Palermo: torna lo spettro della ZTL? Gli imprenditori della città chiedono un incontro al sindaco

Palermo: torna lo spettro della ZTL? Gli imprenditori della città chiedono un incontro al sindaco
27 giugno 2016

A chiedere di incontrare il sindaco Leoluca Orlando – per affrontare i temi legati alla mobilità – sono i rappresentanti di Confartigianato, Associazione Industriali, Confimpresa, Casartigiani, CNA, Confesercenti, Cidec, Cisal, Federconsumatori, Consulta ordini professionali, Federpresca, ASIA. Critiche al Comune di Palermo dall’assemblea cittadina dell’UGL

Palermo: si può andare avanti a colpi di isole pedonali e ZTL (e contravvenzioni a tignitè, come si usa dire dalle nostre parti? Gli imprenditori della città – con in testa i commercianti – non ci stanno. E, per l’ennesima volta, lanciano un appello all’Amministrazione comunale di Leoluca Orlando. Che fino ad oggi, in verità, non ne ha voluto sapere di dialogare. Tanto che fino a qualche giorno fa ha convocato una riunione aperta ai cittadini (che, in realtà, non si sono presentati all’appuntamento) per riproporre i soliti provvedimenti per “ridurre l’inquinamento”. In pratica, la scusa per appioppare alla città nuovi balzelli.

E’ noto che sia il TAR Sicilia, sia il CGA hanno ‘bocciato’ la Zona a Traffico Limitato predisposta dall’Amministrazione comunale. In questa fase non si capisce che cosa abbiano in testa il sindaco Orlando, l’assessore alla Mobilità, Giusto Catania, e gli uffici comunali.

Il coordinamento delle associazioni di categoria palermitane (in pratica gli imprenditori) debbono aver intuito qualcosa, se è vero che hanno chiesto a sindaco un incontro. A firmare la richiesta sono i rappresentanti di  Confartigianato, Associazione Industriali, Confimpresa, Casartigiani, CNA, Confesercenti, Cidec, Cisal, Federconsumatori, Consulta ordini professionali, Federpresca, ASIA.

“Basta parlare di isole pedonali e ZTL soltanto sul fronte ambientale e del traffico – dice il coordinatore del tavolo Nunzio Reina, presidente di Confartigianato Palermo – è necessario fare un quadro sui possibili scenari commerciali che un nuovo piano della mobilità potrebbe creare. Bisogna capire a priori quali saranno le conseguenze sulle attività commerciali della città, per limitare il più possibile ulteriori danni alle imprese”.

Sul futuro di Palermo – a partire dai temi legati alla mobilità – si è parlato anche nel corso dell’assemblea cittadina dell’UGL di Palermo, andata in scena stamattina a Palazzo delle Aquile – sede del Consiglio comunale – nella sala intitolata a Mauro Rostagno.

“Palermo città invivibile e la giunta Orlando la candida a capitale europea – ha detto Giuseppe Messina, Reggente dell’UGL siciliana -dimenticando che la città di Palermo è europea per la sua storia e per la straordinarietà del suo patrimonio culturale e monumentale. Palermo non è europea perché lo dichiara il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, anzi, sotto la sua gestione la città sta cambiando in peggio, imbruttendosi”.

“Palermo è una cartolina ed il solo nome, per la storia unica che ha rappresentato al mondo intero, è simbolo di attrazione per i flussi turistici – ha aggiunto sindacalista – che vanno incentivati presentando una città efficiente nei trasporti, dinamica nei servizi e pulita. Tutti fattori  che costituiscono criticità insuperabili, amplificate da una gestione amministrativa che lascia spazio ad un fiume di critiche”.

“La mobilità cittadina ed il sistema viario integrato, che dovevano essere il fiore all’occhiello della giunta Orlando – ha detto Messina – si sta rivelando sempre più un fallimento: strade cittadine distrutte per far posto alle rotaie del tram che, da solo, non risponde alla domanda di collegamento dalle periferie al centro storico. Un vero e proprio muro simbolicamente eretto dalla giunta Orlando che divide il cuore della città con i quartieri popolosi della periferia palermitana”.

“La Zona a Traffico Limitato (ZTL), oggetto di furenti polemiche – ha sottolineato ancora Messina – non  può costituire lo strumento di miglioramento della qualità della vita dei residenti nella cintura urbana del centro storico ma, semmai, assomiglia di più ad una maniera per fare ‘cassa’ alle spalle dei cittadini, dei residenti, dei commercianti, dei non residenti che lavorano a Palermo e dei turisti, tutti costretti a pagare un ulteriore balzello per assistere al penoso teatrino del centro storico sporco e con cumuli di rifiuti”.

“E poi, in una città vocata al turismo per definizione che fine hanno fatto le risorse rastrellate con il balzello del permesso di soggiorno che dovevano servire ad ampliare i servizi per i turisti?”. E’ la domanda che ha posto anche Confesercenti di Palermo (come potete leggere qui).

 

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