Cari giovani Siciliani, aiutateci (e aiutatevi) e liberare la Sicilia da Crocetta e dalla mala politica: ne va del vostro futuro!

Cari giovani Siciliani, aiutateci (e aiutatevi) e liberare la Sicilia da Crocetta e dalla mala politica: ne va del vostro futuro!
28 marzo 2016

Alle elezioni regionali del 2012 il 51 per cento dei Siciliani non è andato a votare. Tra questi ci sono tantissimi giovani. Il 30 Marzo tanti di voi scenderanno in piazza per provare a fermare le trivelle. Cosa bellissima. Ma ricordatevi che il vostro non-voto ha determinato l’elezione, a Presidente della Regione, di quel Crocetta che, per motivi inconfessabili vi ha regalato le trivelle. Questo deve spingere chi quattro anni fa non ha votato a recarsi alle urne. La vita è vostra e la democrazia si difende cacciando i cialtroni ed eleggendo le persone per bene

Quando incontro persone che concludono le loro intelligenti riflessioni politiche comunicandomi che non andranno a votare, vengo preso da un folle desiderio di appioppargli un sonoro ceffone. Che cretini! E mi si stringe il cuore pensando che i siciliani che non sono andati a votare alle scorse elezioni regionali, quindi i cretini, sono pari al 51% del corpo elettorale.

Un popolo sovrano? No, un popolo sovranamente stupido e colpevolmente latitante. 

Sono come quei mariti che, per fare dispetto alla moglie, si tagliano i genitali. Che cosa credono di fare? Credono forse che la politica per la loro assenza dalle urne elettorali si sia ammalata di malinconia? Gli hanno fatto un piacere, un grande piacere, altroché! E’ segno che sta bene così, oppure, che  se vogliono   cambiare il mondo, vogliono che il mondo cambi per virtù dello Spirito Santo. La seconda, ovviamente, da secoli e secoli.

Vogliono cambiare le cose, certo, ma rimanendo a casa. Credono di fare soffrire i nostri politici dimostrando un supremo disprezzo per loro? Quelli si fregano le mani, loro i voti che gli servono li hanno, se li sono assicurati facendo strame dei vostri diritti, dei diritti dei vostri figli, del futuro dei vostri figli, dando lavoro ai loro servi e ai figli dei loro servi, comprandosi i loro voti usando il pubblico denaro, il vostro denaro, quello delle tasse.

Lo sapete che la democrazia, oltre ad essere il minore dei mali possibili come forma di governo, è pur sempre una brutta bestia? Lo sanno gli intellettuali duri e puri, i radical chic, la Sicilia “bene”, i professionisti con la schiena dritta e tutti quelli a cui gli altri, badate, gli altri, non se stessi, dicono che sono persone per bene, quelli insomma che potrebbero, se solo lo volessero, cambiare le cose e renderle a loro immagine e somiglianza, lo sanno quanti voti bastano in democrazia per eleggere il Presidente della Regione, un Presidente qualunque, alla Caligola? Basta il voto di un solo elettore per ciascun collegio elettorale; UNO SOLO, se tutti gli altri, offesi e orgogliosi, chiusi nella loro superiorità, quelli che, non volendo sporcarsi le mani, in realtà dannano le loro anime, se ne stanno a casa.

E come sarà questo Presidente, a chi somiglierà? Al cavallo fatto senatore da Caligola, come minimo. E’questo che volete? Loro vogliono un numero minimo di elettori manovrabili e asserviti e voi state facendo il loro gioco. Continuando così arriveranno a 90 elettori che eleggono 90 deputati regionali, una pacchia!

Voi che non avete votato perché siete superiori a queste miserie, credete che se foste andati a votare Crocetta avrebbe potuto fare ridere di sé e di noi l’Italia intera? E lo sapete che se l’Italia intera ride di Crocetta, ride dei siciliani tutti, senza distinguere tra gli infelici che lo hanno votato e voi, i signori che non l’hanno votato?  

Nella gerarchia della società civile i latitanti dell’urna elettorale sono peggio di quelli che si fanno pagare per andare a votare, peggio di quelli cui basta un pacco di pasta per andare a votare, peggio di quelli che si prendono  la scarpa destra prima del voto e dopo aver votato si prendono la scarpa sinistra.

I giovani, poi, sono il peggio. Sanno scendere in campo solo contro ogni riforma della scuola, mai per evitare che vengano eletti i politici che quelle riforme faranno.

Il 30 Marzo molti giovani scenderanno in campo contro le trivelle. Cosa bellissima. Però alle elezioni regionali se ne sono rimasti a casa, consentendo che venisse eletto Crocetta, che per interessi indicibili quelle trivelle ha consentito. Ma dove sta la logica? Che senso ha? Ma come si fa? Forse che l’esercizio della democrazia consacrato nelle tornate elettorali è meno importante delle manifestazioni del proprio dissenso nelle piazze?

E’ giusto credere che la politica fatta nelle piazze è più efficace di quella fatta con le campagne elettorali solo perché nelle piazze si è protagonisti? Ma dove hanno la testa? Ma in politica si può essere protagonisti non un solo giorno, ma ogni giorno, tutti i giorni, tenendo alta l’attenzione, essendo sempre pronti, perché la vera democrazia è quella armata, cioè quella sa distinguere tra i pagliacci e le persone serie, caccia via i pagliacci ed  elegge le persone serie, che abbiano progetti seri e la cui esperienza di vita e di lavoro dimostri il possesso delle capacità di realizzarli.

Che cosa c’è di onorevole nello starsene a casa mentre una pattuglia sempre meno numerosa combatte una battaglia disperata anche per chi se resta a casa? Godetevi la monnezza, allora, gli sprechi, la corruzione, la mancanza di servizi, le code interminabili, le liste d’attesa infinite nella sanità, le prevaricazioni, l’incapacità premiata, divertitevi ad accompagnare i vostri figli, che tristemente lasciano l’Isola, agli aeroporti o ai treni, piuttosto che accompagnarli nelle sale di attesa dei notabili per certificarne il fallimento umano e morale. Quei notabili che se non vengono eletti sono quello che sono, nessuno, sono nullità.

Voi non li amate i vostri figli, se li amaste avreste da tempo cacciato via gli infami miserabili magnacci che vi stanno levando tutto. Voi amate di più i miserabili destini che preparate loro, tenendoveli sotto il tetto natio e corrispondendo loro una paghetta sino a quanto potrete.

“Ma sì, eccovi tutta la nostra vita, noi ci vediamo un po’ di televisione e poi ce ne andiamo a dormire. Voi uscite con gli amici e la ragazza, o il ragazzo, andate in discoteca, andate in pizzeria, eccovi il telefonino. Finché siamo vivi  vi daremo tutto quello che abbiamo”.

E poi? E questo sarebbe amore?

 

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