Pino Aprile: “Il PD? Ha preso troppi voti nel Sud Italia. Il Governo Renzi il più razzista della storia”

Pino Aprile: “Il PD? Ha preso troppi voti nel Sud Italia. Il Governo Renzi il più razzista della storia”
9 giugno 2016

Esplosivo, come sempre, lo scrittore commenta con i Nuovi Vespri i risultati elettorali del Partito democratico nel Mezzogiorno, elencando i furti e le “prese per il culo” che avrebbero dovuto farlo sparire del tutto. E sui siciliani che gli reggono il moccolo: “Gente educata, con la bocca piena non si parla”

 

Un flop. Dalle Alpi alla Sicilia. Una schiaffo talmente forte da indurre pure la poderosa macchina della propaganda ad evitare termini come ‘successo’ e ‘soddisfazione’ e a rifugiarsi dietro parole più diplomatiche. Parliamo, ovviamente del PD, la cui sconfitta in quest’ultima tornata delle amministrative, non è stata negata nemmeno da Matteo Renzi, che pur evitando di parlare apertamente di débacle, si è detto “insoddisfatto” (ed è già tanto per uno come lui) e, in queste ore, sta sfogando la sua ira contro i dirigenti locali del partito promettendo “fuoco e fiamme”.

A fare male, non solo le grandi città (a partire da Roma) dove c’è stata una emorragia di voti da svenimento e dove  il ballottaggio fa tanta paura (tant’è che il Premier già mette le mani avanti e specifica che non si dimetterà se perde). La sorpresa più amara è arrivata dal Sud Italia: il voto ha dimostrato che i meridionali non abboccano più. Brucia Napoli, – città di Napolitano e Bassolino – dove il PD è al minimo storico con uno scarso 11%. Brucia la Puglia: il PD, lì dove ha vinto, è quello di Michele Emiliano, l’anti renziano per antonomasia. Brucia anche la Sicilia, dove – a parte le analisi di qualche ‘salariato’ che confronta risultati non comparabili e nonostante promesse, prebende di un governo locale a trazione PD- i numeri raccontano di una fortissima contrazione di voti e di una avanzata del M5S.

Sorpresi? Basterebbe guardare ai report della Svimez per non esserlo. Da anni questa associazione denuncia le politiche anti meridionalistiche dei governi nazionali (così come denuncia il giornalismo al servizio delle lobby del Nord) e continua a farlo da quando Renzi è al potere. Quello che è cambiato, probabilmente, è che con questo Governo la tendenza vessatoria si è esacerbata e la gente del Sud se ne sta rendendo conto.

Ma non ancora abbastanza, secondo lo scrittore e giornalista Pino Aprile (l’autore di Terroni che ha appena pubblicato il suo ultimo lavoro, sempre dedicato alla vera storia de Sud, Carneficii – ecco le prove che fu genocidio –edito da Piemme). Lo abbiamo raggiunto telefonicamente, e gli abbiamo chiesto un commento sui risultati elettorali del Mezzogiorno:

“Il PD nel Sud Italia ha perso? Certo, ma ha sicuramente preso più voti di quelli di cui sarebbe stato degno. Stiamo parlando di un governo, quello di Matteo Renzi, che è sicuramente il più razzista e il più anti-meridionalista della storia repubblicana. Se c’è ancora chi lo vota- dice Aprile ai NuoviVespri.it – è perché c’è ancora una tela di clientele e, certamente, qualcuno lo fa in buona fede, ma dal Sud non merita niente”. 

Esempi, Pino Aprile, ne fornisce tanti: “A cominciare dai “3,5 miliardi del Fondo di Coesione, destinati a dar lavoro ai meridionali disoccupati e usati per incentivare l’occupazione al Nord; o i soldi di tutti, per dare 80 euro solo a chi aveva già uno stipendio medio e niente a chi è senza lavoro o guadagna troppo poco: niente dunque ai meridionali che sono i più poveri. O i soldi per le ferrovie, regalati ai boss dell’alta velocità, ma solo per le linee del Nord. Potrei continuare all’infinito.- aggiunge il giornalista-  Non solo questo governo è anti meridionalista e razzista ma ci prende anche per il culo come fa Delrio quando dice che per fare le Ferrovie al Sud bisogna studiare le rocce. Razzisti e arroganti. Pensano che siamo tutti scemi?”

Non è finita. La questione università fa perdere le staffe a Pino Aprile: “Il Governo Renzi sta facendo come Francesco De Santis nel 1861 che chiuse le università meridionali lasciando solo Napoli, ma senza fondi. Come ha dimostrato Viesti si sta facendo razzia dei nostri atenei”.

Aprile si riferisce agli studi di Gianfranco Viesti, docente universitario di Bari, secondo cui le università meridionali sono “a rischio estinzione”. Se si guarda, infatti,  anche soltanto ai finanziamenti dati direttamente dallo Stato alle singole Università, dal 2008 al 2015 la diminuzione di queste somme è stata del 4,3% per quelle del Nord, dell’11,6% per quelle del Centro, dell’11,6% per quelle del Sud, del 20,8% per quelle delle Isole! E ancora, dal 2005 al 2015 il maggiore aumento delle tasse universitarie si è registrato nelle Università meridionali. 

“Come lo chiamate questo, se non razzismo? Vogliono distruggere pure le nostre università – sottolinea Aprile- e costringere i nostri ragazzi ad andare a studiare al Nord”. 

Insomma, non riesce difficile comprendere perché, secondo Aprile, il PD, pur registrando una forte contrazione, ha preso pure troppi voti dalle nostre parti.

Gli chiediamo anche se, a suo parere, sia giusto ‘punire’ i dirigenti locali, come sembra sia intenzionato a fare Renzi. Anche in questo caso, il suo giudizio è tranchant: “Ma di che parliamo? E’ ovvio che si tratta di un alibi, lui lo sa benissimo qual è il problema ma non farà niente perché lui è solo un fanfarone che i poteri forti hanno messo lì, lusingandolo con il ruolo di primo ministro, solo per portare a termine l’opera di distruzione del Sud e dei diritti dei più poveri. Aggiungo pure che un Governo che si regge grazie a Verdini, un pluri indagato il cui ideale è Dell’Utri, può essere considerato un governo filo-mafioso”.

Lo interrompiamo per fargli notare che, comunque, tanti politici locali gli reggono il filo. In Sicilia, ad esempio, il governatore Crocetta e l’allegra banda che lo sorregge, non dicono mai nulla contro il Governo nazionale che depreda la nostra Isola. Lo stesso sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, che a quanto pare, in teoria, vorrebbe seguire la strada di De Magistris….

Non abbiamo il tempo di concludere il periodo: “Collega, scusami ma non lo sai che in Sicilia avete politici educati”?

In che senso?

“Con la bocca piena, non parlano…”. 

 

 

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