Ars: l’esercizio provvisorio, le finte lacrime dei sindacalisti e i ‘siluri’ di Marcello Greco e Toto Cordaro a Crocetta

Ars: l’esercizio provvisorio, le finte lacrime dei sindacalisti e i ‘siluri’ di Marcello Greco e Toto Cordaro a Crocetta
23 dicembre 2016

La vera notizia – che questo blog scrive da tempo – è che già a gennaio del prossimo anno intere categorie sociali che dipendono dalla Regione resteranno senza stipendi. La responsabilità è del Governo nazionale. Ma alcune sigle sindacali dell’Isola reggono il gioco a Roma, cercando di scaricare la colpa sul Parlamento siciliano. Prestazioni a partita IVA per gli ex sportellisti? Toto Cordaro e Marcello Greco attaccano il presidente Crocetta

Anche a fine anno il Governo regionale di Rosario Crocetta prosegue tra errori e polemiche. Dopo avere perso tempo dietro a questo e a quel provvedimento, ieri ha provato a far ‘digerire’ a Sala d’Ercole una manovra economica e finanziaria 2017 dimezzata: metà da approvare entro il 31 dicembre e l’altra metà da approvare chissà quando. L’Aula, con in testa il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, ha ‘stoppato’ il Governo e ha imposto l’esercizio provvisorio per due mesi (come potete leggere qui).

C’è chi teme che l’esercizio provvisorio possa bloccare il rinnovo dei contratti dei precari. Solo che, negli anni passati, la forzatura è stata fatta, prorogando questi contratti con l’esercizio provvisorio. Le organizzazioni sindacali che, negli anni scorsi, non hanno detto nulla su questa forzatura, oggi sono preoccupati.

Le cronache raccontano che il commissario-assessore all’Economia, Alessandro Baccei, e l’ex sottosegretario, Davide Faraone, si sarebbero recati dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio – sì, proprio lei, Maria Elena Boschi, quella che avrebbe dovuto lasciare l’attività politica se avessero vinto i No al referendum: una donna di ‘grande coerenza’… – per trovare una soluzione che c’è già.

Infatti, il finale di questa storia è già scritto: in barba a leggi e regolamenti – come avvenuto negli anni – i contratti dei precari verranno rinnovati. Se non altro perché quei pochi voti che rimangono al centrosinistra siciliano andrebbero a farsi benedire.

La verità è che l’Aula ha sconfitto Crocetta. Che a quanto pare, così si racconta, il 27 dicembre – giorno in cui il Parlamento siciliano dovrebbe iniziare e, possibilmente, approvare l’esercizio provvisorio – potrebbe ritentare qualche mezzo colpo di mano, magari aiutato dai parlamentari di Sicilia futura, il movimento che fa capo all’immarcescibile Salvatore Totò Cardinale da Mussomeli.

Ma si tratta di un tentativo che, se si materializzerà, è destinato ad andare a vuoto, perché la maggioranza dell’Aula non ha alcuna intenzione di concedere altro vantaggio a Crocetta.

Tra l’altro, come ha sottolineato nel suo intervento in Aula il parlamentare Toto Cordaro, Crocetta è stato molto scorretto: senza avere presentato in Aula il disegno di legge di stabilità ha rilasciato una dichiarazione con la quale ha provato a scaricare sul Parlamento siciliano non solo i ritardi accumulati dallo stesso Governo (ancora oggi all’Ars c’è solo un disegno di legge monco: uno schema di Finanziaria 2017 privo di relazioni tecniche e non c’è ombra del Bilancio 2017), ma anche la responsabilità di quanto succederà a gennaio.

A gennaio del prossimo anno intere categorie sociali resteranno senza retribuzione (il riferimento è ai Consorzi di Bonifica, alle associazioni e alle fondazioni culturali, Esa, Ersu e Istituto di incremento ippico, precari ASU e via continuando) non perché non sarà stata approvata la legge regionale di stabilità, ma perché nelle ‘casse’ regionali non ci sono soldi.

Certe organizzazioni sindacali fanno finta di non sapere che i soldi della Regione se li è presi quasi tutto il Governo nazionale. Così, sempre per reggere il gioco a Roma, provano a scaricare sul Parlamento siciliano responsabilità che sono del Governo nazionale.

Attenzione: anche il Parlamento siciliano è responsabile delle ‘casse’ vuote della Regione: basti pensare al secondo ‘Patto scellerato’ tra Crocetta e Renzi avallato dalla maggioranza di centrosinistra dell’Ars.

In ogni caso, il dato politico è che, a gennaio, sarà Crocetta (che secondo i maligni avrebbe voluto far approvare dal Parlamento siciliano una manovra dimezzata per ‘scappare’, cioè per dimettersi) a fronteggiare le proteste dei lavoratori che resteranno senza stipendi.

Un’altra ‘grana’, per il Governo regionale, è rappresentata dalla vertenza degli ex sportellisti che, ieri sera, l’assessore al Lavoro, Gianluca Miccichè, ha dato per risolta. In realtà, quella annunciata dal Governo, è l’ennesima presa per i fondelli: cosa che noi, ieri sera abbiamo scritto (e che potete leggere qui) e che viene in un certo senza ribadita da una nota del presidente della commissione legislativa Cultura e Lavoro dell’Ars, Marcello Greco, indirizzata al presidente Crocetta:

“Pur dichiarandomi parzialmente soddisfatto per il risultato ottenuto ieri sera – dice Greco – grazie alla tua delibera di Giunta in merito alla vertenza sugli ex-sportellisti, resto saldamente in attesa che tu, caro Presidente, faccia contestualmente l’atto amministrativo per l’impegno dei 35 milioni di Euro destinati a potenziare i CPI regionali con contratto a tempo determinato per ulteriori sei mesi di lavoro agli operatori degli sportelli multifunzionali. Tale era stata la tua promessa durante la conferenza con i gruppi parlamentari di Sicilia Futura e PSI del 12 dicembre: 35 milioni di Euro più 90 milioni di Euro per 2 anni di lavoro dal 10 gennaio 2017”.

“Non vorrei – prosegue Greco – che nell’entusiasmo generale si profili una grande furbata… che distoglie l’attenzione della massa dai 35 milioni di Euro, magari a questo punto dirottati verso altro, consumando così un danno alla categoria di questo settore, che tecnicamente perderebbe i sei mesi di lavoro da te promessi. Continuerò a vigilare, affinché ciò non accada e mi aspetto che tu, caro Presidente, mantenga la tua parola data e diffusa su tutti i giornali. Inoltre, caro Presidente, colgo l’occasione per invitarti a presentare un emendamento governativo in sede di discussione dell’esercizio provvisorio già fissato per il 27 dicembre, sulla proroga e la stabilizzazione degli ASU, così come avevi annunciato. Dormi sereno Presidente, spero che la notte ti porti consiglio”.

La verità sugli ex sportellisti non la dice nemmeno Greco: e la verità è che, per questo lavoratori, si potrebbero profilare prestazioni a partita IVA, altro che assunzione al CIAPI per due anni!

Sui lavori parlamentari dell’Ars di ieri sera intervengono anche i deputati regionali del Movimento 5 Stelle. Che in un comunicato scrivono:

“AAA, Approssimazione, Assenteismo, Allucinazioni. Sono le tre A che anche in occasione dell’esercizio provvisorio continuano ad essere il marchio di fabbrica del sempre più inconsistente e disastroso governo Crocetta”.

“Crocetta – dicono i deputati Giancarlo Cancelleri e Sergio Tancredi – ha negato fino all’ultimo questa ipotesi che, per colpa del governo, era ormai l’unica strada percorribile. Salvo poi accorgersi che il re era nudo. E lo ha fatto facendo anche terrorismo e cercando di scaricare sul Parlamento responsabilità che sono solo sue e della maggioranza PD che lo sostiene e che in questi giorni non è riuscita a raccattare il numero legale. Non solo, i numeri sono mancati addirittura in Giunta, dove solo per il rotto della cuffia si è riusciti a mettere assieme il numero degli assessori per varare i disegni di legge che hanno portato oggi in commissione. E tutto questo, come al solito, mentre la Sicilia aspetta e continua ad affogare”.

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