Sanità a Trapani/ Controreplica dell’UGL: “I vertici dell’ASP stressano i medici e penalizzano i pazienti”

Sanità a Trapani/ Controreplica dell’UGL: “I vertici dell’ASP stressano i medici e penalizzano i pazienti”
19 giugno 2016

Anche a Trapani la storia è sempre la stessa: si risparmia sulla pelle dei medici, sempre più stressati da turni assurdi, e sulla pelle dei cittadini-utenti. Il tutto per coprire gli scippi finanziari del Governo Renzi ai danni della Regione. Questo il ‘succo’ della controreplica dell’UGL siciliana alla gestione dell’ASP trapanese. Resta una domanda – che non riguarda solo lo sfascio della sanità trapanese, ma tutta la Sicilia: che fine fanno i 9,3 miliardi di Euro che dovrebbero essere utilizzati ogni anno nella sanità siciliana?  

“Restiamo basiti dalla replica del direttore sanitario dell’ASP di Trapani che nel contestare frettolosamente ed in maniera imprecisa le argomentazioni dell’UGL, lascia trasparire la preoccupazione di una gestione della sanità nelle strutture ospedaliere trapanesi che lascia spazio a più di una critica, dandoci ragione”.

A dichiararlo Giuseppe Messina, Responsabile regionale dell’UGL Sicilia commentando il comunicato stampa, riportato qualche giorno fa da un quotidiano online, del direttore sanitario dell’ASP di Trapani, Antonio Siracusa, sulle affermazioni dell’UGL in merito alle condizioni della rete ospedaliera della provincia di Trapani.

(Qui potete leggere le precisazioni del direttore dell’ASP di Trapani, Antonio Siracusa)

“Personalizzare il contenuto della replica senza fornire adeguate risposte – precisa Messina – è sintomatico di quello che andiamo dicendo sulla gestione dell’Azienda Sanitaria di Trapani che, nel perseguire l’unico obiettivo del risparmio a tutti i costi, si dimentica degli utenti, del personale, dei servizi e delle regole”.

Per il sindacalista dell’UGL, “ammettere che i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) sono messi a dura prova da un mero e freddo calcolo matematico, non è facile; arrivare, però, al punto da descrivere una condizione del sistema sanitario trapanese lontana dalla realtà, lasciando trapelare che tutto vada bene, non è accettabile”.

“Cosa c’entra il campanilismo – rilancia Messina – detto poi da chi è stato primario nella struttura ospedaliera e dovrebbe conoscere la storia recente della sanità del territorio? Razionalizzare le risorse umane in un momento di crisi, dove l’unico obiettivo è risparmiare a qualunque costo, non può significare mettere una pezza ad una chiara carenza di organico, che non si risolve di certo con l’accorpamento della Cardiologia di Mazara del Vallo con quella di Castelvetrano”.

“Nessuno vuole offendere la professionalità dei medici, che come organizzazione sindacale difendiamo in ogni dove, chiarisce il sindacalista -. La questione è un’altra. C’è un impegno preciso della politica e dell’ASP di Trapani di garantire l’autonomia funzionale della Cardiologia di Mazara del Vallo per la sua storia e per la risposta in termini di prestazione sanitaria erogata dal 1985 ad oggi, da quando è nata l’Unità coronarica a Mazara del Vallo, prima in provincia di Trapani. Impegno che pare venire meno con l’ accorpamento camuffato dalla esigenza di garantire Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e le ferie al personale, peraltro legittime”.

“Come si può pretendere di garantire il LEA – commenta il Responsabile regionale dell’UGL siciliana – se dall’accorpamento ci sarà una riduzione di posti letto e non si potrà monitorare i pazienti perché le apparecchiature poste al piano di sotto sono obsolete e che per smontare i monitor per spostarli dal quarto al secondo piano del nosocomio Castelvetrano, a seguito dell’accorpamento della Cardiologia di Mazara con quella Castelvetrano, occorrerebbe almeno un mese”.

“La verità – ammonisce Messina –  è che con l’ accorpamento non si risolve la carenza di organico di cardiologia, anzi si potrebbe creare conflittualità tra esperienze entrambe importanti ma diverse. E la conferma di ciò che sosteniamo arriva dal reparto di Medicina dell’ospedale selinuntino dove l’accorpamento è già avvenuto, ma non ha prodotto risultati che oggi dall’ASP vorrebbero farci credere che arriverebbero dall’unificazione delle due Unità di Cardiologia”.

“Con un organico di dodici medici ridotto ad otto, da qualche mese, per la scelta di alcuni di rinunciare a vario titolo e con due effettivi in malattia, sono solo in sei a dover gestire trenta posti letto oltre i tanti ricoveri aggiuntivi di pazienti appoggiati su altri reparti. Medici della Medicina che vengono spremuti con turni assurdi ed uno stress che ha raggiunto i limiti di sopportazione. Così è facile risparmiare. Altro che accorpamento”.

“E poi a chi non ha avuto il buon senso di fornire risposte adeguate o dare seguito alla nostra richiesta d’incontro – aggiunge Messina – diciamo che l’UGL è un sindacato responsabile, al punto tale da aver chiesto per tempo un incontro al direttore generale dell’ASP ed all’assessore regionale alla Salute, rimasto inevaso. Se il direttore sanitario dell’Azienda Sanitaria trapanese è troppo indaffarato a difendere sulla stampa l’esponente del governo regionale, trapanese pure lui, dimenticando di leggere le carte in ASP, non possiamo ritenerci responsabili”.

“La verità è che forse parlare con un’organizzazione sindacale che ragiona diversamente non piace – conclude il reggente dell’UGL nell’Isola -. La sanità in provincia di Trapani, come in larga parte della Sicilia, non funziona. Presenteremo presto un dossier sulla sanità isolana. Se ne facciano una ragione quelli che si sforzano ogni giorno di sostenere il contrario”.

P. S.

L’UGL siciliana pone un tema serio: possibile che i manager della sanità siciliana siano impegnati, mattina e sera, a risparmiare sulla pelle dei medici, degli infermieri e dei cittadini-utenti?

Ricordiamo due fatti estremamente gravi. Il primo è stato segnalato, lo scorso anno, dalla Corte dei Conti per la Sicilia nella relazione al giudizio di parifica al Bilancio regionale consuntivo. Dove si parla, espressamente, di risorse finanziarie destinate alla sanità siciliana stornate in altri settori dell’Amministrazione regionale. 

Il Governo regionale, con la connivenza dell’Ars, ha utilizzato una parte dei 9,3 miliardi destinati alla sanità per altre spese. Le mancate erogazioni alle ASP e alle Aziende ospedaliere siciliane sono state camuffate da ‘debiti’ della sanità che sono stati pagati con due mutui: uno da un miliardo di Euro e un secondo da 600 milioni di Euro.

Facendo passare i ‘buchi’ del Bilancio della Regione – Bilancio ‘saccheggiato’ dal Governo nazionale – per debiti delle ASP e delle Aziende ospedaliere siciliane, il Governo regionale – d’accordo con Roma – ha aggirato la legge che non consente a una pubblica amministrazione di contrarre mutuo per la spesa corrente.

Di fatto, Governo nazionale e Governo regionale hanno operato il seguente raggiro ai danni degli ignari contribuenti siciliani:

il Governo romano ha ‘saccheggiato’ i soldi della Regione;

il Governo Crocetta, negli anni passati, non ha erogato tutti i fondi previsti dalla legge ad ASP e Aziende ospedaliere;

poi lo stesso Governo regionale ha fatto passare come ‘debiti’ di ASP e Aziende ospedaliere i fondi che non ha erogato;

e per pagare questi ‘debiti’ di ASP e Aziende ospedaliere ha contratto due mutui che vengono pagati dai Siciliani con la maggiorazione delle aliquote IRAP e IRPEF.

In questo gioco di prestigio ai limiti della truffa contabile ci sono due problemi.

Primo problema. ASP e Aziende ospedaliere siciliane non possono andare in deficit gtestione, pena il commissariamento. Com’è che non sono state commissariate? Perché i manager, sottobanco, reggevano il gioco al Governo regionale sulla pelle dei cittadini?

Secondo problema. ASP e Aziende ospedaliere, avendo ricevuto risorse inferiori rispetto a quelle previste, o non hanno pagato i fornitori (che sono stati pagati dopo che sono arrivati i soldi dei due mutui), o si sono indebitati con le banche.

Ebbene, se si sono indebitati con le banche si prospetterebbe l’ipotesi di danno erariale. 

Quest’anno c’era l’impegno a non erodere più i fondi della sanità. Anche perché una sentenza della Corte Costituzionale ha ribadito che le pubbliche amministrazioni non possono contrarre mutui per pagare i debiti. Il giochetto sui mutui non si può fare più.

Ma stranamente tutta la sanità siciliana è in sofferenza. Perché? Il Governo sta ancora una volta erodendo i fondi destinati alla sanità per sopperire ai soldi che il Governo Renzi scippa alla Regione?

Ne sapremo un po’ di più quando la Corte dei Conti, a fine mese, presenterà la relazione al consuntivo 2015. Sapremo cosa hanno combinato nel 2015: ed è già importante. Ma avremo solo valori tendenziali per l’anno in corso. 

Che fare, allora? Quello che sta facendo l’UGL: avviare un’indagine su tutta la sanità siciliana.

Quello che avrebbero dovuto fare i grillini dell’Ars e che, fino ad oggi, non hanno fatto.  

 

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