Termovalorizzatori, la Sicilia non c’era mentre a Roma si decideva. E ora si lamenta…

Termovalorizzatori, la Sicilia non c’era mentre a Roma si decideva. E ora si lamenta…
22 gennaio 2016

La Regione Siciliana non si è presentata all’ultima conferenza delle Regioni che ha dato il via al piano sui rifiuti del Governo nazionale. E come mai, vista la delicatezza del tema che era all’ordine del giorno? La giustificazione rasenta il ridicolo. “Problemi di salute”  della delegata del governatore, Mariella Lo Bello. Era l’unica a potere rappresentare la Sicilia?

Termovalorizzatori sì o termovalorizzatori no? La questione è aperta ed alimenta vivaci dibattiti. L’unica cosa certa è che qualcosa, per risolvere la vergognosa questione dei rifiuti siciliani, va fatta e va fatta presto. L’argomento, lo sappiamo è delicato e andrebbe sviscerato senza lasciarsi condizionare né dalle liti interne alla politica (come vi abbiamo detto qui, il PD sull’argomento si è spaccato) che certamente non litiga per motivi nobili, né dalle facili proteste di certi ambientalisti (con le dovute eccezioni) che in passato in Sicilia hanno dimostrato uno spiccato senso affaristico che ha superato ogni dilemma in cambio di qualche consulenza.

Lasciando dunque agli esperti la parola sulla sicurezza di tali impianti (presenti in tutta Europa), la questione che vogliamo affrontare qui è un’altra. E riguarda, come spesso accade, l’inadeguetezza di un Governo regionale che non riesce ad azzeccarne una.

Riassumiamo. Il Presidente della Regione, Rosario Crocetta, quello che ha regalato 4 miliardi di euro al Governo Renzi firmando la famigerata rinuncia ai contenziosi con lo Stato, quello che tace dinnanzi ai continui scippi di risorse che spetterebbero ai Siciliani e che intasca Roma, quello che non spende una parola in difesa della sua terra né quando si parla di Muos né quando si parla di altro, all’improvviso si arrabbia. E alza la voce contro il Governo nazionale che ha deciso che in Sicilia si dovrebbero fare due grandi termovalorizzatori, parlando, addirittura, “di un abuso”.

Purtroppo, l’esperienza ci porta a credere che dietro la protesta di Crocetta ci siano motivi che nulla hanno a che fare con l’ambiente o con i diritti dei Siciliani. Ma tant’è: il nostro ha ritrovato la voce.

Peccato che, quando avrebbe dovuto farla sentire, non lo ha fatto. Leggiamo, infatti, su Repubblica, nella versione cartacea dell’edizione di Palermo, che la Regione Siciliana non si è presentata all’ultima conferenza delle Regioni che ha dato il via al piano sui rifiuti del Governo nazionale. E come mai, vista la delicatezza del tema che era all’ordine del giorno? La giustificazione rasenta il ridicolo. “Problemi di salute” leggiamo sempre sul quotidiano, della delegata del governatore, Mariella Lo Bello.

Era l’unica a potere rappresentare la Sicilia? Possibile che una Regione salti un appuntamento così importante per l’influenza (presumiamo) della vice presidente della Regione?

Non è possibile. Semmai, questo episodio conferma la superficialità e l’approssimazione di un governo che non sa governare. Che non alza la voce quando dovrebbe farlo e che la alza nei momenti sbagliati.

 

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