Formazione professionale: che fine hanno fatto le garanzie della legge 24?

Formazione professionale: che fine hanno fatto le garanzie della legge 24?
17 maggio 2016

Se lo chiede e lo chiede il parlamentare regionale di Sicilia Democratica, Salvatore Giuffrida. Che prende spunto da un provvedimento adottato dal Tribunale di Messina, sezione lavoro. Peccato che la Regione siciliana ha ‘congelato’ la legge 24 del 1976 con una serie di provvedimenti amministrativi. La class action ‘addormentata’ presso il TAR Sicilia. Le proteste degli ex sportellisti che si diffondono in tutte le province dell’Isola

Ogni tanto qualche deputato del Parlamento siciliano si ricorda che esistono circa 8 mila dipendenti della Formazione professionale che, prima il Governo regionale di Raffaele Lombardo e, adesso, con l’attuale Governo di Rosario Crocetta vengono regolarmente presi in giro.

L’ultima pagliacciata è il bando di quest’anno che è stato oggetto di un ‘ricorso’ patteggiato per bloccare tutto, rinviando, forse a Ottobre, l’avvio di tanti corsi.

Sulla Formazione professionale interviene il parlamentare di Sicilia Democratica, Salvatore Giuffrida, con un’interpellanza rivolta al presidente della Regione ed all’assessore regionale al ramo, Bruno Marziano. Tema: le disattese garanzie per il personale.

“Lo dice l’articolo 14 della legge regionale numero 24 – scrive Giuffrida -: a chi sottoscrive un rapporto di lavoro a tempo indeterminato è garantita la continuità lavorativa e riconosciuto il trattamento economico e normativo previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro di categoria”.

Giuffrida cita anche l’obbligo, da parte degli enti formativi, “ivi comprese le loro sedi di coordinamento regionale, prima di procedere a nuove assunzioni anche a tempo determinato, di completare l’orario di lavoro, nel rispetto della professionalità e delle norme contrattuali, del personale ad orario parziale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato”.

Il deputato ricorda che il Tribunale Civile di Messina, sezione lavoro, lo scorso Aprile, ha accolto il ricorso di alcuni dipendenti di un ente di formazione, deliberando che non potevano essere licenziati, ma posti in mobilità, secondo quanto previsto dalle leggi regionali e dal CCNL, e obbligando la Regione a collocarli presso altri Enti.

Pertanto, Giuffrida, “visti i continui licenziamenti di centinaia di dipendenti delle formazione professionale, sollecita la Regione siciliana, in base a quanto previsto dalla legge, ad applicare tutti gli strumenti atti a garantire il reinserimento del personale a tempo indeterminato iscritto all’Albo”.

 Il deputato conclude chiedendo di sapere “quali interventi urgenti Regione e assessorato intendano adottare per dare giusta applicazione alle disposizioni accolte dal Tribunale a seguito del ricorso citato in premessa”.

Insomma, il parlamentare Giuffrida chiede al Governo della Regione di fare l’esatto contrario di quello che ben due Governi regionali hanno fatto fino ad oggi: e cioè di tutelare il personale di questo settore.

Per la cronaca, il deputato, di fatto, chiede l’applicazione di una legge regionale – la legge regionale n. 24 del 1976 – che non è mai stata abrogata, ma che, di fatto, i Governi regionali, dal 2009 ad oggi, hanno bloccato con una serie di provvedimenti amministrativi.

‘Di solito’ – dove vige uno Stato di diritto – i provvedimenti amministrativi non possono emendare e sostituire le leggi. In Sicilia, invece, per ciò che riguarda la legge regionale n. 24, i provvedimenti amministrativi hanno giustificato e continuano a giustificare la mancata applicazione di una legge.

I politici che hanno messo in atto tale ‘inchiappo’ debbono essere veramente potenti, perché la richiesta di una class action per l’applicazione della legge regionale n. 24 giace ‘addormentata’ già da qualche anno negli uffici del TAR Sicilia (Tribunale Amministrativo Regionale). Tant’è vero che tra gli amministrativisti è conosciuta come “la legge addormentata nel bosco”…

Dalla Formazione agli ormai sbaraccato Sportelli multifunzionali.

Sulla pagina facebook di Adriana Vitale – una ex sportellista che si batte da mesi per riavere il proprio posto di lavoro (a sbaraccare gli Sportelli multifunzionali è stato il passato Governo Lombardo-PD) si legge quanto segue:

“Gli Operatori degli ex Sportelli Multifunzionali di alcune province siciliane si sono autogestiti e hanno organizzato presidi permanenti presso i CPI di appartenenza al fine di tenere alta l’attenzione sulle problematiche del settore e spingere il Governo ad ottemperare a tutti gli atti amministrativi ed essere consequenziali alla norma votata all’unanimità da tutte le forze politiche del parlamento siciliano. Le province di Trapani e Siracusa si sono già attivate, i colleghi della provincia di Caltanissetta inizieranno mercoledì 18 maggio 2016 davanti l’UPL”.

“In Via Trinacria, davanti l’assessorato alla Famiglia a Palermo – prosegue Adriana Vitale – il presidio, iniziato l’8 Febbraio, continua e continuerà fino a soluzione. I tempi della politica non coincidono certamente con quelli dei lavoratori che hanno l’urgenza di rimettersi subito al lavoro, per questa ragione la battaglia continua fino alla firma di un contratto degno di tale nome, con l’ente regionale in house e che garantisca le retribuzioni spettanti con cadenza mensile, un fatto normale per chi presta la sua opera lavorativa, da sempre un’utopia per questa categoria”.

Per la cronaca, l’Ars, per gli ex sportellisti – mille e 500 persone circa rimaste a spasso – ha approvato una norma-burla che non serve a nulla.

I lavoratori, ovviamente, vorrebbero riavere il proprio lavoro.

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