L’assessore Baccei ‘incapretterà’ i circa 24 mila forestali grazie all’ascarismo di Crocetta e del PD siciliano

L’assessore Baccei ‘incapretterà’ i circa 24 mila forestali grazie all’ascarismo di Crocetta e del PD siciliano
11 febbraio 2016

E, se proprio la dobbiamo dire tutta, grazie anche alla colpevole acquiescenza dei deputati dell’Ars, a cominciare dal suo presidente, che non hanno mai contestato – in termini politici e istituzionali – i tagli abusivi che il governo nazionale ha operato sul Bilancio regionale calpestando lo Statuto. Il blocco del turn over dei forestali – che il governo e i deputati di centrosinistra, con in testa quelli del PD fingono di contestare durante i lavori della commissione Bilancio e Finanze dell’Ars – è la diretta conseguenza dell’ascarismo

Meno di una settimana fa il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, annunciava che l’articolo del disegno di legge sugli operai della Forestale era stato ritirato. Il riferimento era all’articolo, voluto dall’assessore-commissario all’Economia, Alessandro Baccei, che prevede il blocco del turn over per i lavoratori di questo comparto: articolo che fa parte del disegno di legge di stabilità regionale del 2016 in questi giorni in discussione all’Ars. A noi la notizia è sembrata strana: e l’abbiamo anche scritto lo scorso 5 Febbraio (come potete leggere qui). Per un motivo semplice: perché stando alle notizia in nostro possesso, il mandato che il governo Renzi e le burocrazie ministeriali hanno impartito all’assessore Baccei è il seguente: bloccare il turn over degli operai della Forestale siciliana e dimezzare non il numero, ma le indennità a circa 900 dirigenti della Regione. 

Ovviamente, l’annunciata eliminazione dell’articolo del disegno di legge era solo una sceneggiata di Crocetta e dei parlamentari. Della serie: almeno proviamo a recitare la parte: proviamo a far credere ai circa 24 mila operai della Forestale che noi siamo con loro, magri conserveremo qualche voto. Insomma, una farsa: Crocetta, l’assessore all’Agricoltura, Antonello Cracolici, e i vari deputati, di maggioranza e di opposizione sanno benissimo che l’assessore Baccei avrebbe voluto penalizzare forestali e dirigenti regionali lo scorso anno. Poi, a un certo punto, d’accordo con Roma, si è fermato. Rinviando a quest’anno i due pesanti tagli.

Governo e Parlamento dell’Isola hanno i numeri per bloccare l’azione di Baccei: hanno, insomma, i voti per ‘bocciare’ sia il blocco del turn over dei forestali, sia il taglio delle indennità variabili a circa 900 dirigenti regionali. Perché, invece di annunciare il rirpistino del tur over (come hanno fatto la scorsa settimana) e di polemizzare a vanvera (come hanno fatto ieri durante i lavori della commissione Bilancio e Finanze dell’Ars) non agiscono? Semplice: perché se lo faranno, il governo Renzi non erogherà i circa 550 milioni di Euro che servono alla Regione per provare a ‘chiudere’, cioè ad approvare, la manovra economica e finanziaria 2016.

In questa storia del ricatto operato da Roma c’è una gravissima responsabilità politica e istituzionale del governo regionale di Rosario Crocetta, delle forze politiche che l’appoggiano e della presidenza dell’Assemblea regionale siciliana.

Di fatto, il governo, i partiti della maggioranza di centrosinistra – PD siciliano in testa – hanno accettato il sostanziale commissariamento della Sicilia.

Quando Crocetta, nel Giugno del 2014, ha siglato il ‘Patto scellerato’ con il governo Renzi, rinunciando a oltre 5 miliardi di Euro frutto di una sentenza della Corte Costituzionale in materia di territorializzazione delle imposte favorevole alla Sicilia, il Parlamento siciliano sarebbe dovuto intervenire: e invece non l’ha fatto, dando solo una prova di vigliaccheria istituzionale e politica.

Avrebbe dovuto essere la presidenza dell’Ars a porre con forza la questione, contestando a Crocetta il ‘Patto scellerato’ che aveva siglato addirittura senza avvisare lo stesso Parlamento (così almeno ci hanno fatto credere: sarà vero?): ma questo non è avvenuto. Lo stesso discorso avrebbero dovuto fare i partiti di maggioranza, PD siciliano in testa: invece i deputati di questi partiti hanno preferito il silenzio e l’acquiescenza verso Roma.

Sorvoliamo sul presidente Crocetta, del quale ormai non segnaliamo più le responsabilità. Per un motivo semplice: perché non conta nulla. Del resto, un presidente della Regione che nomina assessore all’Economia l’uomo che lo commissarierà – cioè l’assessore Baccei – non ha bisogno di alcun commento: si commenta da sé. 

Poi ci sono stati altri scippi: entrate che spettano alla Regione siciliana che lo Stato, unilateralmente, ha deciso di incamerare. Anche in questo caso, silenzio-acquiescenza da parte del governo Crocetta, dei partiti della maggioranza di centrosinistra, PD siciliano in testa, e della presidenza dell’Ars.

Quest’ultima avrebbe dovuto porre un problema politico e istituzionale: ma, si sa, se uno il coraggio non ce l’ha non se lo può dare…

Per completezza d’informazione va detto che alcuni deputati di opposizione – e altri deputati che non sappiamo se definire di opposizione o di maggioranza: a Sala d’Ercole, da quando governa Crocetta, i cambi di casacca sono continui – hanno presentato una mozione per sollecitare il presidente della Regione a rimangiarsi il ‘Patto scellerato’ con Renzi.

Ora stiamo arrivando al dunque. Ieri, come già accennato, durante i lavori della commissione Bilancio e Finanze dell’Ars, Baccei ha rispolverato il suo ‘papello’, per la parte che riguarda il blocco del turn over degli operai della Forestale. Che non prevede solo risparmi per la Regione (che peraltro sono più di 5 milioni di Euro), ma anche per lo Stato. Impedire a chi svolge 78 giornate lavorative nel settore forestale di progredire in carriera significa, di fatto, bloccargli la progressione dell’indennità; idem per chi svolge 101 giornate lavorative che, con il blocco del turn over, non raggiungerà più le 151 giornate lavorative.

Osservando attentamente la manovra di Baccei sulla testa di circa 24 mila lavoratori del settore forestale ci accorgiamo che il risparmio non è solo della Regione, ma anche dell’INPS: perché nei mesi in cui non lavorano a pagare l’indennità a questi lavoratori è l’INPS. Di fatto, siamo davanti a un governo nazionale di centrosinistra che sta penalizzando 24 mila lavoratori siciliani. Il tentativo di Crocetta, di Cracolici e dei partiti di centrosinistra di evitare questo scempio sociale è quanto meno tardivo. Le contestazioni andavano fatte prima, quando il governo Renzi ha iniziato a taglieggiare il Bilancio della Regione. Oggi rischiano di apparire come acqua fresca.

Ovviamente, noi ci auguriamo che Crocetta, l’assessore Cracolici e quello che resta della ‘Sinistra’ siciliana riescano a bloccare l’assessore Baccei. Ma non possiamo nascondere il nostro pessimismo. Perché di mezzo ci sono risorse finanziarie che Roma vuole risparmiare: soldi in meno da erogare alla Regione siciliana; risparmi da parte dell’INPS.

Di fatto, la Regione siciliana non ha più proprie entrate. Di fatto molte delle entrate che spettano alla Regione li trattiene abusivamente lo Stato attraverso l’Agenzia delle Entrate. Di fatto, lo Statuto autonomistico siciliano è stato ancora una volta calpestato.

Siamo davanti a un commissariamento sostanziale, operato dal governo Renzi con la colpevole acquiescenza – lo ribadiamo – del governo Crocetta, del Parlamento siciliano e dei partiti di centrosinistra che oggi governano (si fa per dire!) la Sicilia.

In parole semplici, i tagli che Baccei si accinge a imporre al Parlamento siciliano sono il frutto dell’ascarismo del governo e della maggioranza del Parlamento dell’Isola. Il resto sono chiacchiere.

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