Pino Apprendi sugli incendi in Sicilia: “La politica pressoché inesistente”

Pino Apprendi sugli incendi in Sicilia: “La politica pressoché inesistente”
18 giugno 2016
Lo storico esponente della sinistra di Palermo – che per 40 anni ha fatto il Vigile del fuoco e che quindi parla con cognizione di causa – mette in evidenza le inefficienze, i ritardi, la disorganizzazione di chi, oggi, dovrebbe difendere l’incolumità pubblica dei Siciliani dagli incendi. Accuse precise, quelle di Pino Apprendi che ribadiscono quello che questo blog ha segnalato: la totale mancanza di azioni di prevenzione dimostrata, in questa vicenda, dall’attuale Governo regionale
  
Gli incendi che hanno devastato la Sicilia: tra le tante lacrime di coccodrillo e le auto-assoluzioni di queste ore da parte dei politici, tra le accuse ai piromani e agli operai della Forestale (tragicomiche le parole del Ministro degli Interni, il siciliano Angelino Alfano, che adesso vorrebbe punire i responsabili: e perché non comincia dal Governo regionale che il suo partito sostiene?), c’è anche la voce di un politico serio, che nasconde la verità dietro la demagogia da quattro soldi come fanno gli altri politici, compresi quelli del suo partito: parliamo di Pino Apprendi, già parlamentare regionale del PD, una vita nel vecchio Pci.
Apprendi, oltre ad essete impegnato in politica, nella vita ha fatto il vigile del fuoco: quindi la sua è una voce autorevole: la voce di chi parla con cognizione di causa, e non per nascondere i disastro combinati – anche su questo fronte – da chi oggi governa la Sicilia.
“Poche volte nel corso dei miei quasi 40 anni di servizio nei Vigili del fuoco – scrive Apprendi – ho assistito a simili eventi catastrofici; ma è pur vero che in altri tempi non si era nelle condizioni di prevedere con gli appositi servizi meteo, o di sapere con anticipo l’avvicinarsi di queste temperature tropicali”.
“In queste ore – prosegue Apprendi – ho sentito dichiarazioni di  ‘autoassoluzione’; mi dispiace, a nessuno può essere concesso. In questi casi la repressione non può competere con la vastità del disastro; mi piacerebbe sapere quali organismi si sono riuniti, nei giorni che hanno preceduto gli eventi, quali provvedimenti di prevenzione sono stati adottati, quali risorse ‘aggiuntive’ sono state messe a disposizione. Non ci siamo”.
“Se è vero, come è vero, che il giorno prima è stata avviata la campagna antincendio – dice sempre Apprendi – quale piano di prevenzione è stato messo in atto? Come sono state distribuite nel territorio a rischio le unità operative antincendio? Perché non si è provveduto a rinnovare la convenzione fra Regione siciliana e Vigili del Fuoco ? Come è stato predisposto l’utilizzo dei volontari? Le forze dell’Ordine sono state avvertite che potevano verificarsi di questi eventi per mano dell’uomo?”.
“Ormai ci siamo abituati alle lacrime del giorno dopo – conclude Apprendi -. Solo per un caso fortuito non ci sono state vittime. L’episodio dei bambini di Monreale che sono dovuti ricorrere a cure mediche, ne è un esempio. Appare che gli interventi delle forze in campo non si siano svolti secondo una strategia d’insieme. La politica pressoché inesistente”.
P.S.
Che dire? Che gli attuali governanti – il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, l’assessore all’Agricoltura, Antonello Cracolici, il ministro degli Interni, Angelino Alfano, i presidenti degli Enti Parco della Sicilia (espressione della politica-politicante che oggi governa la Sicilia) – dovrebbero avere il buon gusto di stare zitti.
Per un motivo semplice: perché i primi responsabili di quello che è successo sono loro, visto che, ancora una volta, hanno dimostrato di essere inadeguati al ruolo che esercitano.

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