Mariano Ferro (Forconi): “La politica siciliana ha distrutto l’agricoltura. Il PD? Diabolico”

Mariano Ferro (Forconi): “La politica siciliana ha distrutto l’agricoltura. Il PD? Diabolico”
17 marzo 2016

Intervista con il leader dei Forconi siciliani, Mariano Ferro. Una panoramica sull’attuale crisi dell’agricoltura siciliana, dall’agrumicoltura in ginocchio al pomodorino di Pachino ‘rubato’ agli agricoltori per pochi centesimi di Euro e rivenduto a 8 Euro al chilogrammo nei mercati del Centro Nord Italia. Per non parlare dell’invasione dell’olio d’oliva tunisino. I 20 mila agricoltori siciliani oggetto di decreti ingiuntivi e provvedimenti esecutivi. La “farsa del PD siciliano” e di alcuni sindaci che organizzano manifestazioni per “prendere in giro gli agricoltori siciliani”. La manifestazione del 30 marzo a Palermo  

Mariano Ferro, leader dei Forconi siciliani, non ha perso il suo smalto. Il potere mafioso – la vera mafia, quella che ha il volto delle istituzioni – non gli perdona, non gli può perdonare i primi tre mesi del 2012, quando i Forconi misero a soqquadro la Sicilia con imponenti manifestazioni popolari. Rimane agli annali la grande manifestazione dei 6 Marzo 2012. Quando, non sapendo cosa inventarsi per colpire Mariano Ferro e il suo movimento, dissero che a sfilare con loro c’erano anche i mafiosi.

“Sì, lo ricordo bene – ci dice oggi Mariano Ferro -. Furono quelli di Confindustria Sicilia a dire che con noi, quel giorno, sfilavano i mafiosi. Era vero? Non posso escluderlo. Chi può controllare le presenza di una manifestazione con migliaia e migliaia di persone? Poi, però, si è visto dove stava la mafia. Nei giorni scorsi, sul quotidiano La Sicilia, ho letto un’intervista all’ex assessore regionale Nicolò Marino che mi ha lasciato di stucco (che potete leggere qui). Il tempo è sempre galantuomo e fa giustizia”.

Dal passato al presente. Sappiamo che siete di nuovo in movimento. In fondo siete stati i primi a parlare della crisi dell’agricoltura siciliana. La battaglia sul pomodorino di Pachino, che viene strappato ai produttori a 0,30-0,40 Euro al chilogrammo, per poi essere rivenduto a 8 Euro nei mercati del Centro Nord Italia è vostra. E’ un vostro cavallo di battaglia.

“Tutto vero. Ora i problemi stanno venendo al pettine. Anche se la politica siciliana continua a prendere in giro gli agricoltori siciliani. La manifestazione di qualche giorno fa, a Pachino (che potete approfondire qui), è la diabolica dimostrazione di quanto dico”.

Cioè?

“Guardi chi sono i promotori di questa manifestazione: gli esponenti del partito – il PD – che è tra i responsabili della crisi dell’agricoltura siciliana. Il PD vota a favore de”invasione dell’olio tunisino in Europa, è a favore del trattato tra UE e Marocco che ha praticamente distrutto l’agrumicoltura siciliana, non ha mai fatto nulla per aiutare i produttori del pomodorino di Pachino e poi organizza la manifestazione. Siamo alla farsa”.

Ma chi ha organizzato la manifestazione di qualche giorno fa a Pachino?

“I sindaci del PD. C’è il sindaco di Pachino, Roberto Bruno, che è del PD e, addirittura, renziano. E il sindaco uscente di Vittoria, anche lui del PD”.

Ma perché avrebbero organizzato questa manifestazione?

“Per dare agli agricoltori la sensazione che il PD è con loro. Insomma, per continuare a prenderli in giro. La stessa cosa è avvenuta con l’olio d’oliva tunisino (che potete approfondire qui). In Sicilia l’eurodeputata del PD, Michela Giuffrida, si dichiara contro l’invasione dell’olio tunisino, che creerà serissimi problemi all’olivicoltura da olio di Puglia, Calabria e Sicilia. Però il PD, a livello nazionale e in Europa, appoggia l’iniziativa. L’ho detto: è una recita per prendere in giro gli agricoltori siciliani. La vuole sapere l’ultima?”.

Dica.

“Gli esponenti del PD stanno organizzando un’altra sceneggiata, questa volta a Roma. Per portare il pomodorino di Pachino nella Capitale e regalarlo. Non una protesta seria, con la richiesta di provvedimenti concreti, ma una sceneggiata. Tanto per gettare fumo negli occhi agli agricoltori. Il PD è a Strasburgo, controlla il Ministero delle Politiche agricole, in Sicilia, con Antonello Cracolici, gestisce l’assessorato regionale all’Agricoltura. Perché non intervengono con iniziative concrete invece di organizzare sceneggiate e gite romane?”.

Perché, secondo lei?

“Gliel’ho detto: perché sono diabolici. Prendono in giro gli agricoltori siciliani. E sono bravi. I sindaci di queste contrade sono del PD. Le sembra normale che in Sicilia, con tutto quello che sta succedendo, la gente va ancora dietro a Forza Italia e al PD? In questo partito il leader è Davide Faraone, ma si rende conto?”.

Voi cosa state facendo?

“Noi non ci siamo mai arresi. Chi pensa questo, si sbaglia. Noi, per la nostra azione di protesta, abbiamo pagato. Duramente. Siamo finiti tutti sotto processo. Tutto questo in una Sicilia dove siamo stati gli unici a difendere gli oltre venti mila agricoltori con case e terreni pignorati. Perché di questo non parla nessuno?”.

Ce ne parli lei.

“Il discorso è semplice. Il movimento dei Forconi, tra l’autunno del 2011 e i primi mesi del 2012, nasce proprio per scongiurare i pignoramenti dei beni dei piccoli agricoltori siciliani. Chi vive di agricoltura con piccole aziende – agrumi, pomodorino, datterino e ortofrutta in generale – se comincia a subire la concorrenza sleale dei prodotti che arrivano dall’Africa, piano piano va in crisi. Noi abbiamo segnalato la deriva nel 2011. Ma le autorità politiche, invece di ascoltare le nostre ragioni, hanno fatto due cose. Primo: hanno represso il movimento dei Forconi. Secondo: hanno continuato ad avallare l’arrivo di ortofrutta, peraltro di pessima qualità, dal Nord Africa e dai Paesi asiatici. I risultati li vediamo oggi: l’agrumicoltura siciliana in ginocchio, il pomodorino e i datterino venduto a prezzi irrisori e ora anche l’olio extra vergine di oliva siciliano sotto scacco”.

I responsabili politici chi sono?

“L’Unione Europea penalizza regolarmente le agricolture mediterranee. Ma ci sono gravi responsabilità dei Governi nazionali e dei Governi regionali che hanno avallato tutto questo. Mi riferisco, in particolare, al Governo regionale di Raffaele Lombardo e all’attuale Governo di Rosario Crocetta”.

Anche voi Forconi, nel 2012, avete accettato di dialogare con il Governo Lombardo.

“Ci siamo fidati e abbiamo sbagliato. Ma questo non fa venire meno le responsabilità di questi due Governi siciliani. Che sono gravissime”.

Adesso, che farete?

“Ci stiamo riorganizzando. Anche perché gli agricoltori in difficoltà ci chiamano. Ci invitano a riprendere la lotta. Solo a Vittoria – tanto per fare un esempio – ci sono oltre quattro mila agricoltori alle prese con decreti ingiuntivi e provvedimenti esecutivi. Negli anni passati Vittoria era una delle ‘capitali’ dell’agricoltura siciliana! Parliamo di agricoltori bravissimi, che hanno bisogno di poco per emergere, perché sono grandi lavoratori. Guardi che ce ne vuole per piegare gli agricoltori vittoriesi! La verità è che li hanno messi nelle condizioni di non potere più lavorare”.

Parteciperete alla manifestazione del 30 Marzo, a Palermo?

“Stiamo ragionando anche su questo. La manifestazione del 30 Marzo, a quanto ne sappiamo, è stata organizzata dal movimento No Triv. Giustissimo, per carità: noi siamo contro le trivelle. ‘U mari un si spirtusa, come si dice dalle nostre parti. Ma questa manifestazione che c’entra con l’agricoltura?”.

In verità, la manifestazione del 30 Marzo, nata come rivolta contro le trivelle, si è trasformata in una manifestazione contro il Governo regionale di Crocetta. La crisi dell’agricoltura c’entra eccome!

“Se è così lo scenario cambia. Vedremo. Come ho detto, stiamo ragionando”.

Avete provato a ragionare con il Movimento 5 Stelle della Sicilia?

“Come no! Il 9 Dicembre del 2013 abbiamo avuto un lungo incontro con Giancarlo Cancelleri. Abbiamo chiesto la copertura politica. Abbiamo chiesto anche un incontro con Beppe Grillo”.

E com’è finita?

“Non ci hanno mai risposto. All’inizio, in verità, i grillini siciliani sembravano interessati al nostro progetto. Erano anche contenti. Se proprio la debbo dire tutta, i grillini siciliani sono bravi ragazzi. Persone per bene. Nulla da dire. Ma hanno un problema: a decidere, nelle cose importanti, non sono loro”.

E chi decide secondo lei?

“Per quello che abbiamo capito, gli ordini, ai grillini siciliani, arrivano da Genova”.

E voi Forconi, a Genova, non siete piaciuti…

“Cosa dovrei pensare di diverso?”.

Avete provato a dialogare con i movimenti sicilianisti e indipendentisti?

“Guardi, il rilancio dello Statuto siciliano è sempre stato il punto di riferimento del nostro movimento. Ed è logico, quindi, dialogare con sicilianisti e indipendentisti. Ma…”.

Ma?

“Guardi, abbiamo incontrato il professore Massimo Costa, persona degnissima. Un uomo intellettualmente onesto. Ma abbiamo avuto una sensazione”.

Cioè?

“La nostra sensazione che che anche Costa ci voglia tenere e debita distanza”.

Ma è sicuro? Guardi che il professore Costa è di estrazione socialista. Gli si può dire tutto, tranne che sia un radical chic della sinistra siciliana tipo certi soggetti di SEL e di Rifondazione comunista…

“Magari ci saremo sbagliati. Ma la nostra sensazione è stata questa”.

 

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