Brexit, Costa: “La vera indipendenza è quella dall’UE. Anche per la Sicilia”

Brexit, Costa: “La vera indipendenza è quella dall’UE. Anche per la Sicilia”
24 giugno 2016

Il leader del movimento indipendentista, Siciliani Liberi, analizza il voto inglese parlando di nuove prospettive anche per la Sicilia…Che non può liberarsi dall’Italia per finire nelle grinfie di Bruxelles e Francoforte. Una critica agli indipendentisti scozzesi che ancora si dichiarano filo-Ue

“Da Londra arriva una lezione che passerà alla storia: l’Europa dei banchieri sanguisuga può essere fermata”. Commenta così il risultato del referendum inglese che ha sancito la vittoria di chi vuole lasciare l’Unione europea, Massimo Costa, leader del movimento indipendentista, Siciliani Liberi. Che, si sofferma anche sul significato di questo referendum per gli indipendentisti siciliani sottolineando che  “la vera indipendenza, per ogni popolo, è quella che sancisce la libertà dall’Unione europea”.

Ma andiamo con ordine.

Massimo Costa

Massimo Costa

Costa comincia ribadendo che “questa Europa ormai non è il sogno di una confederazione pacifica di stati, magari di stati regionali, ma è una consorteria di banche che ha sovvertito tutti gli ordinamenti democratici, che ci sta imponendo trattati commerciali in cui i produttori locali vanno in rovina. Questa Europa contribuisce allo sfruttamento globale dei paesi poveri; sfruttamento che alimenta un esodo biblico volto non ad “accogliere” i “migranti” come ci raccontano ma a reintrodurre la schiavitù in Europa, intanto per i nuovi venuti, e poi – date tempo al tempo – anche per i vecchi residenti. Questa Europa non riconosce diritti ai lavoratori, ai consumatori e ai cittadini, ma neanche ai piccoli imprenditori e ai professionisti, per i quali è in atto il più grande processo di proletarizzazione mai osservato dalla Rivoluzione Industriale ad oggi. Questa Europa predica un mondo senza radici, senza nazioni, senza diritti, senza corpi sociali intermedi, senza famiglie, senza democrazie, senza autonomie, ma soltanto fatta di sudditi/consumatori/schiavi”.

Questo mondo immondo, in cui ci dobbiamo sopportare anche le prostitute “riformiste” delle sinistre europee, da Tsipras a Corbin, passando per Podemos, che fanno finta di essere contrari agli aspetti peggiori di questa Europa, ma che non vogliono toccato l’euro né i trattati commerciali capestro e la burocrazia asfissiante, questo mondo – dicevamo – si avvia a morire. Oggi tutti sanno che l’Europa è un mostro, ma l’Europa è tenuta insieme dalla paura, dalla paura del vuoto, dell’ignoto. Da ora in poi la Gran Bretagna starà là a dimostrare che un’altra Europa è possibile. Un’Europa di libertà e democrazia, contro quella della burocrazia e dell’oppressione. Come si potrà impedirne l’imitazione”?

La seconda lezione che ci arriva, dice Costa, è che “anche l’Euro, la più sbagliata delle monete, ha i giorni contati. Non sono bastati Obama, il Fondo Monetario Internazionale, l’Unione Europea, la City di londra, Soros, Junker, la Chiesa anglicana, la stampa “embedded” e tanti tanti altri “potenti” del mondo a impedire il naufragio.Si farà certamente un referendum in Olanda, quale credete sarà il risultato? Come voteranno i francesi l’anno prossimo? Fa un po’ pena vedere gli schiavi mediterranei affezionati alle loro catene, ma – nonostante loro – torneremo liberi”.

Ma la terza lezione- sottolinea Costa- è quella più importante per noi Siciliani, come per tutti i popoli europei senza stato: LA VERA INDIPENDENZA E’ DALL’UNIONE EUROPEA! Noi siamo disposti anche a negoziare, a “sopportarla”, a inserirci nelle pieghe dei diritti delle “regioni insulari” finché non è possibile nulla di meglio. Ma questa è solo “realpolitik”. Non si può essere “indipendentisti dall’Italia” e poi andarsi a mettere nuove, più pesanti, catene da Bruxelles o Francoforte. Oggi da queste elezioni esce sconfitto anche l’indipendentismo scozzese, che si attarda nella posizione europeista più reazionaria. Noi non li comprendiamo. Oggi è un giorno di festa anche per l’indipendentismo siciliano. Una strada è segnata anche per noi, e chissà che l’antica cugina normanna della Sicilia, libera finalmente dalle massomafie globali che pure lì hanno avuto la loro culla storica (ma che in realtà sono apolidi), non possa essere di aiuto e di esempio per l’altra grande isola europea che oggi lotta per la propria indipendenza: la Sicilia”.

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