I Siciliani lascerebbero l’UE?

I Siciliani lascerebbero l’UE?
27 giugno 2016

A lanciare la provocazione è Vincenzo Figuccia. Ma saremmo davvero curiosi di sapere cosa voterebbero i Siciliani. Non mancherebbero sorprese che farebbero ‘rabbrividire’ i tanti esponenti di quella casta anti democratica che ha gettato fango sulla volontà dell’elettorato britannico…

 

Si tratta, ovviamente, di una provocazione. Ma sarebbe comunque interessante scoprire cosa pensano i Siciliani dell’UE e, soprattutto, cosa sceglierebbero se fosse data loro la libertà di decidere. A lanciarla è Vincenzo Figuccia, deputato regionale di Forza Italia: “Chiediamo ai Siciliani se stanno bene in questa Europa o se stiamo scivolando in una condizione di miseria e povertà. Su questi temi, e non sulla fuffa come fa Renzi, andrebbe fatta una modifica alla Costituzione per dare una occasione vera alla Sicilia ed al suo popolo attraverso il referendum. Dopo l’esito del referendum sulla Brexit – continua Figuccia- le banche stanno imponendo la linea. L’ informazione ha una sola voce allarmista per creare paura tra la gente. Vogliono farci credere che anche gli inglesi ci stiano ripensando per tenere tutti tranquilli. Hanno paura che altri popoli si ribellino”.

L’unica cosa che non capiamo è come mai Figuccia stia dentro ad un partito come Forza Italia che non ha mai appoggiato le rivendicazioni di questa regione. Le sue dichiarazioni sono più vicine a quelli di movimenti siciliani: che la Sicilia debba liberarsi di Bruxelles, ad esempio, lo ha detto Massimo Costa, leader di Siciliani Liberi.

In ogni caso, la provocazione- non possiamo chiamarla diversamente visto i partito in cui milita e visto che non è realizzabile-  di Figuccia ha un suo perché.

Già un sondaggio serio- se si avessero i mezzi per pagarlo- riserverebbe, a nostro parere, non poche sorprese. Già ce li immaginiamo i parrucconi imbiancati della cultura e i cortigiani tuonare contro una eventuale bocciatura dall’UE. Tirerebbero fuori la mafia, come minimo. I Siciliani devono morire di fame e appena osano alzare la testa, ecco i privilegiati amici dei potenti parlare a vanvera.

Proprio come stanno facendo in questi giorni dinnanzi al risultato del Regno Unito. Un risultato che ha messo in chiaro un aspetto inquietante: sono troppi in Italia e in Sicilia gli spiriti anti democratici. La casta non accetta il responso del popolo britannico e si trincera dietro analisi degne della corte di Luigi XVI e dietro petizioni in parte farlocche e in parte azionate dal terrorismo mediatico scatenato dai poteri forti che si vedono franare il terreno sotto i piedi.

Una delle poche voci fuori dal coro dei pennivendoli è stata quella di Enrico Mentana: “Una cosa deve essere chiara: si può criticare aspramente Cameron che, usando l’arma del referendum, ne è rimasto travolto. Ma è proprio fuori l’idea di democrazia criticare la scelta dell’elettorato britannico. Quando si dà la parola al popolo sovrano, se ne accetta il responso e si riflette. Vista dal Regno Unito, evidentemente, l’Ue non è così seducente. Bisogna prenderne atto o l’Europa sarà archiviata anche da altri responsi popolari”.

 

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