Ora Renzi si prepara a perdere il referendum di Ottobre sulle ‘presunte’ riforme costituzionali

20 giugno 2016

I risultati elettorali dimostrano con chiarezza che gli italiani non credono più alle balle di Renzi. I dati delle elezioni comunali non vanno sovrapposti ai risultati delle politiche. Ma davanti a un capo del Governo che ‘politicizza’ tutto, elezioni amministrative e ‘presunte’ riforme costituzionali, una domanda è d’obbligo: per quale motivo chi guida un Governo fallimentare dovrebbe risultare credibile come riformatore della Costituzione? A Ottobre, insomma, Renzi potrebbe inanellare un’ulteriore sconfitta sul referendum

I risultati dei ballottaggi confermano quanto emerso al primo turno: la crisi del PD di Renzi e l’avanzata, impetuosa, del Movimento 5 Stelle. Il messaggio politico che esce dalle urne è preciso: gli italiani ‘bocciano’ l’attuale Governo nazionale e guardano a un’alternativa che non è più rappresentata da Silvio Berlusconi. Un segnale veramente brutto per Renzi, anche in vista del referendum di Ottobre sulle riforme costituzionali.

Nello scenario politico che si va delineando, non è improbabile una valanga di “No” al referendum di Ottobre. Del resto, se Renzi non è più credibile come capo del Governo, perché dovrebbe risultare credibile come promotore di una riforma costituzionale, peraltro molto contestata di per sé?

Per Renzi e Berlusconi la situazione politica si complica. PD e Forza Italia, insieme, ignorando un pronunciamento della Corte Costituzionale – che ha definito incostituzionale la legge elettorale detta Porcellum – hanno ‘confezionato’ e approvato una nuova legge elettorale (l’Italicum) che ricalca e peggiora il Porcellum. Ma adesso, paradossalmente, questa legge elettorale potrebbe favorire proprio i grillini.

Va da sé che i risultati elettorali delle amministrative non vanno sovrapposti alle precedenti elezioni politiche. Ma è anche chiaro che, dalle urne, è emersa, da parte degli italiani, una voglia di cambiamento che né il PD, né Berlusconi riescono più a interpretare.

Renzi ha avuto dalla sua parte i poteri forti e la grande informazione: ma gli è servito a poco. Contrariamente a quello che pensano l’attuale presidente del Consiglio e i suoi stretti collaboratori, la gente non è stupida. Il tentativo di aver fatto credere che il suo Governo ha “abbassato le tasse” non è passato. Gli italiani hanno capito l’imbroglio e hanno penalizzato gli imbroglioni.

Gli italiani hanno capito che il Governo Renzi ha sì tolto l’IMU sulla prima casa, ma ha aumentato una serie di tasse occulte che hanno praticamente annullato gli effetti positivi legati all’eliminazione della stessa IMU. In più, ha affamato i Comuni, che sono tutti senza soldi che, per sopravvivere, sono stati costretti ad aumentare spaventosamente tasse e imposte locali.

Il PD renziano pensava che con una ‘buona disinformazione’ avrebbe sistemato tutto. Ma non è andata così. Perché, alla fine, la verità emerge. Perché la gente, nonostante i giochi di prestigio sui conti economici del Governo Renzi, a fine mese non arriva comunque.

In più gli italiani hanno capito che il Governo Renzi non solo non ha ‘abbassato le tasse’, ma sta riducendo le risorse per la sanità pubblica, se è vero che la gente, in Italia, in tanti casi, non ha più i soldi per curarsi. Mentre gli ospedali pubblici sono sempre più in tilt. 

Impressionante quello che sta succedendo in Sicilia nel settore della sanità dove (come abbiamo raccontato ieri in questo articolo) non si capisce che fine facciano i 9,3 miliardi di Euro che dovrebbero essere utilizzati per la sanità.

Renzi, insomma, è sempre meno credibile. Come capo del Governo sta ottenendo risultati pessimi. Tutti hanno ormai capito che il suo è un Governo nato non per sostenere gli italiani, ma per favorire, ad esempio, le banche.

Incredibile la proposta lanciata qualche giorno fa: ovvero tentare di coprire una parte dei ‘buchi’ del sistema bancario italiano con i soldi dei pensionati. Un’idea vergognosa, da realizzare sulle spalle di gente che, una volta raggiunta la pensione, avrebbe – nella stragrande maggioranza dei casi – i soldi per arrivare a fine mese e che dovrebbe lasciare un ‘obolo’ al sistema bancario.

Per non parlare del fallimentare Jobs Act, dell’attacco continuo al Mezzogiorno (Renzi non si è limitato a ignorare il Sud, come hanno fatto tanti suoi predecessori: lo ha ‘attaccato’ togliendogli, ad esempio, 12 miliardi di Euro che erano già delle regioni meridionali e che il suo Governo ha utilizzato per sostenere le imprese del Centro Nord con il già citato Jobs Act).

E che dire degli 80 Euro al mese di sgravi fiscali distribuiti a oltre 11 milioni di persone (e fatti pagare alle Regioni!) e qualche giorno fa richiesti indietro a un milione e 400 mila persone circa?

Un personaggio, questo Renzi, che ha minato pesantemente la credibilità di un partito – il PD – al quale ha cambiato fisionomia politica. Nato dalla fusione tra ex comunisti ed ex democristiani (della sinistra Dc), il Partito Democratico, oggi, sempre appiattito sugli interessi de monopolisti, delle banche e di interessi che poco o punto hanno a che spartire con la sinistra.

I risultati, oggi, sono sotto gli occhi di tutti.

 

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