Marcello Greco al presidente Crocetta: metta fuori dal Governo l’assessore Miccichè

Marcello Greco al presidente Crocetta: metta fuori dal Governo l’assessore Miccichè
30 settembre 2016

Il presidente della commissione Lavoro e Cultura dell’Ars, Marcello Greco, attacca frontalmente l’assessore regionale al Lavoro, Gianluca Miccichè. L’accusa: non ha affrontato la questione degli ex sportellisti e si farebbe “beffe” delle istituzioni parlamentari. Da qui la richiesta al presidente della Regione: sbattere fuori dal Governo l’assessore Miccichè

A quanto pare non siamo i soli ad esprimere perplessità sull’operato – o meglio, sul mancato operato – dell’assessore regionale al lavoro, Gianluca Miccichè.

Marcello Greco, presidente della commissione legislativa Lavoro e Cultura dell’Assemblea regionale siciliana, esponente del Partito Democratico Riformista Sicilia Futura, chiede al presidente della Regione, Rosario Crocetta, di sbattere fuori dal Governo l’assessore Gianluca Miccichè.

“I Siciliani – scrive Marcello Greco – sono ridotti alla miseria e non riescono a risollevare la china dal profondo baratro in cui sono ormai precipitati. L’immobilismo della ‘macchina’ burocratica ed amministrativa non è piú tollerabile. Chi si trova al Governo ha l’obbligo, non solo morale, di governare. Governare significa amministrare con trasparenza all’insegna del rispetto delle leggi e delle istituzioni che si rappresentano. Assumere il ruolo di parlamentare determina una grande responsabilità nei confronti del popolo, che esprime il proprio voto, concedendo la fiducia che si dona a un caro familiare”.

“Orbene – prosegue il presidente della commissione legislativa Lavoro e Cultura dell’Ars – l’assessore Gianluca Micciché con il suo non far nulla ha tradito il proprio elettorato, che lo ha votato nel ruolo di parlamentare, ma ancor piú grave, manca di rispetto e tradisce tutti i suoi colleghi parlamentari, il Governo e il suo Presidente, nonché persone ben piú importanti come tutti i lavoratori e le loro famiglie. Essere a capo di un assessorato, quale quello del Lavoro, e non adoperarsi per dare ossigeno e linfa vitale ai siciliani, oggi piegati da una crisi economica senza precedenti, paragonabile a quella che ha devastato la nostra terra durante l’ultimo dopo guerra, è pari ad un fallimento personale, che ricade inevitabilmente su tutto il Governo e sui singoli parlamentari”.

“Nel ruolo di deputato regionale, di presidente della commissione Lavoro e di componente del Partito Democratico Riformista Sicilia Futura – prosegue Greco – non intendo assumere responsabilità di tale gravità, pertanto formalmente chiedo che il Governatore Rosario Crocetta voglia revocare con immediatezza la delega all’On. Gianluca Micciché dal ruolo di assessore al Lavoro. L’annosa vertenza degli Sportelli multifunzionali, cominciata nell’anno 2013 con la fine dei Servizi Formativi ai sensi della L.r. 24/2000 e conclusa con l’art.13 della L.r. n. 8 del 17 maggio 2016, approvata dall’Assemblea regionale siciliana all’unanimitá, continua a restare inevasa a causa del comportamento omissivo dell’assessore Gianluca Micciché e dei suoi uffici, lasciando gli operatori degli ex-Sportelli multifunzionali e delle loro famiglie morti di fame”.

“Tutto questo – prosegue il parlamentare – è palesemente inaccettabile. Di conseguenza a quanto sopra dichiarato, Onorevole Presidente Crocetta prenda atto del fallimento e provveda immediatamente alla revoca della delega, tenendo conto che Il sottoscritto insieme alla commissione che rappresenta, si è impegnato a convocare in audizione ogni settimana dal mese di luglio 2016 l’assessore al Lavoro, il quale non si è mai presentato, mostrando così un comportamento irriguardoso, quasi di beffeggiamento, nei confronti di tutti i colleghi della commissione Lavoro, ai quali l’assessore è tenuto a riferire”.

P.S.

Bloccando tutto e rinviando la spesa dei fondi pubblici al prossimo anno, guarda caso quando si andrà alle urne, i partiti che stanno dietro all’assessore Miccichè – l’UDC e il Nuovo Centrodestra Democratico – pensano di raggranellare voti? I vari Alfano, Castiglione, D’Alia, Ardizzone e via continuando pensano ancora di fare politica così?  

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