Palermo, sfrattata la famiglia con il bambino malato grave di via Sadat

16 marzo 2016

Rispetto a questa vicenda dolorosa l’Amministrazione comunale di Leoluca Orlando non ha mosso un dito. In effetti, in assenza di passerelle e tv che cosa avrebbero dovuto fare il sindaco e i suoi assessori? Occuparsi di un caso vero? Se ne sono occupati invece la Caritas e la Curia di Palermo, che hanno messo a disposizione una casa per la famiglia Galdolfo. Le dichiarazioni di Nadia Spallitta e Sandro Leonardi

Palermo ha ormai fatto l’abitudine alla cosiddetta emergenza abitativa. Ci sono comitati che provano, senza successo, a sensibilizzare l’Amministrazione comunale su questo tema. Ma c’è poco da fare: per motivi incomprensibili la Giunta comunale di Leoluca Orlando non si occupa di questo tema. Qualcosa ha provato a fare il Consiglio comunale. Ma senza grande successo, a parte la presenza di alcuni consiglieri comunali che cercano almeno di mettere qualche ‘toppa’. Com’è avvenuto ieri, con la tristissima storia della famiglia Gandolfo, in via Sadat, sfrattata. Una famiglia con un minore malato che è stata messa alla porta senza che l’Amministrazione comunale di Palermo abbia mosso un dito.

Questo blog, nei giorni scorsi, in occasione della visita-passerella,a Palermo, della presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini, ha scritto che la presenza di questa signora in città è stata, per l’appunto, una passerella (come potete leggere qui). La signora, accompagnata dal sindaco Orlando e dai radical chic della ‘presunta’ Sinistra alternativa al PD, è venuta a raccontare i soliti luoghi comuni, con la solita visita alla Zen.

Eletta quattro anni fa in Sicilia nelle liste di SEL grazie al Porcellum (il grande ‘regalo’ di Vendola ai siciliani…), la signora Boldrini e i suoi sponsor pensano che – dopo la visita di qualche giorno fa – Sinistra Italiana (il nuovo schieramento che dovrebbe essere alternativo al PD) abbia già la candidata da ripresentare. Il tutto all’insegna dell’apparenza senza sostanza. E che non ci sia sostanza nell’Amministrazione comunale di Palermo che ha promosso la presenza della signora Boldrini in città lo dimostrano i fatti di ieri in via Sadat.

Passeggiando in lungo e in largo allo Zen, Orlando e la Boldrini immaginano di essersi accreditati come i difensori degli ‘ultimi’. Ma poi – come nel caso di ieri – quando si tratta di passare dalle parole ai fatti, l’Amministrazione comunale e i ‘compagni’ di SEL e di Rifondazione comunista spariscono. Ieri, infatti, ad assistere la povera famiglia che è stata sfrattata i rappresentanti dell’Amministrazione comunale di Palermo e la ‘Sinistra’, o pseudo tale, non erano.

C’erano invece Nino Rocca, figura storica del movimento dei senza casa di Palermo; c’erano i rappresentanti del Sunia; c’era Marco Frasca Polara, il presidente dell’ottava Circoscrizione della città; c’era la vice presidente del Consiglio comunale, Nadia Spallitta. Ma dell’Amministrazione comunale, lo ribadiamo, non c’era alcun rappresentante.

“Provo una profonda delusione – scrive Nadia Spallitta in un comunicato stampa – per il comportamento tenuto dall’Amministrazione comunale che qualche giorno fa, in presenza della Boldrini, proclamava la propria capacità di accoglienza e sostegno agli ultimi, agli immigrati, ai più poveri, ed ieri, durante lo sgombero di un minore affetto da una gravissima malattia – certificata – era totalmente assente, incapace di trovare soluzioni e di ‘accogliere’ presso uno dei tanti immobili confiscati, del patrimonio comunale o presso una struttura ricettiva, una famiglia che versa in gravi condizioni di disagio economico e umano”.

“Registro – prosegue la nota della vice presidente vicaria del Consiglio comunale di Palermo – la solitudine vissuta dalle nostre famiglie più fragili e l’inerzia dell’Amministrazione che non ha mai attivato, tra l’altro, gli strumenti di programmazione e investimento per sfruttare l’enorme patrimonio immobiliare di cui dispone per l’emergenza abitativa. Se non fosse intervenuta la Caritas, mettendo a disposizione un mini appartamento della Curia, in questo momento questo bambino si troverebbe per strada, lasciato letteralmente solo dalle istituzioni, che non si sono neanche preoccupate di accompagnare lo sgombero approntando i mezzi necessari per il trasloco”.

Particolare non secondario: la famiglia povera che è stata fatta ‘sloggiare’ non aveva nemmeno i soldi per il trasporto degli arredi. E sono stati i presenti – gente seria – che hanno messo le mani in tasca, si sono autotassati, per consentire il trasloco. 

“Ringrazio tuttavia alcuni dirigenti comunali, tra cui il dottore Domenico Musacchia, le assistenti sociali e le forze dell’ordine che hanno dimostrato sensibilità e attenzione di fronte al dramma della famiglia Gandolfo”, conclude Nadia Spallitta.

Gli fa eco un altro consigliere comunale, Sandro Leonardi del PD: “La triste vicenda dello sgombero di via Sadat – dice – che ha riguardato una famiglia con un minore gravemente malato, è la dimostrazione di come questa Amministrazione comunale, in quattro anni, non sia stata in grado di dare una risposta concreta all’emergenza abitativa di Palermo e di approntare una struttura adeguata per questi casi così dolorosi. Perché non si è intervenuti prima? Cosa ha fatto l’assessorato competente? Da un lato il Comune non paga le associazioni e gli enti del sociale, a volte per grossolani errori, e dall’altro non si è ancora in grado di risolvere il problema della casa in città. Insomma, l’ennesimo flop di questa Amministrazione”.

E i ‘compagni’ radical chic di SEL e di Rifondazione comunista? Non pervenuti…

(Forse in queste ore forse sono impegnati a definire gli ultimi ritocchi delle ZTL: ah, la ‘Sinistra’ di Palermo!)

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