Lumia pensa al modello Scozia per la Sicilia. Scarica Crocetta?

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Il senatore del PD parla di nuove scelte che aspettano la Sicilia. E indica la via scozzese come riferimento, ovvero indipendenza ma dentro l’UE, o comunque, Autonomia ampia. Ma come fa a conciliare queste visioni con il suo appoggio al governatore più anti autonomista della storia? Aria di campagna elettorale? Ha capito che ormai la questione siciliana è sulla bocca di tutti? O davvero prenderà le distanze da Crocetta?

 

Poche certezze in questi giorni di grande confusione e di ancor più grande agitazione. La prima è che la macchina della campagna elettorale siciliana, in vista delle comunali e delle regionali dell’anno prossimo, si è già messa in moto. La seconda- ben più significativa della prima ma in parte collegata- è che la questione siciliana, grazie a quei movimenti e a quelle associazioni che in questi anni, sotto traccia e tra mille censure, hanno combattuto una battaglia contro la ‘cultura’ ufficiale, è finalmente tornata in superficie.

A partire dai media. Anche giornali online di una certa importanza, finora distratti su questi temi, hanno gridato allo scandalo dinnanzi all’ultimo (in ordine cronologico, si teme) inganno di Crocetta che, ancora una volta, in combutta con l’assessore inviato da Roma, ha chiuso l’ennesimo accordo capestro con lo Stato. E questa di per sé è una novità. Per non parlare del clamoroso articolo de l’Espresso (lo leggete qui) sui soldi che lo Stato ruba alla Sicilia. Fino all’anno scorso, notizie simili, passavano in sordina (inclusi i moniti in tal senso della Corte dei Conti). Va da sé che c’è ancora chi non vuole capire (o non può), ci sono poi i soliti ‘salariati’ e c’è chi, per dirla con Shakspeare, atteggiandosi a saggio mostra solo la sua ignoranza (o malafede che sia, le due cose spesso coincidono), o mostra comunque un particolarissimo tipo di saggezza: quella che si fattura.

Tutto bene dunque? Non proprio. La notizia del giorno (scrivere su un blog ci dà la libertà di arrivarci con calma) ci pone qualche interrogativo. Non è che ora che siamo in campagna elettorale qualcuno pensa di cavalcare l’onda della ribalta della questione siciliana per i soliti poco nobili scopi?

Sarà il caso, ad esempio, del senatore del PD, Beppe Lumia? Che c’entra lui- vi starete chiedendo- con la questione siciliana? Non è, forse, l’esponente di un partito- il PD- che più di altri ha svenduto la Sicilia ai soprusi romani? Ebbene, commentando i risultati del referendum inglese, il senatore, alla fine di un post, dice: “Uno sguardo particolare merita la Scozia dove è prevalso il sì all’Europa. Autonomismo moderno e Stati Uniti d’Europa sono delle buone coordinate per individuare la rotta da seguire.  Per la mia Sicilia l’esempio scozzese è una buona traccia da prendere in considerazione, per capire meglio verso dove orientare il nostro cammino. La storia chiama anche la Sicilia posta nel cuore del Mediterraneo a nuove scelte … ne riparleremo”.

Sappiamo tutti che la Scozia, dopo il sì all’uscita della Gran Bretagna dall’UE, è pronta a chiedere un altro referendum per l’indipendenza.  Il senatore Lumia ci sta dunque dicendo che per la Sicilia sogna l’indipendenza dall’Italia ma la permanenza nell’Unione europea? Oppure parla dell’attuale Scozia che gode di una ampia Autonomia? In entrambi i casi è una dichiarazione bomba. Ora, al di là di chi storcerà il naso (e non sono pochi) dinnanzi ad una prospettiva che liberi la Sicilia dalla dominazione italica lasciandola nelle fauci di Bruxelles, che un esponente del PD possa parlare di modello scozzese, è un fatto eclatante.

Ma torniamo ai dubbi iniziali: questa sua nuova convinzione è dettata dalla campagna elettorale?

Se così non è, sarebbe lecito aspettarsi una prossima dichiarazione del senatore Lumia in cui prende le distanze dal governatore Rosario Crocetta. Non si può sognare il modello scozzese per la Sicilia (sia che si riferisca all’indipendenza e sia che parli di Autonomia) e, allo stesso tempo, essere un sostenitore di un governatore che, peggio di un Cuffaro qualsiasi, ha consentito a Roma di depredarci anche in un momento in cui i Siciliani sono ridotti alla fame.

Crocetta si è mostrato il più grande nemico dell’Autonomia e non importa se perché non ha gli strumenti culturali per apprezzarla (basterebbe rileggere Pio La Torre) o perché pensa solo a una carriera post governo. I fatti ci dicono che, dalla rinuncia ai contenziosi con lo Stato (5 miliardi di euro regalati a Roma mentre i comuni siciliani sono in default) al più recente accordo con cui accetta una quota fissa (briciole) in cambio del colpo di grazia all’Autonomia finanziaria, questo Presidente è totalmente anti autonomista. 

Allora senatore Lumia, delle due l’una: o lei, come altri, sta usando questi temi per tentare di avvicinare quella parte di opinione pubblica siciliana sempre più consapevole dei propri diritti (calpestati), o lei a breve annuncerà il suo addio a Crocetta. E per coerenza, lo stesso dovrebbe fare col suo partito.

Non vediamo altre possibili vie. Se vuole suggerirci qualcosa, come peraltro le chiediamo in un messaggio su FB, faccia pure. Siamo curiosi di sentire il suo punto di vista.

Sicuramente, ne riparleremo….

 

 

 

Visualizza commenti

  • Che cosa abbia voluto dire lo sa soltanto lui.
    Non so se abbia evocato la Scozia per fare finalmente attuare l'autonomia finanziaria, mai calpestata come oggi, o addirittura per l'indipendenza (capisco, nella UE, da Lumia non pretenderei nulla di più).
    Però so una cosa per certo: Lumia in questi 3 anni è stato (pochi se lo ricordano) l'unico senatore siciliano eletto con una lista regionale, teoricamente autonomista, "Il Megafono".
    In teoria lui è stato come il senatore dell'Union Valdotaine, e quindi non deve la propria elezione al PD, ma a quei siciliani che hanno creduto a Crocetta e al suo progetto pseudo-autonomista.
    In questi 3/4 anni avrebbe potuto:
    - aderire al Gruppo misto come tutti gli autonomisti storici,
    - difendere l'autonomia finanziaria della Sicilia,
    - condizionare un governo, traballante proprio al Senato (ecco perché è importante che il Senato esista e quindi far vincere il NO al referendum), per difendere ogni giorno gli interessi della Sicilia, dalle strade, alle scuole, dalla giustizia, all'agricoltura, alla pesca, e così via.
    Cosa ha fatto in questi anni il nostro "senatore autonomista"?
    La lega aveva ai tempi dei suoi esordi il senatur...noi abbiamo avuto in lui 'u sinaturi... ebbene che ha fatto?
    Chi se lo ricorda? Io in questi anni l'ho visto in TV solo qualche volta, nei momenti cruciali della Cirinnà, avvicinarsi alla nota senatrice e bisbigliare spesso qualcosa (chissà cosa? non lo sapremo mai... certamente parlavano di Sicilia). Per il resto NIENTE, DI NIENTE, DI NIENTE, DI NIENTE.
    Ora scopre il modello "scozzese"...
    Per favore...

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