I commercianti del Centro storico di Palermo dati in ‘pasto’ alla ZTL di Orlando e Giusto Catania?

I commercianti del Centro storico di Palermo dati in ‘pasto’ alla ZTL di Orlando e Giusto Catania?
21 agosto 2016

La domanda è d’obbligo. Perché, infatti, la prima formulazione della ZTL – molto ampia – avrebbe penalizzato le attività commerciali, mentre adesso che riguarderebbe solo il Centro storico della città nessuno nessuno sottolinea le penalizzazioni? Forse i commercianti del Centro storico sono di serie B e possono essere ‘pelati’ dall’Amministrazione comunale a caccia di soldi per fare ‘cassa’ e salvare l’AMAT (come ammette Rifondazione comunista)? I dubbi sulla posizione ‘buonista’ di Confcommercio. Mentre Coinfartigianato…

La cosa più corretta sulla ZTL circoscritta al Centro storico di Palermo l’ha detta, a nostro modesto avviso, il consigliere comunale Orazio la Corte:  

“La ZTL – dice La Corte – dovrebbe prevedere la chiusura totale del Centro storico alle auto, se veramente l’obiettivo è attenuare l’inquinamento e tutelare la salute dei cittadini. Rimango fermamente convinto che servano delle navette gratuite per consentire gli spostamenti all’interno della ZTL. I palermitani devono avere una buona ragione per lasciare l’auto a casa. L’introduzione di una o più tariffe per entrare nella ZTL serve solo a tappare i buchi dell’AMAT, in perdita di 16 milioni di Euro con l’entrata in esercizio del Tram, e non certo per ridurre lo smog”.

La Corte condensa in poche battute tutte le contraddizioni della Zona a Traffico Limitato dell’Amministrazione comunale di Leoluca Orlando. Un provvedimento che continua a non essere pensato per tutelare la salute dei cittadini: per realizzare tale obiettivo, come osserva giustamente il consigliere comunale, bisognerebbe chiudere al traffico tutto il Centro storico. Ma se si continua a far entrale le automobili a pagamento non si tutela la salute dei cittadini, ma si fa solo ‘cassa’.

La ‘filosofia’ – sbagliata! – della ZTL orlandiana è ancora in piedi. La novità è che è stata circoscritta al Centro storico: e non si capisce se si tratti di una scelta definitiva o se, superato lo ‘scoglio’ dei giudizio del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) della Sicilia previsto per Novembre – giudizio che l’Amministrazione comunale vuole a tutti i costi scongiurare – il Comune tornerà alla carica.

Della serie: a Ottobre si comincia con il Centro storico e poi, magari dopo le elezioni…

Tra l’altro, ta ZTL applicata in questo modo al Centro storico che effetti sortirà sulle attività commerciali di questa parte della città?

Confcommercio Palermo ne deve sapere più di noi, se è vero che dà un giudizio nel complesso positivo della ZTL piazzata nel Centro storico:

“L’ipotesi di ZTL contenuta ad una porzione più ridotta di città – afferma Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio Palermo – è ciò che fin dalla prima ora abbiamo richiesto, in modo da venire incontro sia alle esigenze di tutela della salute pubblica che a quelle dei commercianti. L’avvio limitato della ZTL 1 – prosegue – è quanto abbiamo sempre chiesto con forza e convinzione. Apprendiamo con soddisfazione che l’Amministrazione comunale, in sostanza, ha accolto il punto fondamentale di quelle che sono state le nostre proposte, con la limitazione del perimetro interessato all’area del Centro storico e alle sue vie prossime. Anche se siamo convinti che altri aggiustamenti di buon senso sono possibili”.

Sono previste agevolazioni per i commercianti che operano nella parte antica di Palermo?

“La ZTL limitata al Centro storico – aggiunge Di Dio – oltretutto si sovrappone perfettamente a quella visione di città, a cui tutti dobbiamo guardare, che valorizza il Centro storico come luogo di attrazione turistica. Con la proclamazione di patrimonio Unesco di una vasta area della città – precisa la presidente di Confcommercio Palermo – è già stato avviato il processo di valorizzazione del Centro storico, ma resta tanto ancora da fare. A partire dal concetto di qualità della vita: infatti, il Centro storico deve essere il luogo dove poter passeggiare liberamente e fare shopping in tutta sicurezza, dove l’aria è pulita, deve essere facilmente raggiungibile, dove non vi sia degrado e cittadini e turisti abbiano il piacere di andare”.

“L’avvio della ZTL – prosegue Patrizia Di Dio – diventa uno degli elementi di un progetto di riqualificazione complessiva del Centro storico per valorizzarlo soprattutto da un punto di vista economico. In questo contesto complessivo, riteniamo oggi più che mai indispensabile la valorizzazione della via Roma attraverso progetti di sviluppo economico-commerciale che noi stessi come Confcommercio ci proponiamo di realizzare, certi di avere il sostegno dell’Amministrazione comunale. La ZTL deve essere una grande occasione, da via Roma ai mercati storici, la cartolina che ricorda le nostre tradizioni, e le azioni di rilancio devono contaminare l’intero Centro storico”.

“A nostro giudizio – conclude Patrizia Di Dio – questo è solo l’inizio di un percorso anche nell’ottica di una condivisione concreta dei processi partecipativi che tutte le amministrazioni comunali devono avere come obiettivo”.

Ribadiamo: la presidente di Confcommercio Palermo ne deve sapere più di noi. Per un motivo logico: se la ZTL in forma mega – ZTL 1 e ZTL 2 – avrebbe danneggiato i commercianti, com’è che, adesso, non danneggia i commercianti che operano nel Centro storico?

Tra l’altro, Confcommercio Palermo dà per buona la già citata ‘filosofia’ della ZTL orlandiana: e cioè pagare per poter inquinare. La differenza con la prima formulazione è che nella seconda versione della ZTL – cioè quella presentata qualche giorno fa – questo ‘Patto balordo’ pago-entro-inquino vale solo per il Centro storico.

Ma se un principio è sbagliato lo è sempre, non a convenienza. O no?

E, in effetti, Nunzio Reina, presidente di Confartigianato Palermo, non sembra molto convinto di dare in ‘pasto’ alla ZTL di Orlado e dell’assessore Giusto Catania i commercianti del Centro storico di Palermo:

“La decisione di Orlando sulla riduzione della ZTL – dice Reina – è un primo passo verso un dialogo migliore con le associazioni ed i cittadini. I primi due progetti avrebbero danneggiato notevolmente l’economia della città, abbiamo quindi chiesto a gran voce un provvedimento equilibrato, in grado di considerare tutte le parti coinvolte. Il sindaco avrebbe comunque dovuto attendere la sentenza del TAR Sicilia di Novembre prima di partire con un nuovo piano”.
“Il coordinamento delle associazioni – aggiunge il presidente di Confartigianato Palermo – chiede un ulteriore confronto per mettere in atto una ZTL che non danneggi i cittadini e le imprese, perché gradiamo questa voglia di ridimensionare il progetto, ma bisogna ancora sciogliere tanti nodi, come il trasporto urbano, la cui efficienza diventa sempre più fondamentale. Se consideriamo la chiusura al traffico di via Emerico Amari e quella alle porte di via Crispi, muoversi a Palermo diventerà un’impresa ancora più ardua. Ma, come al solito, questa Amministrazione sembra trascurare le conseguenze delle proprie decisioni su economia e sviluppo”.
Contraddittorio è il commento di Vincenzo Fumetta, segretario provinciale di Rifondazione comunista a Palermo che ormai, non non senza una punta di ironia, viene considerato una sorta di club di amici dell’assessore comunale Giusto Catania.
“Palermo – dice Fumetta – visti gli allarmanti dati sull’inquinamento, avrebbe bisogno di una ZTL ampia, ma è evidente che un provvedimento di questa natura avrebbe bisogno di lunghi tempi di sedimentazione tra i palermitani e pertanto la scelta della gradualità, dal punto di vista politico, è opportuna”.
Ma dove li avrebbe visti, Fumetta, ‘sti “dati allarmanti” sull’inquinamento a Palermo? Stando a quello che si conosce, l’inquinamento da gas di scarico maggiore si registra lungo la Circonvallazione della città: ma lì non è prevista la ZTL…
Dopo di che Fumetta non ce la fa a nascondere il vero significato della ZTL:
“Rimane un nervo scoperto. L’istituzione della ZTL andava di pari passo con la salvaguardia e il rilancio dell’AMAT, pertanto chiediamo che questo nuovo provvedimento non sia penalizzante rispetto agli investimenti sulla mobilità sostenibile fatti dall’azienda in questi anni”.
Se c’era qualcuno che aveva ancora dubbi sul fatto che la ZTL debba servire per fare ‘cassa’, beh, Fumetta, con molto coraggio, li ha fugati…
P.S.
Che dire? Che, a nostro modesto avviso, non sono certo venute meno le condizioni che hanno giustificato il ricorso al TAR Sicilia. E’ bene che i giudici amministrativi vengano messi nelle condizioni di pronunciarsi su un provcvedimento che resta un papocchio.  

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