Ok, le strade provinciali sono abbandonate. E dello scandalo delle strade interpoderali ne parliamo?

Ok, le strade provinciali sono abbandonate. E dello scandalo delle strade interpoderali ne parliamo?
31 luglio 2016

Con il sostanziale fallimento delle ex Province siciliane – decretato, di fatto, dal Governo Renzi, dal Governo Crocetta e dal PD – le strade provinciali della Sicilia sono state abbandonate. Non ci sono più soldi, visto che il Governo Crocetta e il Parlamento del presidente Ardizzone li hanno regalati tutti a Roma. Ma delle strade interpoderali ne vogliamo parlare? In questo caso ci sono i soldi del PSR: perché sono state abbandonate? E come mai il manto di asfalto, da 10 cm, è passato a meno di 2 cm?

Ok, le ex Province sono fallite. Non ci sono più. Ci sono ancora i locali, ci sono ancora i 6 mila e 500 dipendenti. Ma non ci sono i soldi per pagarli. Sì, ci sono le tre Città metropolitane di Palermo, Catania e Messina. E i finti ‘Liberi’ Consorzi di Comuni. Sulla carta ci sono. Detto questo: qualcuno si ricorda che in Sicilia ci sono le strade provinciali abbandonate? E qualcuno si ricorda di uno scandalo di cui nessuno parla, ovvero delle strade interpodetali?

C’è l’ha ricordato un nostro lettore:

“Per caso, ieri, da Bolognetta, mi sono recato a Baucina: non l’avessi mai fatto! Le piante invadono le due carreggiate. Il manto stradale c’è e non c’è. Mentre procedevo, al centro della strada – facendo molta attenzione nelle curve, perché un’eventuale automobile proveniente dal senso opposto di marcia avrebbe dovuto procedere anch’essa nel centro della carreggiata – mi chiedevo: che cosa succederà qui alle prime piogge? L’acqua dove finirà?”.

Il nostro amico è un imprenditore agricolo. E ci racconta:

“Il vostro blog parla spesso delle strade provinciali ormai abbandonate. E fate bene. Sapendo che voi vi siete spesso occupati di questo argomento vi ho chiamato per riprendere una questione che la politica non può abbandonare. Ma accanto all’abbandono delle strade provinciali vi segnalo uno scandalo, forse di gran lunga più grave: il totale abbandono delle strade interpoderali”.

“Le strade interpopderali sono le strade che dovrebbero collegare i fondi agricoli – ci dice sempre il nostro lettore -. Le strade interpoderali sono state pensate a sostegno del modo rurale. La Sicilia è una regione dove a prevalere sono le aree collinari e montuose. E dove i collegamenti non sono semplici. La Regione, negli anni passati, ha avviato un piano per la realizzazione di tantissime strade interpoderali. Prima dell’Euro si parlava di decine e decine di miliardi di vecchie Lire. Il problema è che i controlli, o non sono stati mai effettuali, o sono stati effettuati in modo molto approssimativo”.

“Negli ultimi anni – dice sempre il nostro lettore – i controlli sono diventati sempre più rari. O assenti. E i risultati si vedono. Negli anni ’90, questo gli agricoltori siciliani lo sanno benissimo, le strade interpoderali avrebbero dovuto essere realizzate con un manto stradale di 10 centimetri. Ma spesso non superava i 5 centimetri. I muretti avrebbero dovuto essere realizzati in modo da resistere alle intemperie”.

“Oggi assistiamo a scene da non credere – ci dice sempre il nostro lettore -. Le strade interpoderali della Sicilia, proprio come le strade provinciali, sono abbandonate. E quando non sono abbandonate, lo strato di asfalto non supera i 2 centimetri. Per non parlare dei muretti, che si sbriciolano”.

“La cosa strana, che dovrebbe fare riflettere – conclude il nostro lettore – è che se, nel caso dell’abbandono delle strade provinciali, le Provincie siciliane sono veramente fallite, non altrettanto può dirsi di chi si occupa delle strade interpoderali. Perché l’assessorato regionale all’Agricoltura – responsabile della realizzazione e della manutenzione delle strade interpoderali – ha avuto e ha a disposizione i fondi del Piano di Sviluppo Rurale (PSR). Per questo chiedo: com’è possibile, con i miliardi di Euro del PSR a disposizione, che Sicilia le strade interpoderali della Sicilia siano ridotte in questo stato pietoso?”.

 

 

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