La Sicilia avanguardia in Italia nella subacquea industriale: l’Ars approva una legge di respiro mediterraneo

La Sicilia avanguardia in Italia nella subacquea industriale: l’Ars approva una legge di respiro mediterraneo
13 aprile 2016

Non ci capita spesso di scriverlo: l’Assemblea regionale siciliana, ieri, ha finalmente fatto una cosa buona: ha approvato una legge – la prima in Italia – che disciplina le attività subacquee al di fuori delle aree portuali. La soddisfazione del parlamentare Salvatore ‘Totò’ Lentini, protagonista. Di questo disegno di legge. Le precisazioni di Manos Kouvakis, direttore del CEDIFOP, un centro di alta formazione subacquea che ha sede a Palermo. Le opportunità per i giovani siciliani, ma anche pe ri giovani del resto d’Italia e di altri Paesi del mondo

Può sembrare strano, ma ieri l’Assemblea regionale siciliana ha fatto qualcosa di utile. Ha approvato una legge che disciplina i percorsi formativi per le attività di subacquea industriale. Per la nostra Isola – e, come proveremo a illustrare, per il resto d’Italia – è un fatto importante. Si punta, infatti, a formare figure ad alta specializzazione capaci di effettuare lavori in ambiente marittimo (posa e saldature di tubi ed installazioni, recupero di materiali, ecc…), molto ricercate dalle imprese a livello nazionale ed internazionale.

“La legge – dice il parlamentare Salvatore ‘Totò’ Lentini, che di questo provvedimento legislativo è stato il protagonista – interviene a regolamentare la formazione degli operatori in un comparto in cui manca una normativa nazionale di riferimento. E proprio l’assenza di una disciplina dello Stato, fino ad oggi, ha creato non pochi ostacoli all’inserimento professionale degli operatori della subacquea industriale. Un paradosso, per una regione insulare come la Sicilia, interessata dalla presenza di tanti impianti per l’estrazione, il trasporto e la raffinazione degli idrocarburi, di strutture portuali e di molteplici altre attività subacquee”.

“Tutti i percorsi di formazione – sottolinea ancora Lentini – dovranno svolgersi nel rigoroso rispetto degli standard fissati a livello internazionale dall’IDSA (l’Associazione mondiale delle scuole per subacquei industriali) e delle norme a tutela della sicurezza, della salute e dell’ambiente (HSE). Al termine dei percorsi di formazione i ragazzi potranno far inserire il proprio nominativo nell’apposito repertorio telematico sul sito della Regione e riceveranno un’apposita card, che permetterà così alle aziende del settore di verificare le competenze, favorendo l’incontro fra domanda ed offerta di lavoro in questo particolare settore”.

I titoli conseguiti saranno inoltre effettivamente utilizzabili sul mercato del lavoro comunitario (riconoscimento ai sensi della Direttiva 2005/36) ed internazionale. L’intervento legislativo non prevede alcun nuovo onere per la Regione: i corsi potranno eventualmente essere finanziati coi fondi comunitari (FSE) o comunque operare in regime di libero mercato, fermo restando il controllo della Regione.

“Sono estremamente soddisfatto per l’approvazioni di una legge che apre ai giovani siciliani nuove opportunità di lavoro in un settore di alta qualificazione. Senza spendere fondi pubblici offriamo la possibilità, in una terra al centro del Mediterraneo, di concrete occasioni di lavoro ben remunerate in Sicilia ed altrove, nel settore petrolifero, portuale e delle installazioni marittime in genere. La Regione ha finalmente usato bene la propria Autonomia per aiutare i siciliani ad inserirsi e competere nell’attività lavorativa in tutta Europa e nel mondo”.

A Palermo, nell’area portuale, opera un Centro di formazione per operatori di subacquea industriale che è punto di riferimento in Italia e nel Mediterraneo: il Cedifop. Noi abbiamo chiesto al direttore del CEDIFOP, Manos Kouvakis, ‘lumi’ su questa legge approvata ieri dall’Ars.

“E’ un provvedimento molto importante – ci dice Manos Kouvakis -. E’ la prima volta che in Italia si approva una legge per disciplinare le attività subacquee al di fuori delle aree portuali. La legge siciliana, questo va detto per chiarezza, non modifica il mondo degli Operatori tecnici subacquei (Ots), che rimane disciplinato da un Decreto Ministeriale del 1979″.

“La legge approvata dall’Assemblea regionale siciliana – prosegue il direttore del CEDIFOP – introduce tre livelli di attività. Immersioni inshore fino a 30 metri di profondità: e questo è il primo livello. Immersioni offshore ad una profondità che va da 30 a 50 metri con utilizzazione di attrezzature tipo basket, campana aperta e campana chiusa: e questo è il secondo livello. Immersioni offshore in saturazione da 50 metri di profondità in giù”.

“Questa legge è un’assoluta novità per l’Italia – sottolinea ancora Manos Kouvakis -. Un provvedimento che apre nuovi scenari. Con la possibilità di ottenere il riconoscimento dall’IMCA, l’associazione internazionale che raggruppa le imprese che operano in tutto il mondo nel settore della subacquea industriale. La Sicilia, lo ribadisco, diventa un punto di riferimento in Italia e nel Mediterraneo. I giovani che si formeranno grazie a questa legge acquisiranno un titolo spendibile in ambito europeo e mondiale”.

Sarebbe anche importante che la Regione, con la nuova Programmazione delle risorse del Fondo Sociale Europeo 2020 finanziasse anche questi corsi di formazione. Lo diciamo perché sappiamo che ai corsi al alta specializzazione tenuti dal CEDIFOP di Palermo si accede solo a pagamento, perché la Regione siciliana non finanzia tali corsi.

Non tutti i giovani siciliani sono nelle condizioni di potersi pagare un corso al CEDIFOP. Ed è veramente un peccato, perché ci sono giovani siciliani che, per condizioni psicofisiche a attitudinali, avrebbero tutti i numeri per accedere a un’attività affascinante che richiede, però, la partecipazione a questi corsi, fino ad oggi a pagamento.

Così si verifica un paradosso, tutto siciliano: mentre si sprecano risorse in attività alcune volte inutili, non si mettono i giovani siciliani che ne avrebbero voglia di seguire un corso al CEDIFOP. Succede, così, che a questi corsi partecipino pochi giovani siciliani e molti giovani che provengono da altri Paese del mondo.

Insomma, Palermo è un punto di riferimento nel Mediterraneo in un settore importatissimo, ma non si creano le opportunità per dare modo a tutti i giovani della Sicilia di formarsi nel settore della subacquea industriale, pur avendo, in città, un Cantiere Navale!

Foto tratta da cescotsavona.it

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