Cosimo Gioia sulla crisi del grano: “Siamo nelle mani di una massa di incompetenti. Organizziamoci”

Cosimo Gioia sulla crisi del grano: “Siamo nelle mani di una massa di incompetenti. Organizziamoci”
1 agosto 2016

Un noto produttore di grano duro della Sicilia, Cosimo Gioia, invita i suoi colleghi agricoltori a non fidarsi più di “sindacati, consulenti incompetenti e politici conniventi”. E aggiunge: Se ci organizziamo per i fatti nostri diventiamo una forza incredibile”

La crisi del grano in Sicilia: finita la manifestazione di protesta, finito tutto? Gli agricoltori dell’Isola continueranno a farsi ‘massacrare’ da Equitalia, dal Governo nazionale e dal Governo regionale?

L’assessore regionale all’Agricoltura, Antonello Cracolici, ha annunciato provvedimenti. Cosa? Una serie di bla bla bla. Eccole:

“Mercoledì verrà presentata in Giunta una proposta di risoluzione con la quale il Governo regionale si impegna a sostenere nei tavoli nazionali e comunitari le proposte avanzate dalla Coldiretti, assieme ad altri interventi di supporto al comparto predisposti dall’assessorato regionale Agricoltura, mentre è stato già convocato per Giovedì prossimo alle 12 il primo tavolo tecnico sulla cerealicoltura siciliana”

“La mozione che presenteremo in Giunta – prosegue Cracolici – impegnerà il Governo a sostenere azioni a difesa della tracciabilità di origine dei prodotti trasformati dal grano e sul superamento dell’attuale regime comunitario che prevede l’importazione a dazio zero di alcuni prodotti della filiera agroalimentare che favoriscono la concorrenza sleale. Sicilia, Puglia a Marche sono le regioni a più alto volume di produzione del grano duro”.

Fino a questo punto solo chiacchiere.

Qualcosa di concreto ci sarebbe:

“Nella risoluzione il Governo regionale darà valore alle azioni già assunte sia con la ristrutturazione delle passività agrarie che dal 1 Agosto a 31 Ottobre consentirà a tutte le imprese agricole di poter rinegoziare i debiti con le banche e di rinnovare i mutui per i prossimi dieci anni con interessi a carico della Regione, così come la Regione siciliana ha chiesto ed ottenuto dalla Commissione Politiche Agricole l’incremento del capitolo relativo ai pagamenti diretti della PAC per il sostegno accoppiato che permetterà al settore del grano duro di avere 8 milioni di Euro in più e che consentirà il trasferimento diretto ai produttori di grano di circa 70 milioni di euro. Il Governo regionale inoltre ha istituito in questi giorni il tavolo tecnico per procedere alla registrazione dei grani antichi che costituiscono una straordinaria opportunità di valorizzazione della biodiversità siciliana al fine di dare valore ad un prodotto autoctono 100% siciliano”.

“Con le misure del PSR  4.1 e 4.2 verranno favoriti investimenti per realizzazione di impianti per lo stoccaggio e la trasformazione dei grani prodotti in Sicilia – dice sempre l’assessore -. Nella nuova programmazione agricola sono stati inseriti  anche criteri di premialità per l’aggregazione tra i produttori: negli investimenti condivisi promossi da più aziende agricole sono previsti incentivi per la quota di  contributo a fondo perduto  che sarà del 70%, invece che del 50% come nella maggior parte delle misure”.

“Un ulteriore impegno  che il Governo della Regione siciliana intende portare avanti è quello di valorizzare, nell’ambito dell’alimentazione delle mense scolastiche e ospedaliere, i prodotti a km 100: ovvero i prodotti realizzati e trasformati nei luoghi più vicini ai siti di distribuzione”.

Di fatto, di concreto c’è ben poco, a parte l’annuncio – ribadiamo, l’annuncio – sui debiti da rinegoziare: operazione che richiederà almeno un anno di tempo, il resto è il solito bla bla bla inconcludente come il Governo regionale del quale Cracolici fa parte. Insomma, l’assessore Cracolici ha fatto i ‘compitini’ a casa e li ripete a pappagallo…

A conti fatti – e questo è un dato oggettivo – l’unica cosa che l’assessore Cracolici avrebbe dovuto fare – e cioè la richiesta al Governo nazionale della dichiarazione dello Stato di crisi – non l’ha fatta.  

Da qui la riflessione di Cosimo Gioia, agronomo, noto produttore di grano in Sicilia, dalle parti di Valledolmo, in provincia di Palermo:

“Sto pensando – scrive Cosimo Gioia su facebook – che è arrivato il momento che noi agricoltori diventiamo artefici del nostro destino. Basta sindacati, basta consulenti incompetenti e politici conniventi… Se dobbiamo chiudere, dobbiamo deciderlo noi e non altri…

Bisogna mettere le p… sul tavolo per chiedere quello che ci spetta… Siamo in mano ad una massa di incompetenti che non sanno nemmeno parlare di crisi…

Occorre un’azione forte ed unitaria da parte nostra senza sindacati e quant’altro…”.

E rivolto ai suoi colleghi agricoltori conclude:

“SIAMO NOI E, SE CI ORGANIZZIAMO, DIVENTIAMO UNA FORZA INCREDIBILE… Pensateci”.

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