Sicilia pattumiera d’Italia/ I rifiuti Ilva a Siracusa: la faccia tosta del ministro (e poi vogliono i nostri voti)

Sicilia pattumiera d’Italia/ I rifiuti Ilva a Siracusa: la faccia tosta del ministro (e poi vogliono i nostri voti)
14 novembre 2016

Non si smentiscono mai e hanno pure il coraggio di chiedere ai Siciliani di appoggiare una riforma costituzionale che toglie poteri alle regioni.Così anche le proteste saranno vane: decideranno tutto loro e buona notte alla Sicilia e a tutto il Sud che saranno trattati peggio di quanto lo siano adesso. Intanto, Renzi annuncia un altro tour nella regione. Il lupo chiama a raccolte le pecorelle…

Non si smentiscono mai. La Sicilia, per i politicanti al Governo, non è solo una colonia da spremere ma anche la pattumiera d’Italia. Da sempre. Dio solo sa cosa hanno ficcato dentro la miniera di Pasquasia  (una grande risorsa economica sprecata), ora arrivano anche i rifiuti ‘speciali’ dell’Ilva di Taranto. Il fattaccio è stato denunciato nei giorni scorsi da Legambiente Augusta, dopo l’arrivo di una nave carica di ‘polverino’ (sostanza che gli elettrofiltri trattengono dai fumi dell’altoforno) destinato alla discarica Cisma. Non è la prima volta, anche l’anno scorso abbiamo ‘ospitato’ tali rifiuti:

“Qualora – dice Enzo Parisi di Legambiente – come emerse nel 2015, complessivamente il quantitativo da smaltire fosse pari a 100 mila tonnellate, i viaggi andranno avanti per molti mesi”.  Ma anche se fosse una sola la nave, rimane inaccettabile la decisione del governo “di scaricare i suoi rifiuti lontano dalla Puglia e in una zona già gravemente malata”.

“Ci permettiamo di far notare al ministro Galletti- aggiunge Parisi – che non basta dire che la discarica Cisma “è esterna al perimetro del Sin (Sito di interesse comunitario)” per ridurre l’impatto di un’operazione che rimane insopportabile per il territorio”. 

Una vergogna. Alla quale si aggiunge la beffa di un ministro che ha la faccia tosta di presentarsi in Sicilia, a Siracusa, ovviamente per chiedere il Si al referendum costituzionale.  Parliamo del ministro dell’Ambiente, Gianluca Galletti, che ha risposto così alle critiche: “E’ una situazione transitoria, che riguarda rifiuti comunque non pericolosi, il cui trasferimento nei prossimi mesi diminuirà ancora, fino ad azzerarsi poi nel tempo quando l’Ilva avrà assorbito interamente anche lo stock vecchio e potrà andare in autonomia con le discariche che ha appena costruito”.

Una risposta che, va da sé, non ha convinto nessuno: “Non crediamo che lo smaltimento di questi rifiuti speciali sia stato fatto “in via transitoria” per poi essere “smaltiti presso il sito Ilva una volta attuato il piano di gestione dei rifiuti aziendali e l’avvio dei nuovi impianti autorizzati in discarica”. In verità il polverino d’altoforno – a distanza di oltre un anno e mezzo – è ancora qui, sicuramente qui rimarrà e l’operazione ha subito un lungo stop forse solo per il clamore suscitato dalla vicenda con i suoi relativi effetti collaterali”.

È paradossale che “Rosario Crocetta, presidente della Regione Sicilia, mentre da un lato si affanna a cercare all’estero e fuori regione chi è disponibile a prendersi circa 180.000 tonnellate di rifiuti solidi urbani trattati prodotti dai siciliani e dall’altro non sappia che sul suolo dell’isola vengono scaricati rifiuti ben più “indigeribili” ed in quantità così rilevante”. 

Ancora più paradossale- aggiungiamo noi- è che questo Governo, allarmato dai sondaggi che danno il fronte del NO avanti sia in Sicilia che nel resto del Sud- abbia la faccia tosta di presentarsi ancora qui da noi per recitare la farsa di una attenzione alle nostre sorti. E di sostenere, tra le altre cose, che questa riforma, grazie alla svolta autoritaria che toglie poteri alle regioni, sarà un bene per il Sud. Questa storia dei rifiuti dell’Ilva è un esempio di questo bene: non si potrà neanche più protestare. Decideranno loro, punto e basta.

Va da sé che la Sicilia, grazie alla sua Autonomia, potrebbe essere salvata da questi scempi e da queste prepotenze del Governo nazionale. Se non lo è, lo si deva al fatto che al Governo della Regione non c’è chi protegge gli interessi e la salute dei Siciliani, ma una serie di pupi agli ordini delle segreterie romane il cui unico pensiero è un posto in lista alle prossime elezioni. 

ndr La farsa continua con l’ennesimo tour di Matteo Renzi che sarà a Palermo, Catania e Ragusa domani e dopodomani.

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