Bolzano: come si gestisce l’Autonomia senza ‘ascari’ al Governo

Bolzano: come si gestisce l’Autonomia senza ‘ascari’ al Governo
21 marzo 2017

Sulla propria pagina facebook Rino Canzoneri – un giornalista siciliano da qualche settimana in vacanza a Bolzano – racconta quello che vede. Inevitabile il raffronto con la Sicilia – Regione autonoma come la provincia di Bolzano – e con Palermo (il raffronto con i mezzi di trasporto pubblico delle persone ci fa sorridere amaramente). Chissà cosa ne pensano Rosario Crocetta e Leoluca Orlando…   

Cos’è l’Autonomia non gestita da ‘ascari’? Qualche ‘pillola’ di quello che fanno nella provincia autonoma di Bolzano lo scrive Rino Canzoneri nella propria pagina facebook:

“Bolzano è la città dove si fanno più figli, +3,2 contro -2-4 per cento della media Italiana.

La media dice che le donne di Bolzano hanno 1,78 figli a testa contro la media nazionale che è dell’1,34.

Le famiglie con reddito entro 80 mila Euro ricevono 200 Euro al mese dal Comune per ogni bambino, 110 Euro dalla Regione ed il bonus nazionale di 80 Euro. Quindi quasi 400 Euro a bambino.

E poi esistono tutta una serie di misure a sostegno della famiglia. Ai più bisognosi vengono date anche belle case popolari a 50 Euro al mese di affitto.

E qui si ha anche il più basso tasso di disoccupazione di tutta Italia, appena il 3,7 per cento.

In una società che funziona bene nei servizi, dove c’è più qualità della vita e tante occasioni di lavoro, le coppie sono più incentivate a fare figli perché vedono una vera prospettiva per loro”.

Qualche giorno prima (qui il raffronto andrebbe fatto con Palermo, con Catania e con Messina):

“Sono da settimane a Bolzano e qui mi colpiscono tante cose. Intanto il servizio pubblico urbano: autobus sempre puliti, mai affollati e che circolano speditamente perché non c’è traffico, tutti salgono e timbrano il biglietto o vidimano l’abbonamento, rarissimamente si vede qualche controllore, e c’è sempre una voce che ti annuncia quale sarà la prossima fermata.

E poi si sa esattamente quando arrivano. Alle fermate, come si vede nella foto, le tabelle ti indicano il numero del bus e quanti minuti mancano all’arrivo. Ne ho preso già diverse decine. E cazzo mai che ce ne sia stato uno che arrivasse in ritardo. Ho cercato di coglierne in fallo qualcuno, ma tutti spaccano sempre il secondo.

La tabella sta per passare da un minuto di attesa a zero. Mi dico non ci sei, stavolta ti frego, ti colgo in ritardo, ma lui, l’autobus, mi si affaccia subito dalla curva ed in un attimo me lo trovo davanti. Ancora una volta puntuale, preciso. Sempre così.

E se sono a casa vado sul sito della sasa, la loro azienda di trasporto, e vedo tutti gli orari di quando passano e quando arrivano in tutte le fermate che fanno. Ed anche nelle destinazioni sempre puntuali. E so quindi quando andare alla fermata senza aspettare un tempo indefinito. E al capolinea se c’è scritto che parte ad una certa ora non lo freghi mai. Parte sempre quando è scritto, mai un minuto prima o un minuto dopo.

Min…, non ci posso credere: so quando parto e quando arrivo. Scioccante. E visto quanto succede a Palermo, mi sembra un miracolo. Non quindi la normalità, ma proprio un miracolo. E nessuno può levarmelo dalla testa.

Ps/ E per completezza di informazione: con una tesserina di 28 Euro a settimana prendi tutti i bus della città, i pullman ed i treni che collegano tutti i paese dell’altro Adige sino a trento, le funivie, il trenino del Renon e puoi visitare anche un museo gratis.

Roba da matti. Non sono abituato a tutto questo e devo ancora inquadrare bene la situazione…

 

P.S.

Mi ha colpito, in particolare, un dato: la casa popolare data alle famiglie povere con un affitto di 50 Euro al mese. 

A Palermo – per citare un esempio – non mancano le abitazioni confiscate alla mafia. Ma vengono assegnate alle associazioni che, spesso, fanno capo ai politici. In altre parole, servono per raccogliere voti.

Tutto questo mentre mille e 800 famiglie senza casa restano in mezzo alla strada…  

 

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