Comuni siciliani: il 30 Aprile scade il termine per l’esercizio provvisorio. Senza proroga si blocca la spesa

Comuni siciliani: il 30 Aprile scade il termine per l’esercizio provvisorio. Senza proroga si blocca la spesa
28 aprile 2016

In realtà, senza la proroga, non si blocca solo la spesa: si blocca tutta l’attività dei Comuni. A cominciare dagli stipendi dei dipendenti. Quasi tutti i Comuni siciliani sono oggi senza Bilancio 2016. E, guarda caso, Sabato 30 Aprile Renzi sarà in Sicilia? Annuncerà la ‘mancia’ (cioè la proroga per l’esercizio provvisorio sino a fine anno) come ‘premio’, visto che i sindaci dell’Isola, su sua indicazione, hanno disertato il referendum del 17 Aprile sulle trivelle? Che scene penose, ragazzi!

Il Governo Renzi e il Governo regionale di Rosario Crocetta vogliono fare fallire i Comuni siciliani?

La domanda non è oziosa. Perché tantissimi Comuni dell’Isola non hanno ancora approvato il Bilancio 2016.

Fino ad oggi – per la precisione fino al 30 Aprile – cioè fino a Sabato prossimo – sono coperti dall’esercizio provvisorio, cioè dalla possibilità di utilizzare il Bilancio in dodicesimi a valere sul Bilancio 2015 (per la cronaca, ci sono Comuni che non hanno approvato ancora il Bilancio 2015: sarebbe interessante sapere come hanno amministrato questi primi quattro mesi del corrente anno…).

A partire dall’1 Maggio i Comuni siciliani senza Bilancio – in pratica, la maggioranza dei Comuni – non potranno più spendere un centesimo di Euro (e quindi si bloccheranno anche gli stipendi per i dipendenti).

A meno che il Governo nazionale di Matteo Renzi (leggere Ministero dell’Economia) non si ‘stocchi’ le gambe e firmi di corsa la proroga, per consentire ai Comuni senza Bilancio di potere continuare a spendere i pochi soldi che hanno in ‘cassa’ nei mesi successivi, magari sino a fine anno.

Non abbiamo utilizzato la formula “a meno che il Governo nazionale non conceda la proroga”, perché i disastri finanziari dei Comuni siciliani sono il frutto dei tagli operati dal Governo Renzi:

tagli diretti a danno dei Comuni;

tagli indiretti (ha tagliato i soldi alla Regione siciliana che non ha erogato le risorse del Fondo regionale per le Autonomie locali ai Comuni).

Quindi non c’è alcuna ‘concessione’ romana, ma un atto dovuto da parte di un Governo nazionale di ‘banditi’. 

Come finirà?

Le ipotesi sono due.

Prima ipotesi: il Governo romano si ‘stoccherà’ le gambe – magari approfittando del fatto che, proprio Sabato prossimo, Renzi sarà in Sicilia: così potrebbe annunciare la nuova ‘elemosina’ (al Sud Renzi eroga solo ‘elemosine’).

Seconda ipotesi: Il Governo Renzi non firma la proroga e tutti i Comuni della Sicilia senza Bilancio 2016, a partire dall’1 Maggio, bloccano la spesa: in pratica, fermano la ‘macchina’ amministrativa.

Il secondo scenario è improbabile, ma non impossibile. In questo secondo caso la retorica del PD renziano potrebbe avviare la ‘battaglia’ per convincere i Comuni siciliani ad accorparsi.

Insomma: scommettiamo che tra un po’ Renzi e compagni (del PD) cominceranno a dire che i Comuni spendono troppo e si devono accorpare? 

Un sindaco che ci ha chiesto di non essere citato (perché teme di avere problemi con il suo partito) ci ha detto:

“Noi, ormai, dal Governo Renzi e dal Governo Crocetta, ci aspettiamo di tutto. Ancora aspettiamo una parte delle risorse finanziarie dello scorso anno. Circa 170-180 milioni di Euro che dovrebbero essere erogati quest’anno dalla Regione ai Comuni sono stati iscritti nel Bilancio regionale 2016 come accantonamenti negativi. Insomma, fanno parte dei 500-550 milioni di Euro che Roma deve ancora erogare alla Regione siciliana. Ciò significa che verranno assegnati ai Comuni solo quando lo Stato li erogherà alla Sicilia”.

“Lo scorso Febbraio – prosegue il sindaco – l’assessore regionale, Alessandro Baccei, ha detto a Sala d’Ercole che questi 500-550 milioni di Euro sarebbero stati erogati dallo Stato subito dopo l’approvazione della manovra finanziaria da parte dell’Ars. La manovra è stata approvata, ma di questi soldi non si sa nulla”.

“Ora – dice sempre il sindaco – il presidente Crocetta dice che è a Roma per chiudere l’accordo per 450 milioni di Euro. Ma, a parte che avrebbero dovuto essere 500-550 milioni e non 450, l’accordo non era stato chiuso lo scorso Febbraio da Baccei? Insomma chi è il nostro interlocutore finanziario in questa Regione, l’assessore Baccei o Crocetta?”.

“A me tutta questa storia – conclude il sindaco – mi sembra una pagliacciata. La verità è che non abbiamo il coraggio di andarglielo a dire in faccia a questi signori. All’ANCI non facciamo altro che lamentarci. Poi arriva la telefonata da Roma, da qualche Ministro o deputato, e ci mettiamo tutti sull’attenti. E’ successo poco prima nei primi giorni di Aprile, quando ci hanno detto di non partecipare alla manifestazione popolare contro le trivelle in mare. E succede di nuovo adesso. Il problema è che, l’1 Maggio, senza la proroga, i Comuni siciliani possono chiudere”.

 

 

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