Addio alla Riserva naturale di Torre Salsa: arrivano gli austriaci con un Resort

Addio alla Riserva naturale di Torre Salsa: arrivano gli austriaci con un Resort
18 marzo 2016

La notizia non è nuova. Lo scorso Settembre era già tutto noto. La novità è che il Comune di Siculiana ha concesso tutte le autorizzazioni di legge. Che si aggiungono alle autorizzazioni della Regione. La parola passa, adesso, agli austriaci della Adler. Il silenzio degli ambientalisti. E dire che i fatti – ironia della sorte – vanno a coincidere con l’approvazione, da parte della commissione Ambiente dell’Ars – del disegno di legge sulla gestione delle Riserve e dei Parchi naturali. I retroscena che potrebbero interessare la riapertura e l’apertura – a cura degli austriaci – delle miniere di sali potassici della Sicilia

Così ci accingiamo a ‘salutare’ pure la Riserva naturale di Torre Salsa. In questo splendido tratto di costa agrigentina che si distende tra Eraclea Minoa e Siculiana marina sorgerà un bel Resort a cura della Adler, società austriaca. Nell’operazione c’è di mezzo la famiglia Morgante, proprietaria di molti dei terreni di Torre Salsa. La notizia non è nuova, ma risale al Settembre dello scorso anno (come potete leggere qui, dove trovate tutti i retroscena di questa storia). La novità è che il Comune di Siculiana ha rilasciato tutte le autorizzazioni di legge. Insomma, largo al cemento.

Quello che state leggendo è per metà articolo e per metà testimonianza, visto che chi scrive segue questa vicenda dai primi anni ’80 del secolo passato. Risale ad allora il primo tentativo di dare vita a un villaggio turistico a Torre Salsa. Un’operazione che in quegli anni venne bloccata dagli ambientalisti siciliani che, al contrario di quello che succede oggi, erano liberi, ovvero non legati al potere. Oggi gli ambientalisti siciliani, in buona parte, gestiscono le aree naturali con i soldi della Regione. E prima di parlare debbono ‘riflettere’…

Già, la Regione siciliana. Perché in questa storia della ‘cementificazione’ di Torre Salsa la Regione siciliana c’entra fino al collo. Senza le autorizzazioni degli uffici della Regione – assessorato al Territorio e Ambiente, Sovrintendenza e via continuando – gli austriaci della Adler si sarebbero attaccati al tram. Insomma, tra Regione siciliana e ambientalisti ‘addormentati’, il finale non poteva che essere questo.

Negli anni ’80 non era così. Allora al vertice di Legambiente Sicilia, per esempio, c’era Giuseppe Arnone, un leader battagliero e coraggioso. Uno che non le mandava a dire e che non si fermava davanti a niente. Anche allora i comitati di affari ci provavano a ‘cementificare’ le coste dell’Agrigentino. ma trovavano pane per i propri denti. Oggi hanno trovato la Regione di Rosario Crocetta e del PD siciliano. Ve li raccomandiamo…

Sì a speculare sulle spiagge siciliane ci hanno provato un sacco di volte. Ci hanno provato a Menfi, ma lì hanno toccato duro, perché da quelle parti c’è una grande tradizione di amministratori comunali che difendono con i denti l’interesse comune.

Ci hanno privato a Sciacca: e lì ci sono riusciti. Nel nome del termalismo hanno realizzato i quattro alberghi di Sciaccamare con una società regionale – la Sitas – travolta da mille polemiche. Gli alberghi – che all’inizio avrebbero dovuto essere 11, più un porto turistico – sono diventati 4. Li gestisce il gruppo Mangia. Ma il termalismo è scomparso. Solo hotel. Mentre le Terme, tra Forza Italia e il PD, hanno chiuso i battenti.

Operazione riuscita anche con Torre Makauda, sempre a Sciacca. Luogo che piaceva tanto all’alta mafia degli anni ’80: tutti guardavano sempre a Cefalù: è lì che si riuniscono, è lì che fanno i summit: e invece i mafiosi se ne andavano in questo hotel, riveriti e serviti. E magari, quando faceva molto caldo, si trasferivano ad Adranone, sopra Sambuca di Sicilia.

Tutto a posto anche alla foce del fiume Sosio-Verdura, ancora tra Sciacca e Ribera. Lì c’è il Resort di Rocco Forte. Per realizzarlo l’Ars ha dovuto approvare una legge che va in ‘deroga a norma di legge’ alla legge regionale n. 78 del 1976. E’ la legge che ha introdotto l’inedificabilità assoluta entro i 150 metri dalla battigia. Deroga indispensabile per realizzare i campi da golf in riva al mare. Per i poveri-ricchi questo ed altro.

Abbiamo usato la formula ‘deroga a norma di legge’, perché in alcune province dell’Isola, lungo le coste, è avvenuto di tutto. Non a caso da quindici anni la politica siciliana cerca di fare approvare dall’Ars una legge di sanatoria criminale. Tentativi andati sempre a vuoto.

Con i tempi che corrono – e con i tanti criminali che ci sono oggi in politica – non è detto che la sanatoria criminale lungo le coste siciliane non vada in porto oggi. Hanno massacrato la Costituzione, travolto i diritti dei lavoratori, hanno consentito persino alle banche di truffare i risparmiatori: perché i nostri amici della politica siciliana che contano non dovrebbero fare un favore ai mafiosi che da quindici anni – mischini! – aspettano la sanatoria per rivendere a prezzi decuplicati le opere in cemento oggi abusive?

Ma stiamo divagando. Ah, dimenticavamo: agli speculatori, negli anni ’80, è andata male a Montegrande, un tratto di costa ad oriente di Agrigento. Lì a bloccare tutto pensò Giuseppe Arnone, che scatenò un inferno.

E oggi? Oggi c’è solo silenzio. Lo stesso WWF, ente gestore della Riserva naturale di Torre Salsa, quasi 800 ettari di terreno con circa 6 chilometri di costa, con le falesie che si alternano alle spiagge e alle dune, minimizza. Ribattono, dalle parti del WWF, che il Resort verrà realizzato al confine con la Riserva di Torre Salsa.

Forse non c’è più l’area di pre-Riserva? Che dire? Che in Toscana i gestori degli stabilimenti balneari – messi in crisi dalle tasse – temono che i tedeschi si vogliano prendere tutto. In Sicilia i tedeschi – austriaci, ma siamo lì – si prendono invece le aree naturali. I due volti di un’Italia in via di ‘colonizzazione’ (la Sicilia, in realtà, è stata già colonizzata dall’Italia: che ora viene colonizzata dai tedeschi…).

Naturalmente ci verranno a raccontare che è tutto a posto, che l’ambiente sarà rigorosamente rispettato. Non cambierà niente, ci diranno. Sì, non cambierà niente, come nel Resort di Rocco forte. Dove i normali cittadini non possono avvicinarsi nemmeno arrivando dal mare con la barca. Del resto, se la Sicilia è in vendita, o meglio, se le aree più belle della Sicilia sono in vendita per i ricchi non è che si può consentire al volgo di mescolarsi con la gente altolocata. Qui ‘A livella del grande Totò non funziona: gli spazzini rimangono spazzini e i gran signori rimangono gran signori…

L’unica cosa certa è che i terreni di questi luoghi acquisteranno valore. Tanto valore. Non a caso – lo leggete sempre nell’articolo che vi abbiamo allegato – i proprietari dei terreni di Torre Salsa e dintorni, già da qualche anno, sono oggetto di offerte da parte di misteriosi personaggi che, evidentemente, sapevano in anticipo come sarebbe andata a finire a Torre Salsa.

Eh sì, questi misteriosi personaggi sapevano tutto in anticipo. Sapevano di questa società austriaca. Sapevano che la Regione siciliana avrebbe concesso le autorizzazioni per un nuovo Resort. Per non parlare del Comune di Siculiana, che da decenni vorrebbe ‘valorizzare’ le proprie coste. Valorizzarle come si usa fare da qualche anno in Sicilia: togliendo ai cittadini siciliani un tratto di costa per privatizzarlo.

Dicono che in questa storia ci sarà un’altra storia nella storia. Una vicenda che, da carsica, verrà finalmente alla luce del sole. E qui dobbiamo tornare all’avvocato Francesco Morgante, un personaggio quasi mitico. Agrigentino di Grotte, oggi novantenne, l’avvocato Morgante ha attraversato la storia dell’Autonomia siciliana. E’ l’uomo che, più di ogni altro, conosce la storia – forse sarebbe meglio dire le vicissitudini – delle miniere siciliane.

Delle miniere di zolfo abbandonate – e addirittura trasformate in museo – dalla politica: come se lo zolfo, oggi, non avesse valore! Delle miniere di salgemma, che ancora oggi l’Italkali gestisce (l’Italkali è una società controllata dalla Regione con il 51%, dove, però, a gestire sono i privati con il 49% delle azioni capeggiati dall’avvocato Morgante). E, soprattutto, delle miniere di sali potassici. Un affare, quello dei sali potassici, che la Sicilia ha inspiegabilmente abbandonato alla fine degli anni ’80, sembra perché i tedeschi, allora già forti, non volevano ombre su un mercato da loro controllato.

Dicono che con l’arrivo degli austriaci a Torre Salsa si sbloccherà tutto. Dicono che la Sicilia farà quello che non ha fatto in oltre trent’anni: riaprire le miniere di sali potassici chiuse. E aprire quelle che non sono state mai aperte. E guarda caso, le miniere di sali potassici fino ad oggi mai sfruttate si trovano proprio nell’Agrigentino.

Insomma, si tornerà alle miniere. Ma con la regia tedesca. O austriaca. Da bravi colonizzati, avremo i nuovi padroni del suolo e del sottosuolo.

Vero? Falso? Chissà.

P.S.

Ah, dimenticavamo: proprio in questi giorni la commissione Territorio e Ambiente dell’Assemblea regionale siciliana ha approvato il disegno di legge di riforma per la gestione dei parchi e delle Riserve naturali della Sicilia. Una bella coincidenza, no?     

 

 

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