70 anni di Autonomia, tu come la vedi? “Lo Statuto siciliano più antico della Costituzione”

70 anni di Autonomia, tu come la vedi? “Lo Statuto siciliano più antico della Costituzione”
9 maggio 2016

Proseguiamo con Igor Gelarda il nostro viaggio tra le opinioni sull’Autonomia Siciliana che il prossimo 15 Maggio festeggerà 70 anni. Vogliamo conoscere il vostro pensiero al riguardo, non solo quello degli studiosi (né tantomeno quello dei politici). Vi invitiamo, pertanto, a partecipare

di *Igor Gelarda

Per la Sicilia e i siciliani, e soprattutto per i politici siciliani, la guerra è finita molto prima che nel resto d’Italia. Diciamo che dopo lo sbarco alleato del luglio del 1943 la guerra in Sicilia poteva ritenersi pressoché conclusa. L’istinto di sopravvivenza e il Gattopardismo avevano avuto la meglio ancora una volta. Era evidente che il Fascismo era ormai fuori gioco e che gli americani, dopo avere praticamente distrutto Palermo con i bombardamenti di aprile e maggio di quell’anno, avrebbero vinto. Anzi stravinto. E quindi comandato.
E mentre si combatteva ancora nel resto d’Italia, con episodi orribili come la Strage di Via Rasella, cui seguì quella ancor più brutale delle Fosse ardeatine (marzo 1944) e mentre Mussolini con la sua tardiva Repubblica Sociale sarebbe sopravvissuto ancora molti mesi, qui da noi si procedeva già alla ricostruzione politica. Si guardava al futuro, ignorando un po’ il presente e completamente il passato. Si gettavano le basi, le fondamenta, dell’Impero Regionale Siciliano, il più antico istituto democratico post bellico e post-fascista, ma pre-repubblicano. E si perché la nascita della Regione siciliana, come organismo autonomo dotato di una costituzione propria, è precedente alla stessa Repubblica italiana: il referendum monarchia o repubblica si svolse il 2 giugno del 1946, mentre lo Statuto siciliano entrò in vigore circa un mese prima. Ma andiamo con ordine.
Dal luglio del 1943, dopo lo sbarco alleato e la ritirata dei tedeschi, il comando della Sicilia, così come anche delle altre regioni che man mano venivano conquistate, venne affidato all’AMGOT (Allied Military Government of Occupied Territories), che sostanzialmente si avvaleva dell’apparato burocratico-amministrativo italiano. Il comandante dell’AMGOT era un geografo britannico: Francis James Rennell Rodd, che era si generale, ma era anche un valente esploratore che subito dopo la guerra fu nominato presidente della Royal Geographical Society.
l’11 febbraio del 1944 l’AMGOT consegnò i territori conquistati al transitorio Regno dell’Italia del Sud, con sede a Brindisi, quello che per gli Alleati era il Governo Italiano legittimo (ovviamente per i Tedeschi e i Fascisti era quello dei traditori) con a capo il Re Vittorio Emanuele e il Maresciallo Pietro Badoglio.
Nell’isola, un mese dopo la cessione dell’AMGOT venne nominato l’Alto Commissariato per la Sicilia, nella persona di Francesco Musotto, stimato avvocato antifascista. Ma con posizioni indipendentiste poco gradite a Poteri di allora, tanto da essere sostituito, dopo appena 5 mesi, da Salvatore Aldisio, un più moderato autonomista e vicino a De Gasperi. L’alto Commissario fu coadiuvato da una Giunta consultiva, composta di sei membri, nominati dal Presidente del Consiglio dei Ministri, e scelti tra i membri della Consulta regionale siciliana. La Consulta (composta dapprima da 24 e poi da 36 componenti) che possiamo a tutti gli effetti definire una assemblea costituente non eletta della Regione siciliana, fu istituita con l’obbiettivo di scrivere lo Statuto della Regione e disegnarne l’autonomia. La prima seduta della Consulta si svolse nel febbraio del 1945, due mesi prima dell’uccisione di Mussolini e sei prima delle stragi di Hiroshima e Nagasaki.

Tra i componenti di questa consulta, tra i quali ricordiamo Giuseppe Alessi (che sarebbe poi stato il Primo Presidente della Regione siciliana), c’erano esponenti delle cosiddette parti sociali: dai partiti, ai sindacati, rappresentanti dei commercianti, dei combattenti, agli avvocati. La Consulta fu divisa in sottocommissioni per esaminare le diverse parti della bozza di Statuto, che fu approvato il 23 dicembre del 1945 e promulgato il 15 maggio 1946, come dicevamo prima del Referendum Monarchia-Repubblica del 2 giugno. E non è un caso che la promulgazione dello Statuto porti la rarissima (nel senso che sono pochi i documenti che firmò) firma dell’ultimo re d’Italia, Umberto, denominato re di Maggio perché restò in carica solo dal 9 maggio al 18 giugno del 1946. Alla classe politica siciliana non interessava se la Sicilia, in seguito, sarebbe stata autonoma da un Re o da un Presidente della Repubblica. L’importante era l’Autonomia!
Le prime elezioni per l’Assemblea regionale si svolsero il 30 aprile 1947 (con una affluenza di quasi l’80% dei votanti, mentre solo per curiosità ricordo che l’affluenza più alta in assoluto si ebbe nel 1955 con l’87% dei votanti). Il 25 maggio 1947 ci fu la prima seduta parlamentare. Fino al 1970, anno in cui si svolsero le prime elezioni regionali anche per le regioni a statuto ordinario, quella Siciliana è stata l’assemblea legislativa italiana più importante per poteri e numero di abitanti amministrati, chiaramente dopo Camera e Senato.
E questa, in estrema sintesi, la storia della nostro Statuto, certo queste concessioni eccezionali alla nostra isola, da parte del Governo di allora, con il chiaro beneplacito degli Americani, non furono fatte per un improvviso amore verso la Sicilia. Ma fu una calcolata e astuta scelta politica per incanalare le forze separatiste in un alveo di autonomismo che, alla fine, avrebbe fatto contenti un po tutti. Basta ricordare figure come Camillo Finocchiaro Aprile, fondatore del Movimento Indipendentista Siciliano e il suo piccolo esercito l’EVIS (l’Esercito Volontario per l’indipendenza della Sicilia),armato e agguerrito, che tuttavia si sciolse nel nulla appena venne riconosciuta l’autonomia alla Sicilia. E i suoi componenti, tranne Salvatore Giuliano che continuò la sua personale battaglia, tutti amnistiati. Una Autonomia che avrebbe potuto portare e potrebbe portare gradi benefici anche al Popolo siciliano, se ne fosse stato applicato e rispettato per intero lo spirito!

*Igor Gelarda
Consap
Dirigente Nazionale
Segretario Provinciale Palermo
(questa la sua pagina Facebook)

 

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