Ex Sportelli multifunzionali: la dottoressa Corsello fa le ‘bucce’ al Governo regionale

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L’ex dirigente generale dei dipartimenti Formazione professionale e Lavoro della Regione siciliana, Anna Rosa Corsello, sulla propria pagina facebook torna a parlare delle soluzioni prospettate dalla politica siciliana per i mille e 500 lavoratori disoccupati. E lo fa stroncando, per la seconda volta, l’iniziativa maturata in commissione Bilancio e Finanze dell’Ars, definendola vulnerabile e incostituzionale. Le precisazioni dell’ex sportellista, Adriana Vitale: “Siamo noi che abbiamo invitato la dottoressa Corsello ad elaborare una proposta fattibile”

Prosegue il dibattito sul futuro dei dipendenti degli ex Sportelli multifunzionali. Fino a qualche anno fa erano mille e 700 dipendenti licenziati negli anni del Governo regionale di Raffaele Lombardo. Oggi questo bacino consta di circa mille e 500 addetti. Da allora ad oggi sono state cercate soluzioni. Anche se nessuno ha mai avuto il coraggio di dire la verità: e cioè che questo personale è stato licenziato perché legato alla politica siciliana pre-Governo Lombardo. Il tutto nel quadro dello smantellamento della Formazione professionale e dei servizi per il lavoro che fino a prima della riforma delle competenze di alcuni assessorati della Regione siciliana andavano di pari passo (Formazione professionale e Lavoro erano concentrati un un assessorato, dal 2009, grosso modo, Formazione e Lavoro fanno capo a due assessorati diversi).

In commissione Bilancio e Finanze si sono materializzate un paio di soluzioni. La prima ipotizzata da un gruppo di lavoratori che, ormai da settimane, manifestano davanti gli uffici dell’assessorato al Lavoro. Una seconda soluzione è stata ipotizzata dalla politica. Questa soluzione è già stata stroncata dalla dottoressa Anna Rosa Corsello (come potete leggere qui), già dirigente generale dei dipartimenti Formazione professionale e lavoro della Regione siciliana. Ieri la dottoressa Corsello è tornata sull’argomento con un post sulla propria pagina facebook:

“La norma titolata ‘Organizzazione dei servizi al lavoro’,in virtù della quale si ritiene di dare attuazione al Dlgs150/2015 – scrive la dottoressa Corsello – ha come obiettivo l’implementazione dei servizi specialistici nonché ‘il potenziamento dei servizi formativi (orientamento di base e specialistico, progettazione, percorsi formativi personalizzati ecc) per erogare i quali, ‘l’Assessorato Regionale della famiglia,delle politiche sociali e del lavoro, si avvale degli organismi in House providing della Regione e degli enti accreditati come Agenzie per il lavoro ai sensi della vigente normativa’.In merito occorre rilevare, innanzi tutto, che la ratio del Dlgs150/2015, cui si intende dare attuazione, non è per niente quella di implementare i servizi specialistici ed i servizi formativi (termine utilizzato in Sicilia per individuare gli Sportelli multinazionali che, com’è noto a tutti gli addetti ai lavori, non ha alcuna corrispondenza giuridica con gli organismi autorizzati ed accreditati ad erogare servizi per il lavoro), ma quella di riorganizzare il servizio pubblico per l’impiego, attraverso il quale garantire i livelli essenziali delle prestazioni”.

“A tal fine, le regioni di tutta Italia, ad eccezione di quelle a Statuto Speciale e delle Province autonome che avevano già il loro assetto organizzativo – prosegue il post della dottoressa Corsello – sono state obbligate, per poter stipulare con il Ministero apposite convenzioni, per effetto delle quali potranno svolgere i servizi elencati dall’art 1 8 del medesimo Dlgs, ad istituire uffici denominati Centri per l’impiego (Cpi). In base alla norma regionale in esame, invece, gli adempimenti prescritti dal citato articolo, di competenza dei Cpi, verrebbero garantiti, in regime di avvalimento e non più di cooperazione, dagli organismi in House della Regione e dalle Apl. Ma quali sono gli organismi in House cui ci si riferisce? Tutti? Sicilia e Servizi, le partecipate e tutti gli enti su cui l’Amministrazione esercita il controllo analogo (requisito del quale, addirittura, si prescinde, quando si tratta degli organismi accreditati come Apl)?”.

“E’ necessario evidenziare inoltre – prosegue la nota – che le Agenzie per il lavoro, i cui requisiti di accreditamento stanno per essere fissati a livello nazionale, sono, ESCLUSIVAMENTE, quegli organismi autorizzati dal Mlps, che hanno tra le loro finalità la somministrazione (es. TEMPORARY, ADECCO MANPOWER ecc.). Essi, essendo soggetti privati, all’atto dell’affidamento (trattandosi di privati è obbligatoria la procedura di evidenza pubblica!) dovrebbero ‘prioritariamente’, in spregio alle leggi di liberalizzazione del mercato (l236/93), assumere personale (con non si sa quale tipologia contrattuale) attingendo, nominativamente, all’elenco (alfabetico? o elaborato con quale altro criterio?) degli ex operatori degli Smf (Sportelli multifunzionali. Sbaglio o di recente il TAR ha acclarato, con ciò determinando la revoca dell’Avviso 3, l’illegittimità di una clausola sociale del medesimo tenore?”.

“In ultimo – scrive sempre la dottoressa Corsello – non è superfluo rimarcare che alle Regioni (v. Lombardia) che avevano adottato il regime misto (pubblico-privato) è stato concesso, solo nelle more della realizzazione del nuovo sistema incentrato sui Cpi, di continuare ad avvalersi dei soggetti privati accreditati, ricorrere ai quali, in Sicilia, in violazione della normativa nazionale, diverrebbe invece, obbligatorio. Cosa dire, infine, degli organismi in House, che soggiacciono al blocco delle assunzioni? Ricordo che per il Ciapi, in occasione dei progetti attuati dal dipartimento Lavoro, fu necessaria una deroga specifica. Se con questa norma si intende risolvere la questione degli operatori degli Sportelli multifunzionali, trovo corretto che essi siano resi edotti della sua vulnerabilità, sia per gli aspetti tecnici evidenziati, che per i profili di incostituzionalità in essa contenuti. Il pretenzioso titolo attribuito alla norma, del tutto inapplicabile e, pertanto, inefficace, come si evince dalla laconica relazione tecnica, infatti, non riguarda minimamente l’organizzazione dei servizi per il lavoro, che è tutt’altra cosa, e nel cui contesto dovrebbe essere individuata la soluzione del loro problema”.

Sulla vicenda interviene anche Adriana Vitale, l’ex sportellista in prima fila nella lotta per riottenere il lavoro.

“Per chi pensa che la dottoressa Corsello si sia adoperata per fini personali – scrive Adriana Vitale – sappia che siamo stati noi a chiederle una proposta fattibile che potesse restituirci la dignità del lavoro e non viceversa, ed è su questa proposta che abbiamo gettato il sangue per strada. Per chi pensa che alcuni politici, che si sono adoperati per aiutarci, ci hanno preso in giro, sappia che siamo stati noi a portare la nostra proposta a loro e non viceversa. Per chi pensa che la mia personale rigidità verso altre soluzioni sia dovuta all’ambizione di lavorare nella p.a., sappia che me ne strafrego se non fosse per il fatto che, alla luce delle riforme, so di essere ad un bivio: o lavorare dentro i Cpi per la p.a. o lavorare nelle Apl a rimborso con la disperazione di non essere retribuita. Per chi pensa che la mia sia una posizione per partito preso, sappia che di me non ha capito nulla, anche se di questo, obiettivamente, me ne fotto. Spero di essere stata chiara, anche perché è fastidioso essere tacciati per persone che facilmente si fanno strumentalizzare. Siamo menti pensanti e non permettiamo a nessuno d’insultare la nostra intelligenza”.

E a quanti, oggi, si chiedono perché, la dottoressa Corsello, quando era in servizio, non ha affrontato e risolto la questione dei lavoratori degli ex Sportelli multifunzionali, la stessa Adriana Vitale replica così:

“Tutti a chiedersi come mai la norma dei lavoratori, già esitata in commissione di merito (dell’Ars ndr) e con una copertura economica certa, non l’ha portata avanti la dottoressa Corsello. La risposta è semplice, quando a Novembre è stata pubblicata la legge 150/2015 c’era in atto l’ennesimo rimpasto di Governo (ovviamente del Governo regionale di Rosario Crocetta ndr), per cui non si capisce bene con quale assessore avrebbe potuto portare avanti proposte di qualsiasi genere e alla luce della posizione del Governo, è chiaro che le avrebbero impedito persino di pensarlo. Ad un giorno all’insediamento dell’assessore al ramo è stata privata delle sue funzioni per le motivazioni note a tutti e sulle quali è meglio stendere un velo pietoso. Il tempo è galantuomo. Inoltre, voglio ricordare a tutti che le scelte le fa la politica e non i tecnici. In tutti i casi, il problema degli operatori ex Sportelli multifunzionali e il potenziamento del Cpi può ancora essere risolto agevolmente. Devono risolvere i problemi invece di rispondere con argomentazioni inutili e fine a se stessi. Scaricare le responsabilità al passato è semplice, hanno la soluzione a portata di mano e deliberatamente l’hanno affossata. La domanda è sempre la stessa: A chi devono destinare i circa 330 mln della ricognizione e ripartizione attribuite alla Sicilia per i servizi e le politiche attive del lavoro?”.

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  • C'è un tempo per tutto tranne che per la verità. Per trovare il bandolo della matassa, signora Adriana, va fatto un salto indietro lungo 20 anni. Nel 1997 troverà le radici degli sportelli multifunzionale siciliani in un documento con il quale il compianto on.le Beppe Drago, allora assessore regionale del Lavoro presento un programma di revisione della Formazione Professionale dal titolo "da Baco a Farfalla". Dentro quello documento viene tracciato un itinerario normativo per disciplinare le attività superando alcune sclerosi amministrative rilanciando il ruolo dell'addestramento per le aziende e della formazione per il territorio. La felice intuizione consentiva di allineare per tempo il sistema regionale lavoro alle nuove direttive europee sui SPI (servizi per l'impiego) e disegnando una nuova geografia per i nuovi bacini d'impiego attraverso i SLL. La Sicilia, cioè, raccoglie la sfida del Pacchetto Treu e la rilancia nei suoi documenti programmatici. Ricorderà Franco Busalacchi lo straordinario lavoro che porta avfare germogliare il POR sulle ceneri del POP 1994/99 . Due appuntamenti preziosi per la Sicilia, Fadol e SPortelli Multifunzionali. Allora alcuni funzionari degli UuPpLMO non videro di buon occhio la nascita di questa collaborazione ed il TAR Sicilia ha memoria dei ricorsi contro questa scelta assessoriale. La d.ssa Corsello era tra i firmatari del ricorso. Numero operatori e loro ubicazione furono definiti avendo come terminale di scambio uffici e recapiti del lavoro introducendo nuovi layout, colloqui di orientamento e servizi consulenziali di accompagnamento. Dimenticavo c'era pure EURES . Il numero degli orientatori e degli assistenti specializzati per soggetti con deficit psico-fisico-sociali era il numero magico della Sicilia, MILLE. Rimanevano nelle aule 3200 istruttori e formatori per un Piano Formativo annuale ricorrente di 1.200.000 ore formative. Sino al 2002. Facciamoci raccontare da chi sa cosa succede dop, anno dopo anno, fino al 2008. Senza enfasi, solo la verità.

  • Dimenticavo di rammentare che il Parlamento siciliano aveva istituti la Società speciale per questi servizi ITALIA LAVORO SICILIA che, come riferimento regionale dell'AGenzia nazionale avrebbe lavorato con i fondi dello Stato per i primi 5 anni. Ma non fu ritenuto conveniente (!?) e dire che quando divenne obbligatorio il controllo analogo per l'house providing la Società predetta era praticamente perfetta pure per assumere ruoli richiesti in seguito dai regolamenti comunitari in materia FSE

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