Dopo il grano duro al glifosato e alle micotossine, a Pozzallo è arrivata una nave di grano tenero. Per fare che?

Condividi

Continua senza sosta la politica delle navi che arrivano in Sicilia per scaricare grano prodotto chissà dove e chissà come. Adesso, oltre al grano duro (di solito proveniente dal Canada), ci propinano anche il grano tenero. Per fare che cosa?, si sono chiesti ieri, in tanti, sulla pagina facebook di Cosimo Gioia. Ora, a parte il fatto che la nostra Isola non ha nulla che spartire con il grano tenero (che si coltiva nel Centro Nord Italia), rimane la domanda: che cosa fanno arrivare sulle nostre tavole?  

La notizia l’abbiamo letta sulla rete: nel porto di Pozzallo, in provincia di Ragusa, sarebbe arrivata una nave carica di grano tenero. La notizia è particolare, perché in Sicilia, di solito – nei porti di Palermo, Catania e Pozzallo – arrivano navi cariche di grano duro estero (quasi sempre dal Canada).

Di questo argomento – cioè del grano duro canadese che arriva in Sicilia e, in generale, nel Sud Italia – abbiamo più vole parlato come potete leggere di seguito:

“Il grano canadese che arriva in Europa è un rifiuto speciale che finisce sulle nostre tavole”

 

Ecco a noi il grano canadese coperto di neve pronto per essere esportato in Sicilia!

Cosimo Gioia sulla crisi del grano: “Siamo nelle mani di una massa di incompetenti. Organizziamoci”

Ora è la volta del grano tenero. Scrive Cosimo Gioia sulla sua pagina fecebook:

“Una grossa nave sta scaricando a Pozzallo grano tenero, provenienza ignota… Sarebbe possibile conoscere le analisi del contenuto e la destinazione di questo cargo prima che diamo a mangiare ai nostri bambini. Non mi pare di chiedere troppo… o no?”.

Risponde Margherita Tomasello, che per anni ha gestito l’omonimo pastificio a Casteldaccia:

“Considerando che non credo che ci siano molini a tenero in Sicilia (forse solo uno non grande) che ci fa questa nave nel porto con questa grande quantità di grano tenero?”.

Cosimo Gioia chiede all’assessorato regionale all’Agricoltura di fare chiarezza. E aggiunge:

“Non si può andare avanti cosi. Io ormai a 65 anni ho dato, ma ho dei figli e sopratutto un nipotino, per cui stravedo, e mi piange il cuore dargli a mangiare veleni e per questo insisto ed insisterò sempre su questo tema, anche perché ho le prove, per averlo fatto, che la Regione può fare tutto, solo che lo voglia sul controllo di quello che arriva”.

Cosimo Gioia, titolare di un’azienda cerealicola dalle parti di Valledolmo, qualche anno fa ha ricoperto il ruolo di dirigente generale dell’assessorato all’Agricoltura. E ha provato a controllare la salubrità dei grani che arrivano in Sicilia con le navi. Ma è stato subito messo alla porta dal Governo regionale dell’epoca (Governo di centrosinistra di Raffaele Lombardo). Disavventura che ha raccontato nel seguente articolo:

Cereali bloccati a Ravenna perché tossici. E in Sicilia che succede con il grano?

Oggi è sempre in prima file nella lotta per liberare la Sicilia dalle navi che portano dalle nostre parti carichi di grano duro pieni di glifosato e micotossine.

Sulla pagina facebook di Cosimo Gioia si è sviluppato un dibattito su carico di grano tenero che è arrivato in Sicilia. Ricordiamo ai nostri lettori che le differenza tra grano duro (che si coltiva in netta prevalenza nel Sud Italia) e grano tenero (che si coltiva nel Centro Nord Italia) sono sostanziali (come potete leggere nel dettaglio qui).

Con il grano duro – molto più ricco di proteine rispetto al tenero – si producono pasta e pane. Mentre il grano tenero viene utilizzato per la produzione di torte, biscotti, brioches, ma anche per le pizze, o nella produzione di pasta fresca e pasta all’uovo.

Chi è che in Sicilia lavora il grano tenero? Tra l’altro una nave di grano tenero è qualcosa di impensabile per la Sicilia.

Dice Carla Castagna (sempre sulla pagina facebook di Cosimo Gioia):

“Mi sembra che dalle parti di Siracusa ci sia un molino a tenero, non molto piccolo, mi date conferma?”.

Risponde Margherita Tomasello:

“Anche io avevo sentito di un Molino a tenero, però non così grande da giustificarne una nave. Spero solo che chi molisce questo grano non lo mischi con il grano duro per pastificazione. Oltre che una schifezza sarebbe totalmente fuori legge!”.

Aggiunge Carla Castagna:

“Spero proprio che ci sia ancora correttezza in questo mestiere, che i nostri avi hanno cominciato e tramandato ai nostri padri , noi abbiamo continuato con correttezza, passione e tracciabilità del prodotto. Auspico che gli organi competenti facciano luce e controlli accurati sul cargo”.

Interviene Luciano Signorello che pone una domanda assolutamente legittima:

Il servizio fitosanitario della Regione?”.

Gioia ricorda che, su tali argomenti, la politica siciliana tace (preferendo elargire le ‘mance’ del Piano di Sviluppo Rurale, aggiungiamo noi).

Replica Signorello:

In teoria dovrebbe essere un normale servizio di controllo alle frontiere”.

E’ un augurio: quando la Sicilia applicherà integralmente il proprio Statuto e sarà una Regione veramente autonoma – uno Stato, alla faccia di Luigi Einaudi – potrà effettuare i controlli alle frontiere.

Oggi, con gli ‘ascari’ che ci governano, non c’è molta speranza.

Interviene nel dibattito Franco Busalacchi, il titolare di questo blog:

“Armiamoci (democraticamente) e partiamo!”.

Cosimo Gioia sembra pessimista:

“Purtroppo credo che Margherita abbia indovinato… povera Sicilia”.

Busalacchi non demorde e cita Dylan Thomas:

“No,Cosimo,bisogna lottare con tutte le proprie forze contro la morte del giorno”.

Interviene Stefano Carraffa:

“Perché non ti rivolgi all’USMAF (Ufficio Sanità Marittima) competente per zona o alla Capitaneria di porto?”.

Interviene Giovanni Marino:

“Ciao Cosimo! Se ricordi qualche anno fa abbiamo organizzato, proprio a Pozzallo, un Controllo! Nave proveniente dall’UCRAINA con primo scalo a CIVITAVECCHIA! Hai buona memoria per ricordarti i particolari di quel controllo?”.

Cosimo Gioia:

“No perché furono fatti dall’Asl di Siracusa e restarono li…”.

Il dibattito sulla pagina facebook si chiude così. Il dibattito sulla nave carica di grano tenero arrivata a Pozzallo resta aperto.

Cosa debbono fare con tutto questo grano tenero?

Da dove arriva?

Dove e come è stato prodotto?

E’ ‘biologico’ o contiene chissà quali sostanze?

Ce lo faranno mangiare e, di tutte le notizie che riguardano la nostra salute – visto che ce lo faranno mangiare – non sapremo mai nulla?

Pensate un po’ alla differenza tra la Sicilia e la Vallonia.

Il Parlamento della Vallonia, pur di non ricevere i prodotti agricoli del Canada, ha di fatto bloccato l’accordo tra Unione Europea e Canada (come vi abbiamo raccontato qui).

Noi, qui in Sicilia, facciamo arrivare tutte le schifezze possibili e immaginabili. E sapete perché? Perché siamo governati da ‘ascari’.

Per questo è necessario mandarli tutti a casa. Cominciando a non votare più per i partito nazionali (come potete leggere qui).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Visualizza commenti

  • Tutelata la produzione di riso italiana. Bruxelles - Accordo
    raggiunto al Consiglio dei Ministri dell'Agricoltura Europea.
    Riso. Coldiretti ottiene anche l'uso d'emergenza del Quinclorac.
    L'attenzione che coldiretti riserva alla tutela della coltura del
    riso ha consentito di ottenere oltre all'uso d'emergenza del
    propanil anche quello del quiclorac, sostanza attiva impiegata
    per la lotta ai giavoni. Coldiretti ha vista accolta la propria
    istanza di richiesta d'uso d'emergenza del Quinclorac con
    l'emanazione del Decreto Ministeriale 24.4.2013.
    Studi condotti dall'università di Agraria di Torino, hanno
    individuato ben 29 biotipi di giavone resistenti in risaia.
    Io non mangio da tempo, riso, proveniente dalla pianura
    padana, il mio riso proviene dalla Piana di Sibari, Calabria.
    Non ho mai visto negli scaffali dei supermercati tipi di
    di riso provenienti da stati produttori mondiali, se non
    qualche tipo speciale non prodotto in italia.
    In Sicilia, gli agricoltori devono convivere con prodotti
    concorrenziali provenienti da stati esteri, altro che tutele,
    mi riferisco ai pistacchi provenienti da Iran e Turchia,
    nocciole dalla Turchia, agrumi dal Sud Africa, Marocco
    Spagna, Olio di oliva dalla Tunisia, grano dal Canada o
    dell'Ucraina. Io sono convinto che la tutela della salute
    dei siciliani non è contemplata dai politici o dalla coldiretti,
    nemmeno è contemplato la tutela del diritto di produrre
    prodotti agricoli e ricavarne un reddito dignitoso, subire
    la concorrenza sleale ti fa chiudere ed emigrare..
    bisogna difendersi da se, rinunciando ai prodotti di dubbia
    provenienza, preferendo quelli a km zero e soprattutto
    alimenti siciliani o meridionali, scartando prodotti da forno
    di produzione industriale massiva. Pericolosi. Quale farina?
    Come si può produrre a quei prezzi troppo bassi e il trasporto?
    Dopo lo scandalo della terra dei fuochi, produttori di salse
    di pomodoro dell'Italia del nord hanno pubblicizzato i loro
    prodotti, come sostitutivi dei prodotti campani e meridionali,
    considerati inquinati, una cosa infame. Io non compro un
    prodotto di qualsiasi genere del nord, non mi fido.
    A parte che un pomodoro coltivato nella pianura padana non
    potrà mai avere il profumo e il gusto e le proprietà organo-
    lettiche di un pomodoro cresciuto in sicilia, per ovvi motivi
    climatici. Ma la pianura padana non risulta essere una delle
    terre più inquinate del mondo?

  • SALVE, ..MI STUPISCE E NON POCO, CHE ADDETTI AL SETTORE POSSANO RIDURSI A COMMENTI DI COSI BASSO RILIEVO, E TOTALMENTE PRIVI DI UN MINIMO DI FONDAMENTO, DOVRESTE SAPERE,DOVREMMO SAPERE CHE L'ITALIA TUTTA, SICILIA COMPRESA PRODUCE NON OLTRE IL 40% DEL FABBISOGNO NAZIONALE DI GRANO, QUINDI SE VOGLIAMO MACINARE QUALCOSA.....INOLTRE DOVRESTE SAPERE CHE AIME...AINOI, IL GRANO ITALIANO, E SICILIANO NON E' MAI STATO FRA I MIGLIORI ,PER CUI SE VOGLIAMO FARE UNA FARINA QUALITATIVAMENTE DECENTE BISOGNA RICORRERE ALL'ESTERO, IL GRANO TENERO NON E' PER DEFINIZIONE CONTAMINATO, NE CONTENENTE MICOTOSSINE O ALTRO, PIUTTOSTO TUTTO IL GRANO CHE ARRIVA SUI PORTI NAZIONALI E SOGGETTO A CONTROLLI RIGOROSI PRIMA CHE NE VENGA SCARICATO UN SOLO CHICCO..AL CONTRARIO NON VI E' ALCUN OBBLIGO PER LE PICCOLE CAMIONATE DI GRANO LOCALE, PROVENIENTE DA CHISSA' QUALE MAGAZZINO STOCCATO IN CHISSA' QUALE MODO ..INFINE, DI MOLINO A GRANO TENERO IN SICILIA C'E' NE UNO, E NON E' PER NIENTE PICCOLO..ANZI DIREI PIUTTOSTO GRANDICELLO ,IN GRADO DI FAR FUORI UNA NAVE IN TEMPI BREVISSIMI..CORDIALMENTE

  • M..... cosa mi tocca sentire !
    Se la produzione siciliana di grano è andata a
    diminuire negli anni, la causa è da imputare
    alla concorrenza, non sempre leale, dei grani
    provenienti dall'estero con prezzi troppo bassi
    per cui l'agricoltore siciliano ha abbandonato i
    campi. Con la crescente richiesta dei consumatori
    che chiedono prodotti privi di veleni, come quelli
    che possono celarsi da grani importati con prezzi
    bassissimi e con viaggi nelle stive delle navi che
    come minimo producono muffe tossiche ed altro-
    in poche parole la criticità dei trasporti di per se
    rende questi grani poco adatti per il consumo
    umano e anche per i mangimi per animali da
    allevamento, a prescindere dalla bontà del prodotto
    di cui, per conto mio c'è poco da fidarsi, poi ognuno
    è libero di suicidarsi come gli pare.
    Il produttore siciliano o pugliese con l'aumento
    della domanda sta tornando a seminare grano,
    avendo la possibilità di avere un ritorno economico
    sicuro, utilizzando miscugli di semi di grani antichi
    per migliorare la qualità e diminuire l'allettamento.
    Con questo trend in crescita, l'italia potrebbe tornare
    ad essere un importante produttore di grano di alta
    qualità per il consumo interno.
    Per quanto riguarda che il grano siciliano non è dei
    migliori, le chiedo in base a quali parametri lei fa
    siffatte affermazioni, che andrebbero spiegate con
    argomenti seri e circostanziati. Terzo punto - Il grano
    tenero non è per definizione contaminato. Questo da
    chi è come è stato certificato?!

Pubblicato da