La morte di Aldo Naro: “Non è stata rissa, ma omicidio”

La morte di Aldo Naro: “Non è stata rissa, ma omicidio”
7 giugno 2016

Nuove rivelazioni sul ‘caso’ Aldo Naro, il giovane medico ucciso nella discoteca Goa di Palermo. Secondo i genitori che hanno depositato una memoria, dietro a questa brutta storia c’è molto più di quello che finora si è saputo…

di Gabriele Guastella

È passato poco più di un anno da quella tragica notte del 14 Febbraio 2015, in cui perse la vita il giovane medico, Aldo Naro, all’interno della discoteca Goa dopo lo scoppio di una rissa.

Un anno fa il giovane medico originario di San Cataldo stava trascorrendo la serata a Palermo, nel locale di via Lanza di Scalea. Si era recato lì insieme con alcuni amici per festeggiare il Carnevale.

Le maschere, le luci, la musica. Poi, improvvisamente, il putiferio. Una rissa che si concluse con calci e pugni, uno dei quali si rivelò mortale per Aldo.

Il 18 novembre scorso Andrea Balsano, oggi maggiorenne, è stato condannato dal Tribunale per i minorenni a dieci anni di carcere per omicidio volontario. Il giovane era stato arrestato quattro giorni dopo l’accaduto.

Ma oggi escono fuori delle nuove rivelazioni depositate dai genitori di Aldo Naro al Tribunale di Palermo.

Dalla memoria depositata dai genitori del giovane medico si legge:

“Non di rissa si è trattato, per quanto di seguito sarà detto ed in mancanza di lesioni e/o percosse subite da alcuno degli altri partecipanti, ma di omicidio volontario in concorso in danno di Aldo Naro, eseguito con abile maestria e camuffato da spiacevole, e pressoché involontaria conseguenza di una delle tante liti tra ragazzi, che con ordinaria frequenza, si ripetono nei luoghi di ritrovo”.

Come mai i genitori di Aldo ed i loro legali sono convinti che non si tratti di rissa ma, al contrario, di un omicidio premeditato? Procediamo con ordine.

Fino ad oggi l’unico ad essere condannato di omicidio volontario è stato, come già ricordato, il giovane minorenne Andrea Balsamo che, secondo le indagini e la sua confessione, avrebbe sferrato il colpo mortale ad Aldo Naro dopo una rissa scoppiata perché il giovane avrebbe sottratto il capellino allo stesso Naro.

In realtà, molte cose di questa storia fino ad ora conosciute non quadrano.

Come mai – stando a quello che viene fuori dalle testimonianze degli amici di Aldo – in quel momento alcuni buttafuori del Goa si trovano dentro il privèe di Aldo Naro quando ognuno di loro aveva dei compiti ben precisi da eseguire all’interno della discoteca?

Leggiamo sempre dalla memoria depositata che: “Piccolo Valeria Maria Vittoria con testimonianza del successivo 16/3 riconosce il buttafuori che nella parte superiore del privèe ha dato un calcio sul fianco destro e sulla parte tra il collo e la faccia del ragazzo”.

Com’è possibile che in questo caso non si riavvisi il concorso in omicidio, almeno per i buttafuori che, secondo le testimonianze degli amici di Aldo, avrebbero ucciso Aldo a calci e pugni?

I buttafuori non operano per mantenere l’ordine all’interno del locale e per “buttare fuori” chi si comporta male? Da quando la loro funzione è quella di assumere le sembianze di un “terminator” che sferra colpi ai clienti del locale?

Un’altra testimonianza di Alessia Cancila, presente quella notte al Goa, afferma che Aldo sarebbe stato spostato di peso pochi istanti prima dello scoppio della rissa da un buttafuori che, inspiegabilmente, si trovava in quel momento all’interno del privèe.

Ma tornando al pestaggio a cui viene sottoposto il povero Aldo, gli amici hanno testimoniato che il ragazzo, dopo un primo e brutale pestaggio, viene riposizionato ormai privo di sensi in una diversa e più idonea locazione, dove si dà spazio e tempo ad un buttafuori minorenne di sferrargli, senza alcuna concitazione, un calcio terribile il cui rumore, a giudicare delle varie testimonianze, si senti in tutto il locale.

In tutto questo il giovane buttafuori minorenne Balsano era stato pagato, ovviamente in nero, per mantenere alta la buona tradizione siciliana, per assicurare l’antiscavalco dal muro di cinta del locale.

Come può venirsi a trovare all’interno della discoteca in un frangente tanto rischioso e delicato, in compagnia dei buttafuori regolari e a commettere addirittura un omicidio?

È da rilevare, a questo proposito che, nel corso di una intercettazione del 18/2 tra Andrea Balsano e alcuni suoi congiunti, uno di questi afferma:

“Scanna a bastonate questo Andrea…”.

È pensabile che questo ragazzo che, nella sua breve vita non aveva mai litigato con nessuno, possa aver attirato su di sé tanto odio da parte di tante persone e, per di più, nel ristretto arco temporale che ha inizio dal momento del suo ingresso in discoteca?

Ma il comportamento più anomalo, contraddittorio e strano, secondo i genitori del ragazzo, è quello della fidanzata di Aldo, Simona Di Benedetto.

Procedendo con ordine: in base ad una sua prima testimonianza, resa il 14 Febbraio, la ragazza afferma che, al momento dello scoppio della lite, parlava con una sua conoscente. Subito dopo, nell’ambito della stessa testimonianza, contraddicendosi, afferma:

“Non sono in grado di riferire nulla sulle persone coinvolte nell’aggressione di Aldo, poiché parlavo con una mia conoscente”.

La ragazza viene immediatamente smentita da Ciro Vella che, con propria testimonianza del 18 Marzo, dice:

“Pochi istanti prima che succedesse il parapiglia posso dire di aver visto Aldo seduto tranquillamente con la fidanzata Simona sul divano intento a dialogare”.

Varie testimonianze confermerebbero questa tesi.

Ancora, Antonella Maretta ricorda che si era avvicinata “accanto Simona, in quanto la vedevo giù di morale. Le chiedevo se potevo aiutarla in qualche modo, e la stessa mi raccontava di aver litigato con Aldo”, poiché lo stesso non l’aveva vista nel privèe e, alle spiegazioni da lui richieste, gli rispondeva di essersi allontanata per farsi aggiustare il braccialetto di accesso al privèe.

Il motivo dell’allontanamento era la semplice manutenzione del braccialetto?

I procacciatori della clientela del GOA come da testimonianza, si identificano in Alberto Rausa e certi Bonanno e Spallina.

Il Rausa dice di non aver mai avuto rapporti di amicizia con la Di Benedetto, ma viene smentito da un post su Facebook datato 25/08 con il quale, adottando un tono confidenziale nei confronti proprio di Simona Di Benedetto, si rivolge così: “Buon compleanno biliciara, spero di vederti presto”.

Infine colpisce quanto dichiarato da Andrea Balsano nel corso del proprio interrogatorio del 19 Marzo quando dice che, all’inizio della lite, quando ancora nessuno si colpiva, nel privèe già si trovavano i buttafuori che stavano tentando di gestire la situazione.

La madre di Aldo ha testimoniato che più volte suo figlio Aldo le aveva fatto presente che la vecchia comitiva della sua fidanzata Simona Di Benetto, legata da rapporti di parentela e amicizia con i buttafuori del GOA, lo aveva minacciato diverse volte. A dire della madre, Aldo non voleva che la fidanzata frequentasse queste persone, ma lei non voleva ascoltarlo.

Ulteriore conferma dell’accesa conflittualità tra Aldo e la ex comitiva di Simona e di quanto la stessa conflittualità fosse nota in giro, è data dalla chat del 25/12/2015, allorquando Carlo Lo Maglio dice ad Aldo di non raggiungerlo dove si trova, poiché era presente “la squadra al completo” e cioè l’ex comitiva di Simona.

Nella memoria del telefono di Aldo sono presenti analoghe chat.

Quello che ci chiediamo è: com’è possibile che nei lunghi mesi in cui il telefonino di Aldo è stato sottoposto a sequestro la situazione non sia stata rilevata e fatta oggetto di doverosi, adeguati approfondimenti?

Com’è possibile che, nonostante le tantissime testimonianze degli amici di Aldo che parlano di un feroce pestaggio da parte dei buttafuori della discoteca GOA nei confronti di Aldo, questi ultimi non sono stati coinvolti?

Com’è possibile che non vengano approfondite le varie relazioni più o meno ambigue della fidanzata di Aldo con il personale della discoteca GOA?

Quel che è certo è che un giovane medico come Aldo Naro è stato brutalmente ucciso davanti a tante persone come se niente fosse.

Simona Di Benedetto non è stata presente all’obitorio, né all’Istituto di Medicina legale, durante l’autopsia, né in alcuno dei luoghi dove Aldo è stato portato dopo il suo decesso. È stata presente solo ai funerali, come una qualsiasi amica.

 

aggiornamento:

Il ‘caso’ di Aldo Naro, dopo l’udienza preliminare spuntano altri retroscena?

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