Ma ‘i babbaluci, a Palermo, sono veramente felici dell’arrivo del Festino? VIDEO

Ma ‘i babbaluci, a Palermo, sono veramente felici dell’arrivo del Festino? VIDEO
11 luglio 2016

Ce lo chiediamo perché, sulla rete, va un video del Festino di Santa Rosalia 2015. Da dove si evince che ‘i babbaluci impiegherebbero addirittura un anno intero per trovarsi, a metà Luglio, nei piatti insieme con l’aglio rosso ‘in camicia’ e con il verde del prezzemolo. Insomma pronte per essere mangiate dai palermitani…

I capponi non sono mai contenti dell’arrivo del Natale. Ed è anche logico: ricevere certi ‘inviti’ per il pranzo non deve essere piacevole… Sarà così anche per le lumache, che a Palermo e, in generale Sicilia, si chiamano babbaluci?

A giudicare dal video prodotto da www.lalapa.it in onore del Festino di Santa Rosalia di Palermo 2015 – che in queste ore va sulla rete e che potete vedere qui sotto – ‘i babbaluci, al contrario dei capponi, sembra siamo molto felici di diventare, nei giorni di Luglio – il 14 e il 15 Luglio dovrebbero essere i giorni clou – il piatto dei palermitani.

Nel video si vedono un paio di babbaluci che si muovono sullo sfondo del porto della città. Poi sullo sfondo della Palazzina cinese. Quindi sullo sfondo di Piazza Politeama (inquadrata in modo tale da non far notare i disastri provocati dagli appalti ferroviari). L’ultima immagine in movimento inquadra ancora ‘i babbaluci con sullo sfondo un angolo di porto con le barche, forse a vela.

Poi l’immagina ci presenta un piatto con ‘i babbaluci che, da vive, sono ormai impiattate: un bel piatto con gli spicchi d’aglio ‘in camicia’ (aglio rosso, potrebbe essere l’aglio rosso di Nubia, ma su questo non possiamo essere precisi) e il verde del prezzemolo.

Mentre cambiano le immagini scorrono i mesi: Settembre, Dicembre, Febbraio, Maggio e, finalmente, Luglio. Il tutto accompagnato con la celebre canone: Viri chi dannu chi fannu ‘i babbaluci… 

“Loro hanno impiegato un anno per essere qui con te”, leggiamo sul video.

Insomma, da quello che abbiamo capito, le babbaluci, a Palermo, non vivono di vita propria: vivono per farsi mangiare, a metà Luglio, dai palermitani.

Sarà, ma a noi questo messaggio non convince. Per carità: ognuno è libero di fare – e di mangiare – ciò che vuole. E passi anche l’associazione tra Festino di Santa Rosalia e la mangiata di babbaluci: è una tradizione che a Palermo è quasi ‘sacra’.

Ma che l’immagine del Festino debba racchiudersi nelle babbaluci che vivono un anno per finire nelle pance dei palermitani, ecco, la cosa ci sembra un po’ eccessiva.

Vero è che, in tanti casi, tutto diventa relativo. Nelle scorse settimane la rete è stata invasa da un video dove si vedono i cinesi di non sappiamo più quale villaggio che, ogni anno, ammazzano tantissimi cani per mangiarli. Da quelle parti i cani si mangiano. Altre tradizioni.

Gli appelli per far porre fine a questa strage non si contavano più.

La verità è che certi temi non ci piace affrontarli. Sappiamo tutti come vengono trattati i polli e i maiali negli allevamenti intensivi… Eppure continuiamo a mangiare carne e salumi.

Non è che, forse, ha ragione il professore Umberto Veronesi, noto oncologo, che è un vegetariano? Chissà.

Che dire? A Parigi, il 14 Luglio, si ricorda la presa della Bastiglia. A Palermo la presa – e ‘a manciatar’i babbaluci. 

A ciascuno il suo…

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