Incendi in Sicilia: le idiozie dette sui forestali e le responsabilità di Regione e Comuni

Incendi in Sicilia: le idiozie dette sui forestali e le responsabilità di Regione e Comuni
19 giugno 2016

La politica siciliana (Amministrazione regionale e Comuni) ha riempito giornali e Tv di accuse contro gli operai della Forestale. Un modo per nascondere le proprie, gravissime responsabilità e per scaricarle su altri. I fatti, però, parlano chiaro: non solo gli stessi governanti siciliani ammettono che le attività antincendio sono iniziate il 15 Giugno (e dovrebbero iniziare ad Aprile), ma si scopre anche che gli stessi operai della Forestale avviati al lavoro il 15 Giugno non avevano i mezzi e le attrezzature per spegnere gli incendi. La politica – come ha detto Pino Apprendi – è stata inesistente. Ma la disinformazione ha fatto e fa ancora a gara con la politica…

di C.Alessandro Mauceri

Sono giorni di fuoco in Sicilia e a Palermo. Non per le temperature, che pure sono arrivate a superare i 43° C. E nemmeno a causa degli incendi appiccati dai piromani in molte parti dell’Isola: a Cefalù, Terrasini, Monreale, San Martino dello Scale e Monte Pellegrino, oltre che a Palermo. Ma incendi sono divampati anche sui Nebrodi, in provincia di Agrigento e di Ragusa.

Come sempre accade in questi casi, l’aria è diventata incandescente per le dichiarazioni rilasciate da molti politici e le inevitabili discussioni che ne sono seguite.

Ad appiccare il fuoco delle polemiche è stato il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, che, in concomitanza con il vertice presso la prefettura di Palermo, ha lanciato il suo anatema contro i piromani:

“Durissimi contro i responsabili. Situazione sotto controllo, indagini in corso con tutti i mezzi necessari”.

A distanza di due giorni dalla sua dichiarazione, non tutti i 500 incendi sono stati spenti del tutto, nonostante l’instancabile lavoro di  Forestali, Vigili del Fuoco e Forze dell’ordine, mentre i Canadair continuano a volare su Palermo.

Anche il Sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, ha tuonato sull’accaduto:

“Colpa di qualche farabutto tra i forestali”. E ancora: “Se c’è qualche farabutto che ritiene di garantirsi affari e posti di lavoro distruggendo il territorio siciliano, troverà le istituzioni a contrastarli”.

Simile, ma più pacato nei toni, il giudizio del presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, che, in una intervista, ha affermato:

“Ricordo che di recente la Regione ha licenziato decine di forestali con condanne per mafia o per avere appiccato incendi. Mi fa orrore il pensiero che criminali siciliani possano incendiare parchi e boschi centenari”.

A rispondere alle loro affermazioni è Filippo Occhipinti, consigliere comunale di Palermo:

“E’ indubbio che i fuochi siano stati appiccati da maledetti piromani. Chi crede all’autocombustione è solo uno sciocco. Ma 500 incendi in tutta la Sicilia non sono opera di singoli piromani, ma di una strategia ben precisa”.

Difficile dargli torto: centinaia di incendi sono divampati quasi contemporaneamente in luoghi che si trovano ai capi opposti dell’Isola.

Il problema, secondo Occhipinti, è che “è  del tutto evidente che tutta la ‘macchina’ Regionale dei soccorsi è andata in tilt, poco preparata ad affrontare una situazione a dir poco infernale, se non satanica. I piromani sono i primi colpevoli, lo Scirocco è colpevole, ma altrettanto colpevole è la mancata prevenzione e scarsi mezzi a disposizione sono una colpa altrettanto evidente”.

Ancora una volta impossibile non condividere la sua opinione. Tanto più che è supportata dai pareri di due “tecnici”.

Il primo è Pino Apprendi, il quale, che oltre ad essere esponente del PD, è stato vigile del fuoco per decenni: “Poche volte nel corso dei miei quasi 40 anni di servizio nei Vigili del Fuoco ho assistito a simili eventi catastrofici; ma è pur vero che in altri tempi non si era nelle condizioni di prevedere con gli appositi servizi meteo, o di sapere con anticipo l’avvicinarsi di queste temperature tropicali”.

E ha aggiunto:

“Mi piacerebbe sapere quali organismi si sono riuniti, nei giorni che hanno preceduto gli eventi, quali provvedimenti di prevenzione sono stati adottati, quali risorse “aggiuntive” sono state messe a disposizione”.

“Se è vero, come è vero, che il giorno prima è stata avviata la campagna antincendio, quale piano di prevenzione è stato messo in atto? Come sono state distribuite nel territorio a rischio le unità operative antincendio? Perché non si è provveduto a rinnovare la convenzione fra Regione Siciliana e Vigili del Fuoco ? Come è stato predisposto l’utilizzo dei volontari?  Le forze dell’Ordine sono state avvertite che potevano verificarsi di questi eventi per mano dell’uomo?”. “La politica è pressoché inesistente” ha aggiunto Apprendi. (qui potete leggere un articolo con tutte le dichiarazioni di Pino Apprendi)

Tesi confermata da Occhipinti che ha ripetuto senza mezzi termini che “Presidente della Regione e Capo della Protezione Civile si sono rivelati inutili ad organizzare un soccorso tempestivo e appena sufficiente , ma soprattutto inutili ad organizzare la necessaria prevenzione che questo anno non è neanche iniziata”.

Il risultato, per Occhipinti, è deludente: “Centinaia di milioni di euro spesi per l’emergenza, nulla per la prevenzione e la Sicilia in fumo e fiamme. La ‘macchina’ organizzativa, con la mancata prevenzione innanzitutto, è il primo imputato. Ma i vertici della Politica regionale e Nazionale sono quelli che dovrebbero essere cacciati a calci nel sedere. Partiti che continuano a sostenere un Presidente della Regione, Rosario Crocetta, ormai evidentemente e inesorabilmente incapace ad affrontare anche la minima situazione e che fa delle dichiarazioni imbarazzanti e scontate”.

A confermare la tesi di Occhipinti è stato anche Salvatore Ferrara, presidente del MAB Sicilia, l’organismo che raggruppa i forestali. Quanto è avvenuto “non è colpa degli operai antincendio boschivo forestale, ma di una struttura governativa e dirigenziale assente”, ha detto Ferrara. La verità è che, come ogni anno, MAB Sicilia (e altri enti) già da tempo avevano allertato molti sindaci della Sicilia, le Prefetture, l’assessorato Territorio e Ambiente e il Comando del Corpo Forestale della Regione Sicilia chiedendo l’anticipo della campagna antincendio. Che esisteva “un altissimo rischio di sviluppo incendi in questi giorni” ha detto Ferrara, “lo si sapeva da tempo”. E, come ogni anno, era stato richiesto che il personale del servizio stagionale antincendio venisse reso operativo anticipatamente, già nei primi mesi di maggio per eseguire nei Parchi, nelle Riserve naturali, ma anche nei Comuni alcuni lavori di prevenzione. Lavori che comprendono “la sistemazione delle infrastrutture antincendio come: strade, invasi, torrette e mezzi”.

“Da anni gli operai si sacrificano per spegnere gli incendi e controllare il territorio con grande professionalità e sacrificio mettendo a volte a repentaglio la propria vita” ha ribadito Salvatore Ferrara.

“Anche a Palermo”, ha ribadito Occhipinti, “è mancata la macchina dei soccorsi: celebrare atti di eroismo, di cittadini e forze dell’ordine o dei vigili urbani che a mani nude con mezzi di fortuna o con delle bacinelle hanno affrontato e spento focolari salvando case e vite umane, è lo specchio di una certezza. Da oggi scopriamo di essere soli contro le emergenze”.

Il risultato di questa cattiva gestione e prevenzione è sulle prime pagine di tutti i giornali: centinaia di sfollati, diverse decine di persone finite in ospedale per malori causati dall’inalazione dei fumi, due ustionati (dei quali uno grave, nel messinese). Ancora incalcolabili i danni al territorio.

Né il sindaco di Palermo, né il presidente della Regione, né il ministro Alfano hanno detto che gli incendi che hanno devastato i boschi sopra Montepellegrino potrebbero aver causato anche altri danni: è qui infatti che, nella prima metà del 1900, George Evelyn Hutchinson, trovò le prove della teoria della biodiversità (la ricorrenza è stata celebrata poche settimane fa). Ora quell’area, grazie all’incuria e alla disattenzione di chi governa, è ridotta a pochi tronchi bruciacchiati e, a causa dell’incuranza e dell’indifferenza di chi governa, potrebbe essere stato distrutto definitivamente un sito di importanza storica e scientifica senza eguali.

Nessuno però ne ha parlato. Sindaco e governatore, invece di assumersi le proprie responsabilità, hanno preferito attribuire la colpa ai Forestali o ai Vigili del Fuoco.

Ancora una volta fuori dal coro Occhipinti:

“Un plauso però bisogna farlo a tutti gli uomini coinvolti nei soccorsi: Vigili del fuoco, Vigili Urbani, Forestali, semplici cittadini, volontari animalisti. Sono loro gli unici ‘capaci’ in tutta la vicenda. Le macchine della Protezione civile in moltissimi Comuni della Sicilia non esistono e dove ci sono con sempre meno attrezzati per fronteggiare emergenze di questo tipo e Palermo non fa eccezione. Anche a Palermo è mancata la macchina dei soccorsi. È necessario un concreto investimento in mezzi e organizzazione in tutta la Sicilia e che la prevenzione va fatta per tempo”.

A confermarlo è di nuovo Salvatore Ferrara del MAP:

“Il mal funzionamento della ‘macchina’ regionale siciliana sugli incendi si deve andare a cercare altrove. In questo momento siamo in servizio, ma non attivi. I mezzi antincendio in nostra dotazione dopo un anno risultano in cattive condizioni di funzionamento, se non addirittura inutilizzabili e sporchi. Mezzi che dovrebbero al momento della consegna essere controllati e resi efficienti; la stessa situazione riguarda il sistema di radiocomunicazione della dorsale pluridigitale. Ricordiamo che i collegamenti tra mezzi e sala operativa regionale o provinciale per noi che operiamo risultano di fondamentale importanza sia per la sicurezza del personale, sia per l’attività di protezione civile e spegnimento incendi. Inoltre segnaliamo che gli operai forestali AIB già in servizio non sono stati utilizzati dall’Amministrazione per la manutenzione delle postazioni, strade di servizio, invasi e torrette di avvistamento, tuttora  invase dalla vegetazione e molto sporche”.

Quella degli incendi estivi pare essere diventata ormai un’ ‘abitudine’. E né il governo regionale, né quello nazionale, fino ad ora, hanno dimostrato di saper fare molto per evitare che questi eventi si ripetano ogni estate: così, ogni anno, in Sicilia gli incendi distruggono boschi che sono un patrimonio per l’umanità.

Parlare dopo che gli incendi sono divampati (e lanciare accuse), non ha alcun senso. Specie dopo che non era stata fatta alcuna prevenzione.

Nonostante le preghiere e le richieste di Vigili del Fuoco e Forestali (quelli che in prima persona, rischiano la propria vita per spegnere gli incendi) e di pochi politici che, indipendentemente dalla casacca che indossano, dimostrano di avere realmente a cuore la Sicilia, chi gestisce la cosa comune ha dimostrato una volta di più che le promesse fatte ai cittadini erano solo fumo. Quello degli incendi che un piccolo esercito di pazzi piromani senza scrupoli hanno fatto levare in cielo appiccando ben 500 incendi in un solo giorno.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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