Mafia & Massoneria: un pentito tira in ballo Patrizia Monterosso. Che smentisce

Mafia & Massoneria: un pentito tira in ballo Patrizia Monterosso. Che smentisce
20 aprile 2016

A raccontare questa storia è Il Fatto Quotidiano. La firma è del giornalista siciliano Giuseppe Lo Bianco. Che cita alcuni passaggi dei verbali depositati nel processo d’appello a Raffaele Lombardo, condannato in primo grado a sei anni e otto mesi per mafia. La smentita di Patrizia Monterosso. Un fatto politico è certo: l’attuale Segretario generale della presidenza della Regione è l’espressione della continuità tra il Governo Lombardo e il Governo Crocetta. Non sappiamo se a proteggerla sia la massoneria. Ma la copertura politica del PD siciliano c’è e si vede…

Nel processo di appello all’ex governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, emergono particolari inquietanti che riguardano il Segretario generale della presidenza della Regione, Patrizia Monterosso. A svelare tanti retroscena del connubio mafia, politica & massoneria è Giuseppe Tuzzolino, un architetto che, dopo essere stato arrestato nel 2013, da oltre due anni collabora con i magistrati. A raccontare su Il Fatto Quotidiano tante storie che lasciano di stucco è Giuseppe Lo Bianco, uno dei più bravi cronisti di giudiziaria della Sicilia, autore di libri-inchiesta di successo. Come Profondo nero, volume che Lo Bianco ha scritto insieme con Sandra Rizza. Un’inchiesta che ricostruisce i retroscena della morte di Enrico Mattei, legandola al delitto di Pier Paolo Pasolini.

Lo Bianco, nel ricostruire una storia che tocca i ‘nervi’ scoperti della Sicilia, a tutti i livelli, parte dai verbali depositati nel processo d’appello a Raffaele Lombardo, condannato in primo grado a sei anni e otto mesi per mafia. Dove si parla di “un cellulare che si chiama Vertu, che costa circa 4.000 euro e non è intercettabile” utilizzato da Matteo Messina Denaro.

Nei verbali si legge che il boss mafioso nativo di Castelvetrano, per un certo periodo, ha vissuto nascosto in Andalusia, ad Almeria, dove avrebbe ricevuto una busta con 300.000 Euro, frutto una tangente di un milione di Euro legata a un appalto andato in scena in Sicilia. A portare questi soldi a Matteo Messina Denaro sarebbe stato proprio Tuzzolino, un professionista che Lo Bianco descrive come “cerniera tra mafia politica e massoneria”.

“L’architetto sottoposto al programma di protezione – scrive Lo Bianco – svela l’esistenza di una loggia massonica segreta a Castelvetrano che incassa una tangente del 5 per cento per ogni appalto del fotovoltaico chiamata Il Tronco della vedova”. Una storia che porterebbe – stando sempre alle rivelazioni di Tuzzolino – a Patrizia Monterosso, che nell’articolo viene definita “fedelissima di Crocetta”.

Precisazione giusta, quella di Lo Bianco. Patrizia Monterosso ha cominciato a calcare i piani alti dell’Amministrazione regionale con Totò Cuffaro, è stata ‘valorizzata’ dal Governo di Raffaele Lombardo, che l’ha nominata Segretario generale della presidenza della Regione, ed è stata confermata, fino ad oggi, al vertice della burocrazia regionale dall’attuale presidente della Regione, Rosario Crocetta, con la ‘benedizione’ del senatore Giuseppe Lumia, alleato del presidente della Regione.

Il riferimento a Crocetta è esatto: è stato il governatore dell’Isola a difendere Patrizia Monterosso anche quando il Segretario generale si è ‘beccata’ una condanna dalla Corte dei Conti: condannata a risarcire alla Regione oltre un milione di Euro per lo scandalo degli extrabudget della formazione professionale.

Patrizia Monterosso viene più volte citata da Tuzzolino anche per i suoi presunti rapporti con un esponente dei servizi segreti.

“Era una nostra sorella in massoneria – scrive Lo Bianco citando i verbali di Tuzzolino – e si occupava degli interessi di tutti i componenti della Loggia La Sicilia. Si è occupata di far comunicare la massoneria di Trapani con Raffaele Lombardo, ad esempio, nell’interesse della società Vento Divino, di Nicastri, poi sequestrata. La Monterosso faceva parte della Loggia di Castelvetrano, poiché era la più vicina al presidente. Però era capace, era una donna in gamba, considerate che lei per l’autorizzazione di un parco fotovoltaico a Parma ci indirizzò personalmente da un uomo dei servizi segreti, Leonardo Rinaldi.

Fino ad oggi sono stati in tanti a chiedersi da dove arrivasse il potere di Patrizia Monterosso: basti pensare che in sua difesa, oltre a Crocetta, è sceso in campo il PD siciliano. Questo è successo quando il gruppo parlamentare all’Ars del Movimento 5 Stelle ha presentato una mozione che punta, di fatto, a ‘sbarellare’ la dottoressa Monterosso dalla Segreteria generale della presidenza della Regione.

Correttamente, visto che esistono precedenti, il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, ha messo in discussione la mozione. Ma il gruppo parlamentare del PD è insorto. Sostenendo che la mozione sarebbe irregolare. Dimenticando che l’Aula, negli anni in cui alla presidenza della Regione c’era Totò Cuffaro, ha messo all’ordine del giorno una mozione che puntava alla rimozione dei dirigenti generali nominati dallo stesso Governo Cuffaro.

Insomma, per il PD siciliano, le nomine degli alti burocrati del Governo Cuffaro possono essere discusse dall’Aula. Ma Sala d’Ercole non deve discutere la nomina di Patrizia Monterosso, che non è altro che il ‘capo’ dei dirigenti generali della Regione che, ai tempi di Cuffaro, potevano invece essere messi in discussione. Due pesi e due misure, insomma.

Che vogliamo dire con questo? Che forse il grande potere della dottoressa Monterosso potrebbe essere stato svelato dall’articolo di Lo Bianco: potere che potrebbe essere legato alla massoneria declinata, in questo caso, al femminile.

La replica di Patrizia Monterosso non si fa attendere e la leggiamo su LiveSicilia:

“Non conosco la persona che ha dichiarato quelle cose – dice Patrizia Monterosso – e non conosco nessuna delle persone citate in quell’articolo”.

“Non ho e non ho mai avuto interessi a Castelvetrano – aggiunge il Segretario generale della presidenza della Regione – né mi sono mai occupata di Fotovoltaico”.

“Perché sono state dichiarate quelle cose? Non ne ho idea”.

Tutto falso, insomma, Compresa l’appartenenza a una Loggia massonica:

“Non faccio parte e non ho mai fatto parte della massoneria. Né potrei mai farne parte in futuro”. Una smentita su tutta la linea, insomma. Alla quale seguirà anche una “querela per calunnia”.

L’inchiesta di Lo Bianco racconta altri particolari che riguardano le gradi figure della mafia dei nostri giorni:

“Io ho conosciuto Morgana Rinaldi, sua figlia, a New York, e la frequentai per circa un mese; in quel periodo, mentre un giorno lei si trovava in casa mia, io ricevetti la visita di Leonardo Lo Verde, rappresentante della famiglia Gambino, lei si rese conto delle mie interessenze con Cosa Nostra e mi disse che il padre era dei servizi segreti e che anche lei aveva un passaporto di servizio; in particolare, mi spiegò che il padre e Lombardo partecipavano a una impresa che operava nel settore dei pannelli solari costituita subito dopo le elezioni regionali”.

“La stessa Rinaldi mi chiese di partecipare con 400.000 euro all’affare. Lo chiesi a Messina Denaro che non mostrò di fidarsi di Lombardo. L’affare venne definito a Milano presso lo studio dello stesso Rinaldi e in quella occasione egli ci disse che era il solo che poteva ottenere le licenze per il fotovoltaico dall’amministrazione Lombardo”.

Sulla vicenda intervengono i parlamentari del Movimento 5 Stelle all’Ars:

“Le notizie riportate dal Fatto Quotidiano che riguardano il segretario generale della Regione, Patrizia Monterosso, sono gravissime e meritano un celere approfondimento, per questo abbiamo chiesto la sua convocazione in commissione Antimafia”.

Ul riferimento è alla commissione Antimafia del Parlamento siciliano presieduta da Nello Musumeci. 

“I fatti raccontati – dicono i deputati Giorgio Ciaccio e Stefano Zito – sono gravissimi, l’apertura di una indagine conoscitiva è quantomeno doverosa”

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