ZTL di Palermo: oltre al ricorso al TAR si prospetta la richiesta di risarcimento al Comune

ZTL di Palermo: oltre al ricorso al TAR si prospetta la richiesta di risarcimento al Comune
19 ottobre 2016

Lo ipotizza Massimo Merighi, presidente dell’Associazione Bispensiero. “Per questo motivo stiamo invitando tutti gli esercizi commerciali a contattarci al numero di telefono di Bispensiero (339-6865195) per coinvolgerli nell’azione risarcitoria collettiva”. Intanto, rispetto al primo ricorso, è raddoppiato il numero dei soggetti che si sta rivolgendo al TAR Sicilia. Le precisazioni di Nadia Spallitta sui punti dolenti della seconda versione della ZTL

Sono oltre 400 i soggetti (cittadini e associazioni) che hanno aderito al ricorso per motivi aggiunti contro il tentativo del Comune di Palermo di aggirare il pronunciamento dei giudici del TAR Sicilia sulla tassa di circolazione automobilistica contrabbandata come ZTL, sigla che sta per Zona a Traffico Limitato.

In prima fila, in difesa dei diritti dei cittadini ci sono le associazioni Bispensiero e Vivo Civile: e c’è, soprattutto, la vice presidente del Consiglio comunale di Palermo, Nadia Spallitta, e l’avvocato Alessandro Dagnino, che sono le menti giuridiche di questo ricorso.

Sono di questi giorni le polemiche sollevate da tanti commercianti che vivono nell’area del centro storico di Palermo, che lamentano una drastica riduzione del volume di affari.

Che significa questo? Che, oltre alla sospensione – e sarebbe la seconda – della tassa-di-circolazione-ZTL, i cittadini e le associazioni potranno anche chiedere un risarcimento al Comune. Lo afferma il presidente di Bispensiero, Massimo Merighi:

“La stragrande maggioranza degli esercizi commerciali ubicati all’interno del perimetro stanno lamentando un disastroso calo di più dell’80% del proprio fatturato. Ricorrono dunque i presupposti non solo per chiedere al TAR un’immediata sospensione del provvedimento, ma anche e soprattutto per richiedere il risarcimento del danno economico subito. Per questo motivo stiamo invitando tutti gli esercizi commerciali a contattarci al numero di telefono di Bispensiero (339-6865195) per coinvolgerli nell’azione risarcitoria collettiva”.

Merighi – protagonista del primo ricorso – sul secondo ricorso (quello che si sta predisponendo, ovvero il ricorso per motivazioni aggiunte) all’inizio era un po’ titubante. Ora invece ha aderito alle ragioni del secondo ricorso.

Intanto abbiamo provato a capire quali potrebbero essere i punti dolenti della delibera sulla nuova versione della ZTL adottata dal Comune di Palermo.

Il nuovo provvedimento che istituisce la ZTL 1 e 2 (ZTL centrale) è stato assunto in palese violazione dei principi di ragionevolezza indicati dal TAR Sicilia e ripresi dal CGA. Proviamo a illustrare i motivi.

In primo luogo i rilievi dei flussi dei mezzi gommati non sono significativi in quanto, nell’arco di un anno solare, sono stati presi solo per 4 giorni e manualmente (con i conseguenti dubbi sulla precisione scientifica dei dati) da venti dipendenti comunali, dalle 7.30 alle 8.30 del mattino.

In secondo luogo, questi dati fanno riferimento alle due ZTL. La metodologia seguita lascia molto a desiderare, perché l’adozione di provvedimenti che riguardano la mobilità deve misurare i flussi dei veicoli in tutto il territorio.

A supporto del provvedimento vengono allegate alcune tavole che dimostrano che il maggiore traffico automobilistico si registra nelle aree esterne alle ZTL: per esempio in via Francesco Crispi, cioè nell’area del porto: zona già problematica e dove il caos automobilistico si moltiplica sia a causa dei lavori in corso, sia a causa della ZTL (gli automobilisti si mantengono fuori dall’area della ZTL e invadono via Crispi).

Inoltre l’Arpa (Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente) nel medio termine consiglia di vietate l’ingresso di mezzi con massa superiore a 3,5 tonnellate. Solo che nel disciplinare tecnico, purché si paghino ora 100 ora 600 Euro, è consentito il passaggio di mezzi per il trasporto persone e merci fino a 17 tonnellate (tanto pesano gli autobus delle autolinee) che, quindi, pagano, transitano e inquinano!

Precisiamo sia l’Arp, sia la Regione segnalano che il 60% dell’inquinamento deriva proprio da questa tipologia di mezzi.

Il provvedimento adottato dal Comune, poi, viola un principio affermato sia dai giudici del TAR, sia dai giudici del CGA, ovvero la creazione di strumenti di mobilità alternativa idonei a garantire il diritto alla libera circolazione.

Rispetto alle questioni legate alla mobilità alternativa, appare risibile il parco mezzi composto da sole trenta vetture elettriche per il car sharing e da sole trenta biciclette elettriche per il bike sharing.

Inadeguata appare pure la previsione di 58 autobus nuovi: non bisogna dimenticare, infatti, che l’AMAT – l’Azienda del Comune che si occupa del trasporto delle persone – opera con circa 200 autobus altamente inquinamenti, obsoleti e da rottamare.

“Sotto questo profilo – ci dice Nadia Spallitta – è stato violato anche il principio della gradualità che presuppone l’esistenza di un trasporto pubblico efficiente e adeguato. Ugualmente viene violata la direttiva ministeriale relativa al rapporto tra tariffa e inquinamento in quanto, sostanzialmente, il pass – che a mio avviso mantiene la sua natura di ‘fiscalità occulta’ – è uguale per tutti. Inoltre gli stessi studi allegati all’atto deliberativo, e quindi aggiornati alla data odierna, dimostrano che non c’è nessuno sfondamento nella ZTL centrale (ZTL 1 e 2). Gli unici sforamenti registrati dalla Regione riguardano via Di Blasi” (cioè al di fuori delle aree delle due ZTL ndr).

“Tra l’altro – prosegue sempre Nadia Spallitta – dagli studi di Arpa e Regione emerge che la principale fonte d’inquinamento è connessa ai mezzi pesanti (ai quali è consentito il transito), ma registrano anche forme di inquinamento che incidono per valori percentuali elevati legate alle caldaie, allo smaltimento dei rifiuti e alle attività portuali, prospettando la necessità di un’elettrificazione degli impianti a servizio delle navi ritenute altamente inquinanti. In sintesi, ancora una volta l’approccio al problema della mobilità è illogico ed in violazione delle stesse indicazioni date dai giudici. Il danno economico che i commercianti stanno subendo e che lamentano non può trovare giustificazione in provvedimenti che rimangono sprovvisti di valide motivazioni e che corrono anche il rischio di arrecare danni alla salubrità dell’aria, soprattutto nei perimetri esterni e nelle vie periferiche i cui flussi, tra l’altro, non sono stati adeguatamente analizzati con questo provvedimento”.

 

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