Rifiuti: a Petrosino due commissari si contraddicono l’uno con l’altro

Rifiuti: a Petrosino due commissari si contraddicono l’uno con l’altro
4 febbraio 2016

La commissaria dell’ATO rifiuti Belìce Ambiente dice una cosa. Un secondo commissario afferma l’opposto. E’ l’immagine di una Regione siciliana alla frutta, che nella gestione dei rifiuti pensa solo a fare affari (leggere inceneritori). Il sindaco di Petrosino, Gaspare Giacalone, allarga le braccia: “Ha ragione Raffaele Cantone, magistrato alla guida dell’Autorità Anticorruzione: la gestione dei rifiuti in Sicilia è ormai un totale disastro”.

La gestione dei rifiuti, in Sicilia, è ormai al delirio. E la responsabilità dello sfascio, neanche a dirlo, è dell’Amministrazione regionale e, segnatamente, dell’assessorato che si occupa (o quasi) della gestione di questo settore. Già, la gestione: vi sembra normale che la Regione invii due commissari per occuparsi dei problemi legati, per l’appunto, alla gestione dei rifiuti in un Comune e che i due commissari si contraddicano l’uno con l’altro?

Ebbene, può sembrare assurdo, ma è quello che succede a Petrosino, un Comune del Trapanese. 

Leggiamo quello che dichiara il sindaco di Petrosino, Gaspare Giacalone, al giornale on line Trapani Oggi: “Qualcuno spieghi il paradosso di una Regione Sicilia che invia un commissario straordinario all’ATO che arriva, addirittura, ad interrompere un servizio essenziale chiedendo ai Comuni di pagare immediatamente 1,5 milioni di Euro. Mentre la stessa Regione aveva già inviato un altro commissario ad acta per dirci di non pagare perché sarebbe illegittimo farlo, visto che i conti correnti di Belìce Ambiente sono pignorati”.

Belìce Ambiente è uno degli ATO rifiuti della Sicilia. Gli ATO sono stati inventati dalla politica siciliana non per gestire i rifiuti, ma per ‘pilotare’ assunzioni (e infatti hanno assunto, senza concorso, 13 mila persone che adesso reclamano il ‘posto fisso’).

Gli ATO rifiuti sono società per azioni costituite dai Comuni. Questi ultimi avrebbero potuto consorziarsi a costo zero: ma se l’avessero fatto non avrebbero potuto assumere amici & parenti (e non avrebbero potuto spartire posti nei consigli di amministrazione: altri soldi per amici & parenti dei politici: uno schifo!).

Quasi tutti gli ATO rifiuti sono stati gestiti male. Tra questi c’è il già citato ATO Belìce Ambiente, oggi commissariato dalla Regione. Il commissario, anzi, la commissaria nominata dal governo regionale è l’ex eurodeputata, Sonia Alfano. Proprio la commissaria ha deciso di interrompere il servizio di raccolta rifiuti. Motivo: i Comuni non pagano gli ATO.

O meglio, i Comuni siciliani, avendo subìto i tagli del governo nazionale di Matteo Renzi e del governo regionale di Rosario Crocetta, non possono pagare gli ATO.

Forse il governo Renzi e il governo Crocetta chiedono ai Comuni di aumentare la pressione fiscale? E’ per questo che la commissaria Sonia Alfano ha interrotto il servizio di raccolta dei rifiuti?

Ancora: è normale interrompere un servizio essenziale come la raccolta dei rifiuti, mettendo a repentaglio la salute pubblica? Ma nelle mani di chi è finita la gestione dei rifiuti in Sicilia? Nelle mani di chi è finita la Regione siciliana?

In questo scenario si assiste al paradosso: due commissari inviati dall’Amministrazione regionale che si contraddicono l’uno con l’altro: ma tutto questo è normale?

“A questo punto – prosegue il primo cittadino di Petrosino che ieri ha firmato un’ordinanza per far fronte in via d’urgenza al problema della raccolta – dico che ha ragione Raffaele Cantone, magistrato alla guida dell’Autorità Anticorruzione: la gestione dei rifiuti in Sicilia è ormai un totale disastro. E se proprio si ha tanta voglia di dare poltrone, nominare e pagare dei commissari, se ne nomini uno solo che si occupi di tutto questo caos dei rifiuti in Sicilia!”.

Il magistrato che guida l’Anticorruzione ha denunciato gravi storture nella gestione dei rifiuti. Ma prima di lui quello che oggi dice Cantone è stato denunciato da Aurelio Angelini, docente all’università di Palermo, considerato uno dei massimi esperti, in Italia, in materia di gestione dei rifiuti. Per non parlare dell’ex assessore, Nicolò Marino, cacciato dal governo della Regione perché si opponeva ai comitati di affari che imperversano in questo settore.

Tra l’altro, il sindaco di Petrosino, Gaspare Giacalone, è molto bravo. E’ nato a Petrosino, ma ha studiato a Londra dove lavora. Anzi, dove lavorava, perché – in controtendenza in una Sicilia che esporta laureati, anche in Inghilterra – ha deciso di restare nel suo paese. Con ottimi risultati. Ma con i problemi che gli arrivano dal passato – la follia degli ATO rifiuti – e da un presente che si materializza in un governo che con i rifiuti deve fare affari (legge gli inceneritori), aggravando i problemi del territorio.

Una Regione siciliana che, in materia di gestione dei rifiuti è un esempio di delirio amministrativo totale.

Nella foto il sindaco di Petrosino, Gaspare Giacalone

 

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