Rifiuti in Sicilia, ormai è il caos. I sindaci contro il Governo regionale

Rifiuti in Sicilia, ormai è il caos. I sindaci contro il Governo regionale
6 luglio 2016

Dire che assistiamo a scene incredibili è poco. Autocompattatori pieni di rifiuti che, dopo aver percorso centinaia di chilometri da un capo all’altro dell’Isola, trovano le discariche chiuse. Altri sindaci che non sanno dove conferire i rifiuti e che denunciano la Regione. Tutto questo mentre la Sicilia si riempe di turisti con la produzione di rifiuti che aumenta. Caos su caos. E il rischio che l’immondizia lasciata nella strade possa creare problemi di salute pubblica. L’attacco di Leoluca Orlando all’assessore Vania Contraffatto. E il presidente Crocetta che, forse, si sarà pentito di aver messo fuori dalla sua Giunta l’ex assessore Nicolò Marino 

Proprio ieri abbiamo scritto e pubblicato un articolo in cui abbiamo provato a descrivere il caos che si sta creando in Sicilia in materia di raccolta e smaltimento dei rifiuti (articolo che potete leggere qui). Non sono passate ventiquattr’ore e la situazione si va aggravando. Ieri abbiamo riportato la dichiarazione del sindaco di Mazara del Vallo, Nicola Cristaldi, uomo politico di lungo corso, che denunciava l’irresponsabilità di un Governo regionale che, nel Trapanese, non avrebbe dato agli amministratori comunali indicazioni su dove scaricare i rifiuti. Ieri sera abbiamo appreso che lo stesso Cristaldi e il sindaco di Castelvetrano, Felice Errante, si sono rivolti alla magistratura. La musica è sempre la stessa: due primi cittadini – e questo è incredibile! – non sanno dove depositare i rifiuti perché l’Amministrazione regionale non dà indicazioni: “La competenza per l’individuazione della discarica non è del sindaco – dice Cristaldi – ma della Regione”.

Sempre ieri sera le cronache hanno registrato una dichiarazione del sindaco di Bagheria, il grillino Patrizio Cinque:

Se i nostri autocompattatori domani (oggi per chi legge ndr) saranno lasciati nuovamente dietro ai cancelli della discarica di Catania, porteremo i rifiuti davanti a Palazzo d’Orleans. Crocetta si assuma le responsabilità di una programmazione inesistente e di scelte improvvisate”.

Già è semplicemente incredibile che i rifiuti di un grosso centro come Bagheria vengano smaltiti a Catania, a 180 chilometri circa di distanza. Con i camion pieni di immondizia che scorrazzano per autostrade e strade siciliane, con sprechi di carburante, seminando cattivo odore. Ma dalle parti di Catania i mezzi gommati pieni di rifiuti di Bagheria hanno trovato la sorpresa:

Non ci hanno consentito di entrare – dice Cinque – perché la discarica aveva ampiamente superato i limiti della conferibilità. E assieme a noi sono rimasti fuori numerosi altri Comuni, a riprova di una gestione scellerata dell’emergenza e di una enorme improvvisazione. Non passi il messaggio che se le strade dei Comuni saranno invase dai rifiuti la colpa sarà dei sindaci. Non possiamo permetterlo, pertanto se anche domani (sempre oggi per chi legge ndr) non ci sarà data la possibilità di conferire in discarica dirotteremo gli autocompattatori verso piazza Indipendenza, a Palermo, sotto alle finestre di Crocetta. Altri Comuni sono pronti a fare la stessa cosa”.

Insomma, non ci dobbiamo stupire se, stamattina, la piazza nella quale ha sede la presidenza della Regione siciliana – Palazzo d’Orleans – possa essere presa d’assalto dagli autocompattatori carichi d’immondizia. Per la prima volta metafora e realtà dell’ ‘alta’ politica siciliana coinciderebbero…

Il parlamentare regionale del Movimento 5 Stelle, Giampiero Trizzino attacca il presidente della Regione, Rosario Crocetta:

“Crocetta – dice Trizzino – ha dimostrato di non essere capace, rendendosi autore solo di scelte scellerate e nulla più: si dimetta. In 4 anni l’emergenza anziché diminuire è aumentata. I Comuni sono letteralmente strozzati dai rifiuti. Scaricare su di loro le responsabilità è pretestuoso. I Comuni sono tenuti a raccogliere i rifiuti; la Regione, invece, deve pianificare le attività di recupero e di smaltimento. La Sicilia, sotto la guida del PD, in 4 anni, non ha fatto alcun passo in avanti. Anzi, le condizioni preesistenti si sono addirittura aggravate. La vicenda di Bagheria è emblematica: un Comune dell’area metropolitana di Palermo costretto ad abbancare rifiuti a Catania. Questa mattina (sempre ieri per chi legge ndr) addirittura gli autocompattatori del Comune bagherese hanno trovato i cancelli della discarica chiusi. Ciò vuol dire che Bagheria attualmente è priva delle condizioni minime per la raccolta dei rifiuti”.

In realtà, lo scenario è ancora più disastroso e confuso di quello descritto da Trizzino. Una legge regionale di riforma in materia di gestione dei rifiuti c’è. E’ una riforma sicuramente contestabile. Parliamo della legge che ha sancito il superamento della folle gestione degli ATO rifiuti con l’istituzione delle SRR, Società di Regolamentazione dei Rifiuti. In alcuni Comuni sono stati istituiti gli ARO, sigla che sta per Area per la Raccolta Ottimale dei rifiuti non previsti dalla legge.

Di fatto, la maggioranza dei Comuni dell’Isola si è rifiutata di applicare tale legge e in un clima da Prova d’orchestra di Fellini ogni Comune siciliano è andato per i fatti propri, organizzando per proprio conto la gestione della raccolta dei rifiuti.

Della raccolta: perché poi i rifiuti da qualche parte debbono essere portati. E qui si apre il tema delle discariche, visto che tranne pochissimi casi, in Sicilia la raccolta differenziata è bloccata al 5-6% e riguarda, per lo più, piccoli centri e qualche cittadina di dimensioni medie. Per il resto è un delirio.

Come scriviamo da quando questo blog è in rete, la maggior parte delle discariche della Sicilia è fuori legge. Sotto terra, lo ricordiamo, non dovrebbero andare tutti i rifiuti, ma solo una parte. Invece per anni tutto è finito sotto terra in un clima di caos generale, con buona pace degli equilibri ecologici.

Gli unici a difendere la legge regionale che istituisce le SRR sono i sindacati. E il motivo c’è: tale legge prevede l’assunzione dei 13 mila lavoratori assunti dai vecchi ATO rifiuti. Solo che nessuno ha mai capito chi dovrebbe pagare questo personale.

Il Governo regionale e il Parlamento siciliano, da parte loro, non hanno difeso la legge che istituisce le SRR. Tant’è vero che si accingono a discutere ed approvare un’altra legge da concordare con il Governo nazionale. E qui si apre un altro capitolo contrassegnato dalla confusione: non si capisce, infatti, se l’obiettivo sia quello di liberare la Sicilia dai rifiuti, o di utilizzare l’emergenza rifiuti per gestire appalti con le procedure della somma urgenza (il ‘sogno’ del Governo regionale) e per realizzare gli inceneritori di rifiuti (il progetto del Governo Renzi).

Come si può notare, ci sono responsabilità romane e responsabilità del Governo regionale. Intanto in Sicilia – siamo a Luglio – sono arrivati i turisti. E la produzione di rifiuti è aumentata. E non si sa che fare, perché il Governo regionale – totalmente inadeguato – non sa cosa fare. A parte firmare ordinanze smentite dalla realtà, se è vero che le discariche nelle quali i Comuni dovrebbero conferire i rifiuti o sono già colme (il caso del Comune di Bagheria), o non sono ancora state individuate (i casi di Mazara del Vallo e Castelvetrano).

In un Paese serio un Governo regionale che ha provocato tutto questo caos – per giunta in estate, quando l’immondizia che giace nelle strade potrebbe provocare pericoli per la salute pubblica – sarebbe già a casa. Ma dubitiamo che questi signori del centrosinistra, che dal 2008 ad oggi hanno ‘terremotato’ la Sicilia, provocando danni enormi in tutti i settori dell’Amministrazione regionale e della società siciliana, smonteranno le tende.

Sul versante dell’opposizione di centrodestra il commissario di Forza Italia in Sicilia, Gianfranco Miccichè, sembra aver dimenticato che è stato proprio lui – assieme a Francantonio Genovese, all’ex presidente della Regione, Raffaele Lombardo, al senatore Giuseppe ‘Pino’ Firarrello e a Giuseppe Castiglione – ad aver consegnato la Regione siciliana a Crocetta e al PD. E oggi – così si racconta – vorrebbe proporre come candidata alla presidenza della Regione siciliana Stefania Prestigiacomo, ovvero l’ex Ministro dell’Ambiente dell’ultimo Governo Berlusconi.

Non possiamo dimenticare che nella prima fase del Governo Lombardo lo stesso Miccichè era alleato dell’allora presidente della Regione. Cosa che consentiva allo stesso Lombardo – vero e proprio ‘professionista’ del trasformismo politico – di governare con il centrosinistra in Sicilia e di godere della copertura di un Governo di centrodestra a Roma, grazie proprio a Miccichè.

Di quegli anni noi ricordiamo – proprio in materia di gestione dei rifiuti – la figura di Marco Lupo, che dal Ministero dell’Ambiente gestione Stefania Prestigiacomo si accomiatava in Sicilia al vertice del dipartimento di Acqua e Rifiuti. Un personaggio che ha gestito funambolicamente grandi opere pubbliche (tanti, tantissimi fondi pubblici). E che è rimasto al proprio posto anche durante il primo anno e forse più del Governo Crocetta, quasi a segnare la continuità con il precedente Governo Lombardo.

Proprio nei giorni scorsi abbiamo constatato la difficoltà di capire che fine hanno fatto tutte le opere pubbliche finanziate in quegli anni. Parliamo di decine e decine e decine di milioni di Euro spesi anche per realizzare impianti che dovrebbero servire per la raccolta differenziata dei rifiuti, dai centri di compostaggio alle isole ecologiche.

Speravamo che un po’ di chiarezza su tale materia sarebbe stata fatta dall’attuale assessore regionale con delega ai rifiuti, Vania Contraffatto. Ci siamo sbagliati. Perché le promesse fatte dalla signora Contraffatto all’atto del proprio insediamento in materia di raccolta differenziata dei rifiuti si sono rivelate chiacchiere. Da questa signora, voluta al Governo regionale dal sottosegretario del PD, Davide Faraone, ‘capo’ dei renziani siciliani (l’uomo politico che dice di essere contro Crocetta, ma che si tiene gli assessorati del Governo dello stesso Crocetta…), abbiamo sentito parlare di inceneritori, che nulla hanno a che vedere con l’attuale emergenza rifiuti.

Dall’assessore Contraffatto, come abbiamo scritto ieri, è arrivata anche l’ordinanza che autorizza una trentina di Comuni del Palermitano a conferire i rifiuti nella discarica di Bellolampo. Una scelta sbagliata, che rischia di mandare in tilt, in beve tempo, la discarica di Palermo. Nemmeno il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, che è anche presidente dell’ANCI Siciliana, sembra particolarmente contento delle scelte adottate dall’assessore Contraffatto:

“Secondo la fantasiosa ricostruzione della storia siciliana degli ultimi 15 anni fatta oggi dalla signora Vania Contrafatto – dice Orlando in una nota – la responsabilità della perenne emergenza dei rifiuti in Sicilia sarebbe della neonata Rap (la società del Comune di Palermo che si occupa dello smaltimento dei rifiuti e che gestisce la discarica di Bellolampo ndr) e i governi regionali succedutisi dal 2001 ad oggi sarebbero innocenti spettatori dei capricci dell’azienda del Comune di Palermo”.

“L’assessore Contrafatto – prosegue Orlando – ha come unico obiettivo quello di portare sotto il controllo di pochi privati, la cui fallimentare e disastrosa gestione è ben nota da Trapani a Capo Passero, il sistema dei rifiuti in Sicilia, dove continua criminalmente a mancare un vero piano regionale per la realizzazione di impianti pubblici inseriti in una politica che abbia al centro la riduzione, il riuso e il riciclo.  La Rap e il Comune d Palermo si opporranno a qualsiasi tentativo affaristico, da chiunque sponsorizzato, di mettere le mani sull’impianto di Bellolampo che proprio grazie alla gestione della Rap è oggi un modello di come dovrebbe sempre essere il servizio pubblico”.

L’unico dato certo in questa storia è il caos. E non è da escludere che, in attesa che il Governo nazionale e il Governo regionale varino l’ennesima riforma del settore (immaginiamo già le ‘novità’…), l’emergenza rifiuti, in Sicilia, si aggravi.

Che dire? Che il presidente della Regione, Crocetta, sul quale si sta abbattendo questo ennesimo macigno, si accinge a pagare una scelta che, con molta probabilità, gli è stata imposta. Ci riferiamo al ‘siluramento’ dell’ex assessore della sua Giunta, Nicolò Marino, l’unico governante della Sicilia che, dal 2001 ad oggi, ha provato a imprimere una svolta, riducendo lo strapotere delle discariche. Una svolta bloccata della quale Crocetta, adesso, pagherà le conseguenze.

 

 

 

 

 

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