Regione siciliana: ci sono lavoratori stagionali che raggiungono, o superano, le 365 giornate all’anno?

Regione siciliana: ci sono lavoratori stagionali che raggiungono, o superano, le 365 giornate all’anno?
14 luglio 2016

Sembra un’assurdità. Ma la vicenda è venuta fuori ieri durante i lavori della commissione Bilancio e Finanze dell’Ars. Con un folto gruppo di deputati che ha provato a mettere in croce l’assessore Baccei per ottenere l’abolizione dell’articolo 19 della legge di Stabilità regionale 2016. E’ la norma che vieta ai lavoratori stagionali di cumulare giornate lavorative girovagando da un bacino all’altro. Così si è scoperto che ci sono lavoratori stagionali che lavorerebbero, contemporaneamente, presso la Forestale, nei Consorzi di bonifica, all’ESA e persino tra gli LSU e nei Comuni. Superando, in alcuni casi, le 365 giornate lavorative in un anno…

Tra i lavoratori a tempo determinato che orbitano sul Bilancio della Regione siciliana ci sono forse soggetti per i quali il numero delle giornate lavorative, in un anno, supera i 365 giorni? Tranquilli: lo sappiamo che un anno è fatto di 365 giorni. Ma ieri, durante una lunga e tormentata seduta della commissione Bilancio e Finanze dell’Ars, se ne sono viste di tutti i colori. Ed è emerso il dubbio – che forse è più di un dubbio – che ci possano essere soggetti che operano, contemporaneamente, come operai della Forestale e dei Consorzi di bonifica. O come operai dei Consorzi di bonifica e trattoristi dell’ESA. O come operai della Forestale e trattoristi dell’ESA. E via continuando con altri incarichi a tempo determinato.

Insomma, soggetti ‘uni e trini’ che lavorerebbero cumulando giornate lavorative come forestali e come dipendenti dei Consorzi di bonifica. E magari anche come dipendenti dell’ESA. E altro ancora. Arraffando di qua e di là.

Com’è che si è arrivati a scoprire questi ‘altarini’? “Perché – ci racconta un parlamentare che preferisce restare anonimo (c’è il rischio che, nel suo collegio, dove il fenomeno sarebbe diffuso, possa perdere un bel po’ di voti) – a un certo punto è stata presentata all’assessore all’Economia, Alessandro Baccei, l’ipotesi di abolire l’articolo 19 della legge di Stabilità regionale 2016 (che potete leggere qui).

Questo articolo ha come titolo: “Esclusività appartenenza bacini”. Così è un po’ criptico. Il seguito, però, è un po’ più chiaro: “E’ esclusa la contemporanea appartenenza a più bacini di garanzia occupazionali di cui alle seguenti leggi regionali”. Seguono le indicazioni delle leggi regionali che riguardano i lavoratori dei Consorzi di bonifica, gli eterni trattoristi dell’ESA (Ente di Sviluppo Agricolo), gli operai della Forestale, gli ex PIP di Palermo, i lavoratori dei Cantieri di servizio e gli LSU (Lavoratori Socialmente Utili).

Quanto sopra riguarda il comma 1 dell’articolo 19. Nel comma 2 viene poi specificato – supponiamo a ‘scanso di equivoci’ – che tali disposizioni si “applicano anche all’Ente Vivaio Vite Americane, all’Istituto sperimentale zootecnico per la Sicilia e a tutti gli enti a partecipazione regionale che si avvalgono del personale stagionale”.

Quando, nel Marzo di quest’anno, Sala d’Ercole ha approvato la legge di Stabilità regionale 2016, questo articolo di legge sembrava essere stato ‘confezionato’ – su precisa richiesta dell’assessore Baccei – per evitare ‘furbate’ future. Così almeno era sembrato di capire.

Invece, ieri, durante la seduta della commissione Bilancio e Finanze – seduta molto ‘calda’ – sarebbero volate parole grosse. Un nutrito drappello di deputati ha rappresentato all’assessore Baccei l’ ‘esigenza’ di sbaraccare l’articolo 19 della legge regionale di Stabilità. In testa a questo drappello pare ci fosse il presidente della commissione Bilancio, Vincenzo Vinciullo.

L’assessore Baccei ha risposto picche: “Togliere l’articolo 19 della legge di Stabilità di quest’anno? Non se ne parla nemmeno”, avrebbe replicato a muso duro.

A questo punto noi non possiamo non interrogarci su questa vicenda bizzarra: l’articolo di legge che questo gruppo di deputati ‘galantuomini’ dell’Ars vorrebbe eliminare è una norma di buon senso: si propone, infatti, di evitare che un operaio della Forestale che svolge 151 giornate lavorative all’anno ne vada a fare, nello stesso anno, altre 50 giornate all’ESA, altre 120 giornate lavorative nei Consorzi di bonifica, un’altra cinquantina nel proprio Comune di appartenenza, magari in quelli che un tempo si chiamavano ‘Cantieri scuola’.

Insomma, nella confusione che c’è tra i circa 80 mila precari che orbitano attorno al Bilancio regionale, con lavoratori avventizi sparsi tra forestali, Consorzi di bonifica, ESA, Cantieri di servizio, Vivaio delle Viti americane e, in generale, tra tutti gli enti e società a partecipazione regionale (il riferimento è soprattutto all’agricoltura), c’è il dubbio che, alcuni di questi, cumulando giornate lavorative di qua e di là, arrivino a svolgere in un anno 365 giornate lavorative, andando anche oltre con la metodologia dell’ ‘uno e trino’…

Si verificherebbe, così, un paradosso: mentre migliaia di aziende agricole siciliane sono in crisi a causa di politiche regionali sbagliate (e anche a causa di politiche agricole europee devastanti, come l’arrivo di agrumi marocchini a prezzi stracciati, che ha reso invendibile gli agrumi siciliani; la frutta estiva nord africana, sempre a prezzi stracciati, che ha ‘ammazzato’ la frutta estiva siciliana, l’olio d’oliva tunisino e altro ancora), ci sarebbero dei lavoratori avventizi che, cumulando giornate lavorative di qua e di là, avrebbero un reddito di gran lunga superiore a quello degli imprenditori agricoli siciliani, spesso ridotti in condizioni economiche critiche e, altrettanto spesso, con Equitalia alle porte.

Sembra che, a un certo punto, ieri – tornando ai lavori della commissione Bilancio e Finanze dell’Ars – siano volate parole grosse tra i deputati e l’assessore Baccei. Il quale, essendo arrivato al limite della sopportazione, a pomeriggio inoltrato, li ha salutati tutti e se n’è andato. Lasciando capire non solo che, per il Governo regionale, l’articolo 19 non si toccherà, ma che altre ‘costruzioni’ non verranno accettate.

Nel ‘mazzo’ di questa vicenda ci sono anche altri tentativi, portati avanti dai deputati, di scippare benefici e prebende in favore di particolari categorie. Sempre ieri, ad esempio, è scoppiata un’altra ‘grana’. L’assessore Baccei vorrebbe trasferire tutti i dipendenti delle società regionali già sbaraccate o in via di scioglimento in un’unica società: la FAS. Già la cosa piace poco.

Ma quello che ai deputati, ai sindacalisti e, soprattutto, ai dipendenti di queste società regionali non va proprio giù è il fatto che l’assessore Baccei prevede, per ogni lavoratore, un contratto di 30 mila Euro lordi all’anno.

Detto in soldoni, Baccei vuole eliminare le ‘specificità’ regionali ed equiparare i lavoratori di queste società a quelli dello Stato.

Anche su questo fronte, ieri, i telefoni si sono ‘rotti’. Ma anche su questo fronte l’assessore Baccei non ha alcuna intenzione di mollare.

Ieri la commissione Bilancio avrebbe dovuto affrontare il tema dei canoni irrigui. Di scena sono sempre i Consorzi di bonifica. Ai quali l’assessore Baccei ha tolto un po’ di ‘biada’ (leggere soldi). I ‘capi’ dei Consorzi di bonifica, per tutta risposta, hanno aumentato – in alcuni casi veramente a dismisura! – i canoni idrici appioppati agli agricoltori.

In pratica, le imprese agricole della nostra Isola – che, come abbiamo già accennato, versano in una grave crisi economica – dovrebbero pagare l’acqua per irrigare due, tre volte in più rispetto al prezzo dello scorso anno! Una follia.

In questo caso, però, la responsabilità è dell’assessore Baccei. Il quale si era impegnato a rendere noti i veri ‘numeri’ dei Consorzi di bonifica: a cominciare dalle indennità dei dirigenti di questi enti, che sembra guadagnino – in alcuni casi – più dei più alti dirigenti del Parlamento siciliano, che ormai hanno un ‘tetto’ di 250 mila Euro annui.

Solo che l’assessore Baccei – a quanto pare fermato dai partiti del centrosinistra – non ha mantenuto l’impegno e non ha reso noti i nomi (e gli ‘stipendi’) dei dirigenti dei Consorzi di bonifica.

Sempre sui Consorzi di bonifica – e sempre ieri – un’altra bagarre è scoppiata sulle giornate lavorative degli operai. Alcuni deputati vorrebbero portare il numero di queste giornate lavorative da 51 a 78. Ma Baccei si è opposto.

P.S.

Che dire? Che sulla vicenda dei lavoratori ‘uni e trini’ che, cumulando di qua e di là, raggiungono e, addirittura, superano le 365 giornate lavorative in un anno, l’assessore Baccei ha ragione da vendere. 

Questo blog non è tenero con l’assessore Baccei. Ma in questo caso, lo ribadiamo, ha ragione. Ha ragione anche sui Consorzi di bonifica. Ma si prende il torto quando si tiene nei cassetti i ‘numeri’ sulle indennità dei dirigenti di questi enti, solo per non dispiacere ai deputati dei partiti di centrosinistra.

E’ semplicemente assurdo che le indennità dei dirigenti di queste strutture debbano restare ‘segrete’ per tutelare la malapolitica! 

Nota finale sul presidente della commissione Bilancio e Finanze, Vinciullo. A nostro avviso non è decoroso – per le istituzioni parlamentari – trasformare la commissione Bilancio e Finanze dell’Ars in un ‘mercato’ delle clientele. Il presidente di questa commissione non è un ‘battitore’ delle aste del mercato ittico o del mercato ortofrutticolo. Non si può convocare una seduta per dare spago ai deputati che cercano di raccattare prebende mettendo in croce un assessore. O, addirittura, per difendere ciò che è indifendibile.  

 

 

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