Discarica di Bellolampo a Palermo: qualcuno sta monitorando la situazione?

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Ce lo chiediamo perché ci risulta che la sesta vasca sia quasi satura. La presenza di tanti gabbiani lascerebbe ipotizzare che tanta materia organica va ancora nella vasche e non nell’impianto per il Trattamento Meccanico Biologico (TMB). Non sa capisce se gli impianti mobili di TMB promessi dal Governo Crocetta si siano materializzati o siano rimasti promesse alla Renzi. Il dubbio: non è che, tra qualche mese, ci verranno a dire che serve subito, nel nome dell’emergenza, l’inceneritore di rifiuti?

Qualcuno sta monitorando la discarica di Bellolampo, a Palermo? La domanda nasce da dati oggettivi, che sono sotto gli occhi di chi li vuole vedere.

Nei mesi scorsi, quando il Governo regionale ha deciso di far confluire i rifiuti di un bel numero di Comuni in questa discarica, come potete leggere nel seguente articolo

La gestione dei rifiuti in Sicilia è ancora nel caos. Le ‘autorità’ nascondono la verità?

si è parlato di emergenza. Questo perché la sesta vasca di questa discarica era già al limite.

Il numero di Comuni che conferiscono i rifiuti a Bellolampo (ovviamente oltre a Palermo) si è ridotto. Ma la sesta vasca si va riempendo. E della settima vasca non si hanno notizie.

Sia chiara una cosa: Bellolampo era in ‘emergenza’ già nell’ormai lontano 1986. Da allora ad oggi si è andati avanti costruendo nuove vasche. Per trent’anni, invece di far decollare la raccolta differenziata dei rifiuti – ne parlavano i Verdi appena nati nei primi anni ’80 del secolo passato! – si è andati avanti sotterrando i rifiuti.

Il risultato è un inquinamento incredibile, che non ha risparmiato i pezzi e il mare dell’Acquasanta, la borgata a mare che si distende tra il porto della città e Mondello.

A noi l’idea che si debba realizzare una settima vasca a Bellolampo per sotterrare altri rifiuti e per continuare a inquinare l’ambiente non ci piace proprio. Ma vorremmo capire qual è l’alternativa, dal momento che solo nelle ultime settimane registriamo azioni concrete, anche se ultra-tardive, per incrementare la raccolta differenziata.

E oggi?

I gabbiani ci sono e sono ancora tanti: questo significa che tanta materia organica va ancora nelle vasche e non nell’impianto di Trattamento Meccanico Biologico (TMB) o nell’impianto di compostaggio.
Non solo. Nella sesta vasca viene ancora usato il tritovagliatore che già il Governo nazionale, qualche anno fa, aveva definito non idoneo al pre-trattamento dei rifiuti.
Di più: stando a quanto ci risulta, gli impianti mobili per il Trattamento Meccanico Biologico promessi dal Governo regionale di Rosario Crocetta, sembra siano rimasti una promessa.
Alla luce di quanto sta avvenendo non è da escludere che, tra qualche mese, possa esplodere l’emergenza rifiuti a Palermo. In realtà, a Palermo la gestione dei rifiuti è sempre in emergenza. Forse un’interrogazione parlamentare per capire come stanno le cose non sarebbe sgradita.
Perché chiediamo l’autorevole intervento dei parlamentari nazionali o regionali di buona volontà? Perché abbiamo il dubbio che, tra qualche mese, una volta esplosa l’emergenza, ci propinino un inceneritore da realizzare in quattro e quattr’otto. Qualcuno guadagnerebbe un sacco di soldi, ma i cittadini si dovrebbero sorbire altre forme di inquinamento.

 

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