Cuffaro è ancora ‘cuffariano’ o le sta dando in testa ai ‘cuffariani’? Un ‘siluro’ a Roberto Lagalla?

Cuffaro è ancora ‘cuffariano’ o le sta dando in testa ai ‘cuffariani’? Un ‘siluro’ a Roberto Lagalla?
5 febbraio 2016

Tanti in queste ore si sono cimentati a rincorrere i cuffariani passati nel PD. Noi proviamo invece a ‘leggere’ dietro le parole pronunciate dall’ex presidente della Regione siciliana. Partendo da una lettera che una cuffariana, Giusy Savarino, ha scritto al vice segretario nazionale del PD, Lorenzo Guerini. Da dove si evince che sono proprio i dirigenti del PD a intruppare gli ex cuffariani nel proprio partito. E se l’avessero chiesto anche a Roberto Lagalla? Una vicenda che dimostra che in Sicilia centrodestra e centrosinistra hanno, di fatto, gli stessi ‘valori’ e la stessa ‘morale’…

Totò Cuffaro sta cominciando a togliersi i sassolini dalle scarpe? Il dubbio è legittimo. Tra l’altro, i tempi in cui parlava a ruota libera, per l’ex presidente della Regione siciliana, sono finiti. Oggi le sue parole sembrano meditate. E affilate. Che dire, ad esempio, delle sua dichiarazioni sui cuffariani nel PD siciliano? Tutti sanno tutto. Ma oggi i dirigenti del Partito Democratico siciliano si dicono “stupiti”. Ma di che se sono stati gli stessi dirigenti del Partito Democratico siciliano a ‘valorizzare’ i cuffariani?

Leggiamo insieme cosa scrive al vice segretario nazionale del PD, Lorenzo Guerini, Giusy Savarino, cuffariana della prima ora, già parlamentare regionale, oggi presidente di Amunì Sicilia, associazione che lavora per la riorganizzazione del centrodestra:

“Caro Lorenzo Guerini, perché ti meraviglia la presenza di tanti ex cuffariani nel PD? Quando avete candidato Marco Zambuto alle europee e poi lo avete eletto Presidente del partito, non lo sapevate che era stato un cuffariano? Quando avete pregato Lillo Firetto per poterlo votare a Sindaco di Agrigento e rimediare così alla pessima figura di primarie fatte con forza Italia, non lo sapevate che era stato un cuffariano? Quando avete designato assessori, tra gli altri, Ester Bonafede, Dario Cartabellotta, Luisa Lantieri in Giunta regionale, e l’elenco si fa troppo lungo nel sottogoverno, non lo sapevate che erano ex cuffariani? Ma soprattutto quando, caro Lorenzo, sei venuto in Sicilia a dare il benvenuto alle new entry nel gruppo parlamentare del PD siciliano, non lo sapevi di stringere la mano e baciare una ex cuffariana come Valeria Sudano?”.

Da un altro passaggio della lettera apprendiamo che anche a Giusy Savarino sarebbe stato proposto il passaggio del PD siciliano:

“Caro Lorenzo Guerini – prosegue la lettera – mi chiamo Giusi Savarino, sono stata più volte eletta deputato regionale, sono una cattolica moderata e sono cresciuta nella sinistra DC di Don Sturzo, La Pira e De Mita, come Renzi e in quegli stessi anni, sono stata cuffariana e sono persona perbene, oggi non sono nel PD solo perché io ho garbatamente rifiutato il vostro invito e sto cercando di costruire un’alternativa al disastro che il PD insieme a Crocetta sta facendo in danno alla Sicilia e ai siciliani esasperati, ma se non dovessi riuscirci, chissà, un giorno… memorizza il mio nome, così se quel giorno dovesse mai arrivare, saprò che la tua stretta di mano sarà consapevole e, credimi, se solo Matteo Renzi piuttosto che fiorentino fosse stato siciliano, sono convinta che, come me, sarebbe stato cuffariano pure lui”.

A noi sorge un retro-pensiero. E noto – e noi l’abbiamo anche scritto come potete leggere in questo articolo –  che Gianfranco Micciché, rimesso a capo di Forza Italia in Sicilia da Berlusconi per riorganizzare il centrodestra, sta provando a dare spazio agli scontenti e ai transfughi del PD, da Francantonio Genovese, già entrato tra gli azzurri con il suo gruppo, ad altri politici del centrosinistra messi da parte dal Partito democratico, da Mirello Crisafulli a Nino Papania.

E’ noto anche che Roberto Lagalla, già rettore dell’università di Palermo, già assessore regionale alla Sanità del governo Cuffaro (suo il piano di rientro dal deficit del quale si è assunto il merito il governo di Raffaele Lombardo), potrebbe essere uno dei candidati alla presidenza della Regione.

Logica vorrebbe che Lagalla fosse il candidato del centrodestra. Ma la logica, in quello che resta della tradizionale politica siciliana, non sembra più di moda. Da qui una domanda: e se, come hanno fatto con Giusy Savarino e con tanti altri, i dirigenti del PD avessero chiesto al professore Lagalla di entrare a far parte del Partito Democratico, magari per candidarlo alla presidenza della Regione?

Per carità: lungi da noi l’idea che il professore Lagalla, eminente radiologo, sia stato promosso nel Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) dal PD di Renzi per ingraziarselo. Certo, il capo del PD e del governo del nostro Paese sarebbe capace di questo e di altro: ma il professore Lagalla a noi sembra al di sopra di ogni sospetto.

Detto questo, non possiamo negare che, oggi, il PD siciliano sia un po’ in difficoltà. Rosario Crocetta è impresentabile. Il PD, proprio in queste ore, ha avallato la realizzazione di due inceneritori di rifiuti che nulla hanno a che spartire con l’emergenza rifiuti della Sicilia e molto hanno a che spartire, invece, con un’altra ‘emergenza’: quella degli affari. Il PD, inoltre, ha regalato alla Sicilia le trivelle (unica Regione a non aver presentato ricorso presso la Corte Costituzionale: ascari fino al midollo!), il MUOS di Niscemi, le addizionali IRPEF e IRAP più alte d’Italia.

Per non parlare dei miliardi di Euro di entrate della Regione rubate dal governo nazionale con l’avallo dello stesso PD siciliano.

Che vogliamo dire? Che non esiste una figura del PD in grado di rispondere a due requisiti: essere presentabile ed essere in grado di intercettare il voto moderato.

Ci vorrebbe provare, così si racconta, Antonello Cracolici: ma il suo tentativo è destinato a naufragare, sia per i danni che ha già prodotto prima col governo Lombardo e ora con Crocetta, sia perché è inviso ai renziani.

E allora? E allora il candidato ideale, per l’impresentabile PD siciliano non può che essere un moderato. Per esempio, Lagalla. 

Magari Cuffato ha ‘naschiato’ qualcosa e ha tirato il ‘siluro’ ai suoi ex compagni di strada? Il plurale è d’obbligo, perché Lagalla non sarebbe da solo…

La nostra, ovviamente, è una supposizione inattuale. Ma se il PD dovesse ufficializzare qualche novità con Lagalla, beh, allora…

 

P.S.

In ogni caso, un dato politico ‘biunivoco’ è certo: Miccichè va a ‘caccia’ di dirigenti scontenti del centrosinistra; e il PD va a ‘caccia’ di ex democristiani, anzi, per la precisione, di ex cuffariani.

Di fatto, in Sicilia, centrosinistra e centrodestra sono la stessa cosa. Questo potrebbe essere un disegno politico preciso: rendere sempre più brutta la politica siciliana, per allontanare i cittadini dalle urne.

Sarebbe opportuno che i siciliani non cadano in questo tranello, andando a votare e punendo due schieramenti politici – centrodestra e centrosinistra – che sono praticamente gli stessi sotto il profilo politico e morale.  

 

 

 

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