in cui la gatta Mannino è assente) propone ed ottiene il rinvio dell’ispezione. E’ una scorrettezza istituzionale di non poco conto per il lavoro di coordinamento fatto fino ad oggi con le realtà del territorio (anche nel convincerli che non è un’attività di tipo politico o ideologico)”.

La vicenda viene ripresa da un lancio dell’ANSA: “M5S, PD impedisce visita commissione a Palermo”.

A parlare è la vice presidente M5S della Commissione, Laura Castelli (Movimento 5 Stelle).

“Per ragioni tutte di guerra elettorale, il PD fa pressione per posticipare la visita della Commissione Periferie a Palermo. Carini, Casteldaccia e Villabate a dopo il voto del ballottaggio per la scelta del segretario di partito. Una situazione paradossale e assurda. La Commissione sta svolgendo un lavoro importante e delicato, si sta recando in ogni periferia d’Italia per andare ad ascoltare le istanze dei cittadini e vedere direttamente le gravi carenze presenti. La tappa di Palermo era fissata da tempo ed oggi (sempre ieri per chi legge ndr) con grande sorpresa il PD chiede di spostarla. Sembra chiaro che ci sia una manovra da campagna elettorale dietro questa richiesta, una manovra come sempre fatta sulle spalle dei cittadini. Le periferie non sono e non devono essere la passerella del PD che ha rovinato con la sua politica un tessuto già afflitto da complesse problematiche. La domanda che rimane in sospeso è cosa abbiano da nascondere”.

Non sfugge agli osservatori che il sindaco uscente di Palermo, Leoluca Orlando, ricandidato alla guida della città, è appoggiato anche dal PD. E’ evidente che il centrosinistra di Palermo sta provando a nascondere l’abbandono delle periferie della città. Basti pensare – ma è solo un dei tanti esempi – alle lamentele dei cittadini che vivono in alcune periferie di Palermo, di fatto lasciati con un carente trasporto pubblico, se è vero che l’AMAT – l’Azienda comunale per il trasporto delle persone – per far muovere il Tram cittadino ha ridotto il servizio bus nelle periferie.

Insomma, il centrosinistra di Palermo, dopo cinque anni di governo della città, a proposito delle periferie, nasconde la testa sotto la sabbia, come gli struzzi. Basterà questo per conservare i voti degli abitanti delle periferie?

Guarda caso, è quello che ci ha detto qualche settimana addietro Angelo Figuccia, consigliere comunale di Palermo di lungo corso. Esponente di Forza Italia, Figuccia è stato consigliere comunale a Palermo dai primi anni ’90 del secolo passato. A proposito delle periferie ci ha detto:

“Orlando ormai, a quasi settant’anni, ha fatto il suo tempo. Forse è un po’ nervoso. Forse perché ha ‘annusato’ quello che ho ‘annusato’ io girando per la città: e cioè che la sua presenza, nelle periferie, non è più quella di un tempo. Mi permetto di dargli un consiglio: prenda esempio da me, si ritiri”.

Rintracciato al telefono, Figuccia ribadisce la sua tesi:

“L’Amministrazione comunale uscente ha abbandonato le periferie di Palermo. La Commissione parlamentare non verrà più nella nostra città? Certo, hanno risparmiato il clamore mediatico. Ma la gente che vive nelle periferie non è stupida. L’11 giugno, al momento del voto, se ne ricorderà”.

Aggiornamento 1 – Precisazione di Claudia Mannino:

“Ho chiesto che l’ispezione abbia luogo entro la fine di maggio. E credo proprio che non potranno dire di no”.

Aggiornamento 2 – Dichiarazione del candidato sindaco di Palermo degli Indipendentisti siciliani, Ciro Lomonte:

“L’Amministrazione Orlando ha trascurato le periferie, sia quelle di edilizia popolare, sia quelle residenziali. Non credo che ci sia una volontà esplicita contro qualcuno o qualcosa. Immagino che sia un atteggiamento quietista, non pestare i piedi a nessuno. La conseguenza è l’abbandono. Non è che il centro stia tanto meglio, però: basta verificare l’assoluta assenza di manutenzione di strade e marciapiedi”.

“In più – prosegue Lomonte – manca una capacità progettuale di sognare una Palermo migliore, che tante città italiane hanno. I quartieri di edilizia economica e popolare – non solo lo ZEN, anche Scampia a Napoli, dove stanno per abbattere le cosiddette Vele, il Corviale a Roma, il Gallaratese a Milano, e tanti altri – sono concepiti in modo sbagliato da molti punti di vista. Innanzitutto sono privi di servizi, estremizzando una posizione della Carta d’Atene (il documento sulla città elaborato nel 1933, nel IV Congresso Internazionale di Architettura Moderna), secondo la quale è bene che le funzioni della città siano molto distanti l’una dall’altra. Poi sono destinati solo alle abitazioni dei proletari, di fatto discriminandoli nello stesso tempo in cui si garantisce loro un alloggio. In questo modo si fomenta la rabbia. È come se loro non fossero cittadini di Palermo, vivono in una riserva di cattiva qualità dalla quale debbono per forza uscire per accedere ai servizi di ogni tipo. Provate a parlare con i bambini e i ragazzi di questi quartieri dormitorio per rendervene conto”.

“Il nostro obiettivo – dice sempre il candidato sindaco degli Indipendentisti di Siciliani Liberi – è fare una città di città, i quartieri dovrebbero essere belli, avere tutti una forte identità ed essere dotati dei servizi essenziali a poca distanza da casa. Si dovrebbe provare a lasciare vicini il più possibile casa e posto di lavoro. In tal modo peraltro si ridurrebbe moltissimo l’uso dell’auto e il traffico in generale”.

“La rigenerazione urbana è praticabile in modo più rapido nei quartieri popolari. Non bisogna attendere la redazione di piani urbanistici generali. I terreni e le case sono di proprietà pubblica. E ci sono fondi già disponibili per gli interventi, che l’Amministrazione Orlando avrebbe potuto usare meglio. Si possono sostituire rapidamente le orribili costruzioni esistenti, procedendo per gradi. Dopo avere redatto un progetto che riguardi tutto il quartiere, si costruisce nelle aree libere, vi si trasferiscono i primi abitanti e si abbattono i lotti svuotati. E così via fino alla conclusione dell’operazione. Avendo l’accortezza – conclude Ciro Lomonte – di fare case per tutti i tipi di popolazione (chi se lo può permettere si comprerà le case nuove costruite accanto a quelle dei proletari), in modo da creare un tessuto sociale integrato. Le città storiche erano così”.

Foto tratta da blogsicilia.it

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