Ottobre 2011: Governo e burocrazia sapevano che nella Formazione si procedeva alle assunzioni in barba ai divieti!

Ottobre 2011: Governo e burocrazia sapevano che nella Formazione si procedeva alle assunzioni in barba ai divieti!
24 febbraio 2017

Lo scriveva in una lettera indirizzata al presidente della Regione l’allora dirigente dell’Ispettorato regionale del Lavoro, Anna Rosa Corsello. Dove si dice che mentre alcuni dipendenti venivano post in Cassa integrazione si procedeva con nuove assunzioni. VE LA FACCIAMO LEGGERE. I ‘giochi’ sugli Sportelli Multifunzionali. Lo scambio epistolare tra l’Agenzia per l’Impiego e l’Ufficio Legislativo e Legale della Regione…

Nell’ottobre del 2011 il Governo regionale dell’epoca sapeva che in tanti enti di formazione professionale della Sicilia si stava procedendo con le assunzioni di personale, nonostante ciò fosse vietato. Di più: mentre alcuni dipendenti venivano posti in Cassa integrazione venivano disposte le nuove assunzioni! Della serie: c’era la crisi e bisognava mettere il personale in Cassa integrazione ma, contemporaneamente, si procedeva con nuove assunzioni di personale: cosa, questa, che contrastava con la dichiarazione di crisi!

Quello che state leggendo non ce lo stiamo inventando: è scritto, nero su bianco, in una lettera “riservata” che il Servizio IV dell’Ispettorato regionale del Lavoro (sede a Palermo, in via Maggiore Toselli), ha inviato all’allora presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo. (la lettera la potete leggere per esteso in calce a questo articolo).

Oggetto della lettera: Enti di Formazione e assunzioni. Il dirigente che forma la lettera è la dottoressa Anna Rosa Corsello (la trovate sotto). 

Si parla,come già accennato, di verifiche e controlli assunzioni nel settore della Formazione professionale al fine di “contenere la spesa”.

“L’ispezione ha evidenziato che gli Enti – si legge nella lettera – nonostante il divieto, reiterato in molteplici occasioni, hanno proceduto ad assunzioni, sia per attuare interventi che per erogare i servizi formativi. Occorre specificare in merito, che dalle verifica è emerso che, anche nel periodo in cui è stata avviata la procedura per beneficiare degli ammortizzatori sociali è stato assunto nuovo personale”.

Questa lettera – e in particolare questo passaggio della lettera – è importante per due motivi.

Primo motivo: perché viene messo nero su bianco che sia la burocrazia regionale, sia la politica erano a conoscenza che, in barba ai divieti, si stava procedendo con nuove assunzioni, anche in concomitanza con il ricorso alla Cassa integrazione.

Secondo motivo: si era nell’ottobre del 2011 e, un anno dopo, sarebbero state celebrate le elezioni regionali.

Nella lettera si parla di ricorso a collaborazioni a progetto: forma contrattuale atipica che “risulta inapplicabile” per il reclutamento dei docenti. Sempre nella lettera si ipotizza il “rischio della trasformazione, ipso iure, delle collaborazioni in rapporti di lavoro a tempo indeterminato con ovvie negative refluenze sull’intero sistema”.

Nella lettera si parla di Formazione professionale, ma anche di Sportelli Multifunzionali. Con la segnalazione di alcune circostanze.

Si ricordano gli Avvisi 1 e 2 del 2010 e la circolare 36641 del 5 agosto 2010 con la quale l’assessore regionale dell’epoca interveniva su salvaguardia dei lavoratori e “rispetto del divieto di nuove assunzioni”.

Si cita un protocollo d’intesa sottoscritto con i sindacati e datoriali e con “la D.G. ad interim dell’Agenzia per l’Impiego attraverso il quale si stabilivano precise regole per il reinserimento lavorativo dei soggetti che non potevano trovare allocazione negli sportelli multifunzionali ove erano stati utilizzati in precedenza”.

L’accordo finiva all’ufficio Legislativo e Legale della Regione (ad inviarglielo sono stati i vertici dell’Agenzia) “affinché si pronunciasse sulla natura giuridica, sulla efficacia ed il grado di vincolatività e sulla possibilità di prevedere sanzioni a carico degli enti inadempienti di un atto del quale, comunque, era chiara la valenza giuridica”.

“In sostanza – si legge sempre nella lettera – la stessa Amministrazione che aveva verosimilmente promosso l’intesa, ne rimetteva in discussione il contenuto manifestando un punto di vista totalmente opposto a quello precedentemente condiviso”.

“In data 1 marzo 2011 – leggiamo sempre nella lettera – l’Ufficio Legislativo e Legale rassegnava il proprio parere sulla questione, pervenendo alla conclusione che al protocollo d’intesa non poteva essere attribuito alcun potere vincolante. Da ciò derivava la liberalizzazione delle assunzioni prescindendosi, dunque, dall’obbligo di garantire quei lavoratori risultati in soprannumero che la direttiva dell’assessore, il protocollo d’intesa e le delibere di Giunta intendevano tutelare”.

Si va avanti con una sorta di batti e ribatti. Tanto che alla fine nella lettera si legge:

“In definitiva, la contraddittoria posizione assunta dall’Agenzia sulla questione può avere indotto gli Enti di Formazione a ritenere legittima la disapplicazione delle disposizioni che erano state impartire al fine precipuo di evitare proprio quelle conseguenze che sono state, invece, rilevate in sede di verifica”.

A questo punti arriva l’affondo:

“Per completezza è necessario segnalare inoltre – si legge sempre nella lettera – che i legali rappresentanti di alcuni Enti sostengono, si auspica erroneamente, di avere effettuato le assunzioni, in violazione dei divieti, previa autorizzazione del competente dipartimento regionale”.

Insomma, può chiara di così la lettera non poteva essere scritta…

QUI LA LETTERA DELLA DOTT.SSA CORSELLO

 

 

 

 

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