Il DIRSI all’attacco di Crocetta: “Faccia i nomi dei burocrati che prendono tangenti o smentisca tutto da Giletti”

Il DIRSI all’attacco di Crocetta: “Faccia i nomi dei burocrati che prendono tangenti o smentisca tutto da Giletti”
13 marzo 2017

Durante la trasmissione in onda su RAI 1 L’Arena, condotta da Massimo Giletti, Crocetta ha affermato che ci sono dirigenti regionali che ritardano le pratiche perché prendono tangenti. Ora il sindacato dei dirigenti regionali – il DIRSI – chiede a Crocetta di fare i nomi e cognomi dei dirigenti tangentisti e di dare la parola alla magistratura. In alternativa chiedono a Crocetta di tornare da Giletti e smentire le proprie “grossolane e improvvide affermazioni”

Egregio presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta: lei, durante la trasmissione televisiva L’Arena, condotta da Massimo Giletti, ha detto che ci sono burocrati regionali che perdono tempo prima di rilasciare le pratiche perché chiedono le tangenti. Bene, adesso denunci quei burocrati alla magistratura, facendo nomi e cognomi. Questo, il sintesi, il quello che il DIRSI, l’associazione dei dirigenti della Regione siciliana, chiedono in una lettera che hanno inviato al presidente Crocetta, al conduttore della trasmissione di RAI 1, Giletti e agli organi di stampa.

“Egregio Presidente,
questo Sindacato si auspica che Ella circoscriva in tempi brevi, stesso mezzo, le generiche Sue
affermazioni rese nella trasmissione televisiva di RAI 1 L’Arena, andata in onda il 5 marzo u.s. – si legge nella lettera – e, al contempo, proceda a sporgere formale denuncia nei confronti di quei burocrati ‘che tardano il rilascio delle pratiche non perché legittimisti, ma perché chiedono le tangenti’, riferendo dei tanti delitti contro la PA di cui è venuto a conoscenza”.

“La scrivente Organizzazione Sindacale – prosegue la lettera – ha infatti necessità di conoscere i nominativi del personale dirigente, ove ve ne sia, resosi responsabile dei reati da Lei ipotizzati, per tutelare l’immagine della categoria dirigenziale, sicuramente lesa da siffatti comportamenti, valutando anche la costituzione in giudizio in qualità di parte civile”.

Insomma, Crocetta ha lanciato accuse generiche piuttosto gravi: bene, è arrivato il momento di fare nomi e cognomi e di dare la parola alla magistratura. Con il DIRSI che annuncia che si costituirà parte civile.

“Qualora invece Ella non fornisca alcun nominativo di quei burocrati ‘che tardano il rilascio delle
pratiche non perché legittimisti ma perché chiedono le tangenti’, senza nel contempo procedere a
smentire pubblicamente, sia a L’Arena di Massimo Giletti che attraverso la stampa le Sue grossolane e improvvide esternazioni – si legge sempre nella lettera – questo Sindacato valuterà quali azioni intraprendere, nei confronti della S.V., a tutela dell’immagine della categoria dirigenziale, così impropriamente denigrata in trasmissione pubblica”.

“Purtroppo, egregio Presidente – leggiamo sempre nella lettera del DIRDI – ciò che appare agli occhi di tutto il suo vituperato apparato burocratico è soltanto una sgradevole demagogia, atteso che i quattro anni di Suo governo non sono riusciti a eliminare i veri privilegi, a migliorare l’economia, il lavoro e dunque l’esistenza stessa del popolo Siciliano, per cui Ella non ha trovato niente di meglio che individuare, facile capro espiatorio, l’apparato burocratico regionale quale principale responsabile del mancato sviluppo territoriale”.

“I risultati che la politica e l’amministrazione devono perseguire non si raggiungono con proclami e
interviste, bensì con un buon lavoro ed il supporto di coloro che sempre hanno avuto a cuore le
sorti di questa terra – conclude la lettera -. I Presidenti passano, ma i dipendenti regionali rimangono, e saranno sempre loro a portare sulle spalle il peso di far funzionare la principale azienda dell’Isola: la P.A. della Regione Siciliana”.

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