Sicilia, le nuove ‘frontiere’ del clientelismo accattone: ‘creare’ i problemi e poi ‘risolverli’…

Sicilia, le nuove ‘frontiere’ del clientelismo accattone: ‘creare’ i problemi e poi ‘risolverli’…
23 settembre 2016

Un esempio di questa nuova forma di miseria della politica va in scena in queste ore: l’assessora Luisa Lantieri voleva mandare a casa i sindaci dei Comuni che non hanno approvato i Bilanci preventivi, ma il ‘prode’ Crocetta li ha ‘salvati’. Idem con la rete ospedaliera: si annunciano tagli, ma Renzi e Crocetta li ‘scongiureranno’. Stessa musica con i forestali, con i precari, con i dipendenti delle ex Province: la vecchia politica li affossa e la vecchia politica li salva. Riusciranno i ‘nostri eroi’ – PD, UDC, Nuovo Centrodestra e ‘frattaglie’ varie – a conservare i voti clientelari?

Non potendo più offrire clientele, visto che i soldi della Regione siciliana, dei Comuni e delle ex Province se li è presi tutti il Governo Renzi, la politica siciliana ha inventato – e sta sperimentando – una nuova forma di clientelismo accattone: in autonomia, o d’accordo con Roma, si tolgono ai Siciliani diritti, si creano malumore e caos, per poi restituire, a poco a poco, senza esagerare, tali diritti. In questo modo la vecchia politica dice ai Siciliani:

“Avete visto? Vi stavano per togliere questo e quest’altro. Ma siamo intervenuti noi…”.

L’ultima puntata di questa sceneggiata riguarda i Comuni. Qualche giorno fa un’assessora regionale di luminosa intelligenza politica, tale Luisa Lantieri – di professione precaria, nominata nella Giunta regionale per ricordare ai circa 50-60-70 mila precari sparsi tra Regione, Comuni, ex Province che rimanendo ‘fedeli’ alla vecchia politica si può fare ‘carriera’ – ha diramato una circolare di altrettanto luminosa intelligenza: i Comuni siciliani che non hanno approvato i Bilanci preventivi 2016 verranno sciolti e anche i sindaci andranno a casa!

La legge prevede che, nei Comuni, in caso di mancata approvazione del Bilancio preventivo, a casa va il Consiglio comunale, mentre il Sindaco e la Giunta, se hanno approvato e inviato al Consiglio comunale la ‘bozza’ di Bilancio, restano in carica.

Ma l’assessore Lantieri, con una circolare, ha ‘novellato’ la legge: tutti a casa, anche i sindaci!

Subito si sono levate le ‘preteste’ dei sindaci. L’ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) della Sicilia si è autoconvocata e nella nostra sempre più disastrata Isola, per due giorni, invece di parlare di cose serie, si è discusso della trovata-concordata dell’assessora Lantieri.

Ieri (come potete leggere qui) è intervenuto il presidente della Regione, Rosario Crocetta, che ha ritirato la circolare e, come titolano tante media, ha “salvato i sindaci”.

Come potete notare, è un gioco delle parti a tre:

l’assessora dirama una circolare-demenziale, il presidente della Regione la ritira, i sindaci “salvi” (che in Sicilia, nel 95%, sono di centrosinistra) ringraziano. 

Qualcuno ha fatto notare che i Comuni siciliani non possono approvare i Bilanci preventivi perché il Governo Renzi ha svuotato le ‘casse’ dei Comuni e delle stessa Regione: ma a quale TG volete che interessi questa notizia? Cerchiamo di essere seri…

Hanno fatto tutto loro. Per due-tre giorni i cittadini si sono dimenticati dello sfascio dei propri Comuni, dei servizi che mancano, degli anziani e dei disabili abbandonati, dell’immondizia.

Già, l’immondizia. Ieri abbiamo scoperto che, dopo otto anni di Governo regionale di centrosinistra, la Sicilia è schiava delle discariche e quasi tutti i depuratori delle acque non funzionano e scaricano in mare quello che potete immaginare…

L’Unione Europea, che sa tutto, si terrà dai fondi europei destinati alla Sicilia 200, forse 250 milioni di Euro.

Ma ieri la ‘notizia’ era che Crocetta “ha salvato i sindaci”, mentre i depuratori della Sicilia in tilt che inquinano il mare non sono il frutto di una Regione che, da otto anni, produce solo disastri, ma la risultante di una maledizione mandata forse da Giove, forse da Saturno (in questo caso, le fogne che inquinano il mare potrebbero essere viste e giustificate come una forma di rigenerazione…).

Un’altra ‘puntata’ di questa dialettica dell’oscurantismo clientelare riguarda la sanità. Nelle scorse settimane, improvvisamente, come per ‘magia’, si materializza un Piano per la rete ospedaliera siciliana.

L’ospedale di Cefalù – negli anni ’90 del secolo passato e nei primi otto anni del 2000 simbolo del centrodestra siciliano – sparisce. Tagli anche per la sanità pubblica di Mistretta, di Noto, di Catania e dintorni, di Ribera e via continuando.

Scoppia un putiferio. Il Governo regionale – con in testa Crocetta e l’assessore Baldo Gucciardi – ‘insorge’: il Piano per la nuova rete ospedaliera, fanno sapere presidente della Regione e assessore, non è farina del nostro sacco.

Da Roma replica il Ministero: noi non ne sappiamo nulla!

E da dov’è arrivata ‘sta nuova rete ospedaliera tutta-tagli? Non si sa e non si saprà mai.

E allora? Tranquilli: il Governo Renzi e il Governo Crocetta stanno già lavorando a una nuova rete ospedaliera siciliana che non prevede tagli…

Notate: Renzi, la Ministra della Salute, Beatrice Lorenzin (la genia del Fertily Day), Alfano, Castiglione, Crocetta, Faraone, Ardizzone, D’Alia, Raciti, Cracolici – cioè gli stessi personaggi che governano a Roma e Palermo – stanno ‘risolvendo’ il problema della rete ospedaliera siciliana.

Loro hanno creato il problema della rete ospedaliera siciliana con i tagli (anche se questo non si deve dire); e, adesso, sempre loro stanno risolvendo il ‘problema’ (che loro stessi hanno creato).

Idem con patate per gli operai della Forestale: il Governo regionale taglia i fondi (manca anche il carburante per far muovere i mezzi) e la stessa Regione ‘annuncia’ che i soldi ci sono…

Stessa sceneggiata con i precari dei Comuni siciliani: erano 24 mila, ora sono ‘diminuiti’ (8-9 mila si sono ‘volatilizzati’: tanto le ‘pulci’ ai Comuni sui pagamenti degli anni passati chi li va a fare?), sono senza soldi, ma la Regione sta arrivando per salvarli con la ‘benedizione’ di Roma…

E che dire dei 6 mila e 500 dipendenti delle ex Province? Sono senza stipendio chi da tre, chi da quattro mesi, ma ecco l’Ars che stanzia 9 milioni di Euro: i dipendenti prenderanno qualche stipendio arretrato – tanto p’attupparicci a bvucca, come si usa dire dalle nostre parti – poi di nuovo senza soldi fino a Dicembre; poi arriverà ‘qualcosa’ per pagare un paio di stipendi arretrati e così via fino alle elezioni politiche nazionali e alle elezioni regionali del prossimo anno…

Nella testa di questi esponenti della vecchia politica-politicante – tutti di centrosinistra – i Siciliani dovrebbero essere così stupidi da andargli dietro? Loro, gli esponenti della vecchia politica siciliana, ne sono arci-convinti.

Del resto: che strumenti hanno, ormai, a disposizione PD, UDC, Nuovo Centrodestra Democratico e ‘frattaglie’ varie per tenere in piedi il blocco clientelare siciliano che dovrebbe votarli il prossimo anno?

I soldi per nuove clientele sono finiti. Una parte dei fondi per le vecchie clientele si è ridotta.

I precari hanno subito una riduzione delle ore lavorative e, quindi, una riduzione dello stipendio: ma si può sempre usare la ‘minaccia’ della perdita del posto di lavoro … con la vecchia politica siciliana che gli salva il lavoro…

Gli operai della Forestale sono imbufaliti dai tagli: sulla carta gli hanno tagliato le ore di lavoro: in realtà, quando vanno a spegnere gli incendi non possono certo guardare l’orologio: lavorano, rischiano la vita e guadagnano meno. E, come ‘premio’, qualcuno che dirà che sono loro ad appiccare gli incendi si troverà: cornuti e mazziati…

Ma la vecchia politica siciliana li può sempre ricattare: state buoni, forestali, o vi togliano anche il poco che vi abbiamo lasciato…

Dei sindaci siciliani di centrosinistra abbiamo detto: invece di lavorare per i cittadini che li hanno eletti, ‘reggono il sacco’ a Renzi e a Crocetta e aumentano le tasse e le imposte ai cittadini…

Idem per la sanità: gli ospedali siciliani sono al collasso, ma la vecchia politica minaccia i cittadini: se non vi comportate bene, con la nuova rete ospedaliera vi togliamo anche quello che resta…

I Siciliani voteranno ancora per il PD, per l’UDC, per il Nuovo Centrodestra Democratico del ministro Alfano (Crocetta consideratelo già fuori: bene che gli andrà, Renzi, per ringraziarlo per quello che ha fatto per Roma, gli darà un sottogoverno: ammesso che Renzi rimanga…)?

Loro, i vari Alfano, Castiglione, Faraone, Ardizzone, D’Alia, Raciti, Cracolici ne sono convinti che i Siciliani, alla fine, un volta dentro la cabina elettorale, si ricorderanno di loro. Noi un po’ meno.

 

 

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