Perché l’ecotassa alla ‘siciliana’ sui rifiuti è un esempio di irragionevolezza del Legislatore

Perché l’ecotassa alla ‘siciliana’ sui rifiuti è un esempio di irragionevolezza del Legislatore
16 febbraio 2016

Con la norma approvata dalla commissione Bilancio e Finanze viene raddoppiato il tributo speciale (che i cittadini siciliani pagano, alla fine, perché la raccolta differenziata, in Sicilia, è a livelli minimi) che passa da 30-35 Euro all’anno a 60-70 milioni di Euro all’anno. Soldi che vengono divisi tra Regione e Comuni. Una follia: perché Regione e Comuni, che incasseranno questi soldi perché la raccolta differenziata dei rifiuti è ai minimi termini, per quale motivo dovrebbero portare la stessa raccolta differenziata ad alte percentuali? Non è che si punta a favorire le discariche?

Nella manovra economica e finanziaria 2016 approvata dalla commissione Bilancio e Finanze dell’Ars – una vera e propria legge omnibus, dove si trova di tutto e di più – c’è un passaggio sulla gestione dei rifiuti che è un esempio di grande irragionevolezza da parte del Legislatore. Vediamo di che si tratta.

Il tema è quello della cosiddetta ecotassa. Questo balzello, frutto della legislazione nazionale, ha una propria, logica ragion d’essere. Si punta a penalizzare i Comuni che non hanno raggiunto alte percentuali di raccolta differenziata dei rifiuti, premiando, invece, i Comuni virtuosi, cioè quelli che hanno raggiunto livelli percentuali elevati di raccolta differenziata. Come ora racconteremo, il significato e l’applicazione di questo principio è stato stravolto dal governo e dai parlamentari di Sala d’Ercole. 

Questo balzello – che si chiama tributo speciale – esiste già anche in Sicilia. I cittadini lo ritrovano nella ‘bolletta’ della TARI, la Tassa per i rifiuti. Sono i soldi che i cittadini pagano per il ricorso alla discarica. A conti fatti, i Comuni che ricorrono alle discariche per liberarsi dei rifiuti fanno pagare questo tributo ai cittadini (che spesso non sanno che pagano per avere a disposizione discariche che inquinano l’ambiente!).

I Comuni dell’Isola nei quali, invece, la raccolta differenziata dei rifiuti supera il 60 per cento non fanno pagare questo tributo speciale ai cittadini.

Il problema è che, in Sicilia, i Comuni virtuosi, quelli, cioè, che superano il 60 per cento di differenziata, sono pochissimi. Non per responsabilità dei cittadini, ma delle pubbliche amministrazioni che non sono riusciti a organizzare la raccolta differenziata.

Allora perché ne fanno le spese i cittadini? Per il principio della responsabilità indiretta: i cittadini hanno eletto i sindaci, il presidente della Regione e i deputati regionali: e se sindaci e governo regionale non sono riusciti a far decollare la raccolta differenziata dei rifiuti, ebbene, la responsabilità è anche di chi li ha eletti. Cioè dei cittadini siciliani, che alla fine sono quelli che pagano.

Già questo principio è un po’ discutibile, perché gli ultimi due governi regionali – il governo di Raffaele Lombardo e il governo di Rosario Crocetta – di fatto, hanno favorito le discariche a scapito della raccolta differenziata (con la sola eccezione dell’ex assessore con delega ai rifiuti, Nicolò Marino, che ha cercato di opporsi allo strapotere dei ‘Signori delle discariche’ e anche per questo è stato messo fuori dal governo regionale).

Nelle scorse settimana il governo Crocetta ha annunciato il raddoppio del tributo speciale che viene pagato dai cittadini con la TARI e che i titolari delle discariche ‘girano’ all’Amministrazione regionale. Questo raddoppio del tributo speciale è già un’assurdità (come vi abbiamo raccontato qui). Per un motivo semplice: perché una Regione che ha fatto poco o nulla per far decollare la raccolta differenziata dei rifiuti in Sicilia non può, poi, penalizzare i cittadini che non effettuano la raccolta differenziata! Questa è solo malafede e scorrettezza amministrativa. Ma tant’è.

Grosso modo, fino ad oggi, la Regione dovrebbe avere incassato, ogni anno, da 30 a 35 milioni di Euro di tributo speciale. Che adesso viene raddoppiato. Da qui una domanda logica: se una Regione siciliana, ridotta quasi al ‘verde’ dai ‘buchi’ di Bilancio provocati dai prelievi forzosi del governo nazionale di Matteo Renzi, incassa da 60 a 70 milioni di Euro all’anno grazie al fatto che i cittadini non effettuano la raccolta differenziata dei rifiuti, per quale motivo dovrebbe spingere i Comuni, e quindi gli stessi cittadini siciliani, ad effettuare la raccolta differenziata?

Infatti, se i cittadini siciliani raggiungessero una percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti del 60 per cento, non pagherebbero più il tributo speciale e la Regione siciliana non incasserebbe più i 60-70 milioni di Euro all’anno! Ecco perché la norma – cioè l’esistenza e, addirittura!, il raddoppio di questa tassa – è illogica: perché spingerà una pubblica amministrazione regionale a non far decollare la raccolta differenziata dei rifiuti, pena la perdita di entrate pari a 60-70 milioni di Euro ogni anno!

Con la manovra approvata in commissione Bilancio e Finanze dell’Ars è stata introdotta una norma che è ancora più folle: lasciare ai Comuni la metà di questo tributo speciale, cioè da 30 a 35 milioni di Euro all’anno. Perché si tratta di follia nella follia? Semplice: perché, a partire da quest’anno, si erogheranno ai Comuni siciliani – tutti in difficoltà economiche – da 30 a 35 milioni di Euro all’anno.

Domanda: ma se i Comuni siciliani incasseranno da 30 a 35 milioni di Euro all’anno di tributo speciale – e alla fine lo incasseranno proprio perché non effettuano la raccolta differenziata dei rifiuti – perché mai dovrebbero lavorare per far decollare la raccolta dei rifiuti? Infatti, se la raccolta dei rifiuti dovesse decollare, arrivando al 60 per cento, i cittadini non dovrebbero più pagare il tributo speciale e i Comuni avrebbero un’entrata in meno…

Perché si sta verificando quest’assurdità? Perché una norma nazionale – penalizzare i Comuni che non raggiungono un’alta percentuale di raccolta differenziata (in Sicilia è stato stabilito il 60 per cento) e agevolare i Comuni virtuosi – è stata trasformata dalla politica siciliana in un’occasione per fare ‘cassa’!

Insomma, quest’ecotassa alla siciliana non funziona proprio!

Per primo ci ha pensato il governo regionale, che qualche mese fa ha deciso di raddoppiare questo tributo speciale. Un raddoppio illogico e in malafede, perché, come già ricordato, la Regione che non ha fatto nulla per aumentare la raccolta differenziata – e che anzi ha aiutato i ‘Signori delle discariche’ – non può decidere di ‘punire’ i Comuni che hanno livelli bassi, se non bassissimi di raccolta differenziata (in Sicilia i Comuni virtuosi sono pochissimi e la media di raccolta differenziata, ufficialmente, dovrebbe essere sopra il 10 per cento, ma c’è il dubbio che la percentuale sia più bassa: intorno al 5 per cento).

Ora, come già accennato, in commissione Bilancio e Finanze hanno pensato di distribuire la metà degli introiti di questa tassa ai Comuni. Illogicità, su illogicità, su illogicità. Facciamo un esempio concreto?

Ecco a voi il Comune di Palermo. Dove nel Dicembre dello scorso anno – come vi abbiamo raccontato in questo articolo – l’Amministrazione comunale ha eliminato quel poco di raccolta differenziata dei rifiuti che veniva effettuata. Adesso, in base alla norma approvata in commissione Bilancio e Finanze, il Comune di Palermo, che ha sbaraccato la raccolta differenziata verrà ‘premiato’ con una quota del tributo speciale!

Vi sembra ragionevole? E che convenienza avrà il Comune di Palermo a introdurre la raccolta differenziata dei rifiuti, visto che, avendo sbaraccato quel poco di raccolta differenziata che veniva effettuata, ci guadagnerà pure?

Insomma, siamo davanti a un classico esempio di come l’Autonomia legislativa della Regione siciliana viene piegata a interessi di bottega.

P.S.

L’unica – e l’ultima – speranza è che la presidenza dell’Ars stralci questa norma folle. Evitando, anche, il raddoppio di questa ecotassa: raddoppio del quale i siciliani non ‘avvertono’ il bisogno’. In ogni caso, l’ecotassa non deve essere utilizzata per fare ‘cassa’, ma semmai per aiutare i Comuni a migliorare la raccolta differenziata.

Perché il dubbio è che dietro questa sceneggiata, alla fine, ci sia la volontà di lasciare tutto per com’è adesso: con le discariche, senza raccolta differenziata con i siciliani che pagano addirittura di più per avere un servizio pessimo…

 

 

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