“Basta con gli sprechi dell’AMAT. I cittadini palermitani non sono limoni da spremere”

“Basta con gli sprechi dell’AMAT. I cittadini palermitani non sono limoni da spremere”
19 gennaio 2016

Così parla Nadia Spallitta, vice presidente del Consiglio comunale di Palermo. Un suo comunicato della scorsa settimana ha fatto adirare i vertici dell’AMAT. Così abbiamo deciso di farci raccontare come stanno le cose. Pronti ad ascoltare anche altre voci: dagli esponenti di altri partiti ai ‘capi’ della stessa AMAT. L’opposizione di centrodestra che non c’è. E un’analisi attenta di un’Azienda che appalta all’esterno tanti, troppi servizi

Ormai da qualche mese seguiamo le ‘mirabolanti’ avventure di alcune delle società che fanno capo al Comune di Palermo. Ci siamo imbattuti nelle tre linee di Tram più costose del mondo: oltre 320 milioni di Euro per realizzare 15 chilometri circa di linea ferrata senza gallerie. Abbiamo puntato i riflettori sulle ZTL (Zone a Traffico Limitato)  ‘pirandelliane’ che il Comune prima ha adottato e poi ‘congelato’, forse per paura di perdere i ricorsi davanti le magistrature amministrative. Del resto, sarebbero le uniche ZTL al mondo che, lungi dal ridurre il traffico automobilistico, lo vorrebbero addirittura incrementare per consentire all’AMAT di fare ‘cassa’ e pagare i costi del Tram. Un papocchio indescrivibile che è la testimonianza palmare del pressappochismo di un’Amministrazione comunale. E della superficialità di un Consiglio comunale che, a maggioranza, tiene ‘bordone’ alla stessa Giunta comunale.

Abbiamo più volte ripreso i comunicati stampa diramati da Nadia Spallitta, vice presidente vicaria del Consiglio comunale di Palermo. Oggi Nadia Spallitta, che ha aderito al PD, è una delle poche voci di opposizione all’Amministrazione comunale guidata da Leoluca Orlando.

Riprendendo e commentando i comunicati stampa di Nadia Spallitta, siamo più volte incappati nelle ‘censure’, chiamiamole così, del segretario provinciale di Palermo di Rifondazione comunista, Vincenzo Fumetta. Il quale sostiene che noi saremmo “disinformati” perché riprendiamo i comunicati della vice presidente del Consiglio comunale, che è disinformata.

Ovviamente, quelle di Fumetta sono prese di posizione di parte, visto che lui difende l’assessore comunale alla Mobilità, Giusto Catania, compagno di partito dello stesso Fumetta. Il problema – di Giusto Catania e di Vincenzo Fumetta – è che anche i dirigenti del loro partito – Rifondazione comunista – criticano le scelte dell’Amministrazione comunale di Palermo in materia di mobilità, a cominciare dalle ZTL ‘pirandelliane’…

Detto questo, noi abbiamo deciso di intervistare i protagonisti di questa storia. Ovviamente i protagonisti che vorranno essere intervistati. Cominciamo con Nadia Spallitta, visto che, come dice Fumetta, ci “disinforma” e ci fa “disinformare” i nostri lettori.

Cominciamo con le ‘censure di Fumetta.

“Fumetta chi?”, ci dice sorridendo Nadia Spallitta, che ci riceve mentre sfoglia una montagna di documenti. Gli diciamo che si tratta del segretario provinciale di Rifondazione comunista di Palermo. E passiamo subito alla domanda:

Così lei ci disinforma…

“Macché disinformazione e disinformazione! – ci dice Nadia Spallitta -. Tutti i comunicati stampa che invio agli organi d’informazione sono il frutto di documenti ufficiali e di audizioni presso le commissioni consiliari. A qualcuno potranno anche non piacere. Ma io faccio il consigliere comunale. E svolgo il mio ruolo nell’interesse della collettività”.

Lei insiste molto sul controllo analogo.

“Per l’appunto. La prima cosa che osservo è che il Consiglio comunale deve esercitare il controllo analogo”.

Possiamo illustrare ai nostri lettori cos’è ‘sto benedetto controllo analogo che l’Amministrazione comunale di Leoluca Orlando non riesce a ‘digerire’?

“Il controllo analogo è un’attività preventiva, concomitante e successiva rivolta a verificare se le società partecipate del Comune operino applicando i princìpi di contabilità pubblica degli enti locali. Il controllo analogo è il presupposto affinché si possa procedere all’affidamento in house dei servizi pubblici locali”.

In che cosa consiste?

“Analisti dei bilanci, dei budget e dei piani industriali”.

Va fatta ogni anno?

“Certo. Sulla base dei risultati del controllo analogo il Consiglio comunale formula gli atti di indirizzo politico in sede preventiva. Per poi verificare se sono stati osservati”.

Invece che succede a Palermo?

“A Palermo succede che l’indirizzo politico viene esercitato dalla Giunta comunale, sia attraverso le nomine dei presidenti e dei consigli di amministrazione delle società, sia attraverso l’interlocuzione tra assessori comunali delegati e i rappresentanti delle società partecipate. Nei fatti, fino ad oggi, il Consiglio comunale di Palermo è stato esautorato, in violazione di un regolamento comunale, di direttive europee e anche di giurisprudenza europea e di disposizioni di legge. Tutto questo, tra le altre cose, comporta la mancanza di dibattito e confronto politico rispetto alle scelte gestionali, patrimoniali e finanziarie adottate dagli amministratori delle società partecipate dal Comune”

Proviamo a entrare nel merito dei problemi. L’AMAT, per esempio. La società per il trasporto pubblico che sembra eternamente in deficit.

“La storia è la seguente. Alcuni componenti della terza commissione consiliare – quella che si occupa delle società partecipate – ha messo in mora l’Amministrazione comunale, invitando gli amministratori a trasmettere gli atti delle aziende comunali. Nel Dicembre dello scorso anno la Giunta comunale ha trasmesso al Consiglio il piano industriale dell’AMAT. A Gennaio l’ufficio amministrativo ha trasmesso il budget dell’Azienda trasporti. Da dove emerge che la stessa AMAT dichiara che nel 2016, cioè quest’anno, ci saranno perdite per circa 7 milioni di Euro. Una perdita analoga risultava dalla relazione trimestrale dell’AMAT del 2015. Tra l’altro, in tale budget non si tiene conto della gestione del Tram, non considerando costi ed entrate”.

Ma come: l’AMAT gestisce le tre linee di Tram e non se ne parla?

“E infatti tale circostanza è singolare”.

Forse i documenti che vi hanno inviato sono stati superati dal contratto di servizio tra Comune e AMAT approvato dal Consiglio comunale a fine Dicembre dello scorso anno?

“A noi non risulta. Per noi sono gli atti ufficiali ai quali dobbiamo fare riferimento”.

A proposito dell’AMAT, sembra che i vertici di tale Azienda si siano un po’ risentiti dopo un suo comunicato stampa.

“Guardi, voglio dire alcune cose a scanso di equivoci: nelle società partecipate dal Comune di Palermo e, quindi, anche negli uffici dell’AMAT opera personale qualificato verso il quale nutro il massimo rispetto. I problemi che io sollevo sono di natura politica. E quando cito dati, come ho già accennato, lo faccio rifacendomi a quanto pubblicato nel sito dell’AMAT. O a dati che prendo dal piano industriale dell’Azienda. O, infine, da formali audizioni di dirigenti e sindacalisti invitati alle sedute della commissione consiliare”.

Facciamo qualche esempio?

“Certo. E’ stata appena aggiudicata una gara per la manutenzione di 28 autobus. Sono 3 milioni e 200 mila Euro più IVA. Mi domando se l’attività di manutenzione dei mezzi dell’AMAT non possa essere effettuata all’interno della stessa Azienda”.

Guardi che questa domanda se la pongono da anni tanti palermitani…

“Lo so. Io, però, mi chiedo e chiedo: non è più vantaggioso acquistare gli autobus nuovi, piuttosto che mantenere i mezzi vecchi? Penso all’acquisto, per 6 milioni e mezzo di Euro più IVA, di 18 autobus. Un prezzo che comprende anche la manutenzione full service per 5 anni. Insomma, che senso ha la manutenzione se i mezzi nuovi costano meno, visto che non si fa manutenzione all’interno dell’Azienda? Tra l’altro, l’età media dei mezzi è di 12-13 anni. Ci sono 150 autobus che operano da vent’anni, che non sono più regola con le direttive anti-inquinamento dell’Unione Europea. Mezzi che dovrebbero essere rottamati e sostituiti”.

Invece all’AMAT preferiscono le manutenzioni con ditte esterne…

“Già. Si va avanti con riparazioni affidate a ditte esterne con costi notevoli”.

E poi?

“Sempre nel bilancio 2014 (del bilancio AMAT 2015 ancora non abbiamo notizie) emerge che i servizi esterni costano 10 milioni e 300 mila Euro, comprese forniture, assicurazioni e compensi per il consiglio di amministrazione”.

Ma è vero che i costi di energia elettrica del Tram, prima dell’inaugurazione, sono stati pari a 286 mila Euro?

“Così si legge nei documenti”.

E’ vero che l’AMAT ha affidato oltre 90 incarichi legali a soggetti esterni?

“Per la precisione sono 93 incarichi legali esterni”.

Ma non sono un po’ troppi?

“Io non discuto il prestigio e la qualità di chi è stato chiamato ad occuparsi delle questioni legali. Però non comprendo le ragioni che inducono l’AMAT a conferire tutti questi incarichi esterni, quando le somme accantonate per i contenziosi ammontano a 100 mila Euro! Tra l’altro, non è ben chiaro quale sia l’esatto importo del contenzioso. E non sappiamo quanto costerà l’esternalizzazione di tale servizio. Gli incarichi, infatti, stando all’elenco che ci è stato fornito dalla presidenza dell’Azienda, non sono accompagnati da impegni di spesa”.

Insomma, non si sa quanto costeranno questi consulenti. Ma l’AMAT è privo di ufficio legale?

“No, l’ufficio legale c’è”.

E allora perché l’Azienda ricorre a legali esterni?

“Con molta probabilità, l’ufficio legale dell’AMAT è sottodimensionato”.

Si può fare un raffronto tra Comune di Palermo e AMAT in materia di contenzioso legale?

“Il Comune di Palermo ha un contenzioso di circa 250 milioni di Euro e si avvale di un ufficio legale composto da 24 avvocati”.

Mentre l’AMAT ha bisogno di legali esterni. Ma quanti sono i legali impegnati con il contenzioso dell’Azienda per il trasporto pubblico di Palermo?

“Di preciso non lo so. Immagino che alcuni dei 93 incarichi saranno stati assegnati agli stessi professionisti. So, inoltre, che nel 2014 il fondo contenziosi civile e tributario era di circa 9 milioni di Euro. Nel 2016 questo fondo dovrebbe essere stato ridimensionato”.

E’ vero che l’AMAT appalta all’esterno il servizio di derattizzazione?

“Sì, al costo di 30 mila Euro all’anno”.

Ma che senso ha se c’è la RAP, l’azienda comunale che si occupa della pulizia della città?

“Questa è una domanda che dovrebbe porre ai vertici dell’AMAT, non a me”.

Ma è vero che l’AMAT appalta all’esterno la gestione dei servizi informatici?

“E’ vero, ma non mi chieda il perché: lo chieda direttamente all’AMAT”.

Abbiamo posto la domanda perché al Comune di Palermo fa capo una società che si occupa di informatica. Vabbé, queste domande le ‘gireremo’ ai vertici dell’AMAT. Passiamo al servizio di rimozione auto che avrebbe fatto incazzare i vertici dell’AMAT. Ci racconta come stanno le cose?

“Certo. Nel corso di un’audizione in commissione consiliare, i rappresentanti di UGL e COBAS hanno fatto mettere a verbale che il servizio di rimozione auto, in città, sarebbe stato appaltato al’esterno, con aggravio di costi per l’azienda. Questa notizia è stata contestata. Io mi riservo di verificarla”.

Se i sindacalisti hanno fatto mettere a verbale un’affermazione del genere qualcosa ci sarà.

“Ribadisco: mi riservo di verificare come stanno le cose. Anche se, sempre dal bilancio 2014, emerge che, per la prestazione di servizi, l’AMAT ha pagato 53 mila Euro. Cosa, questa, che fa il paio con i 100 mila Euro di noleggio non specificato”.

Però ne succedono di cose strane all’AMAT…

“Già. Venerdì scorso, ad esempio, dopo che ho inviato un comunicato agli organi di stampa, il consiglio di amministrazione dell’AMAT ha provveduto ad acquistare i mezzi necessari per la rimozione di alcune tipologie di vetture, se non ricordo male, per rimuovere i Suv. Evitando il ricorso a costosi noli a freddo. Detto questo, aggiungo che ho proposto di convocare il consiglio di amministrazione dell’AMAT per confrontare i nostri dati con quelli dell’Azienda. E per conoscere le ragioni per le quali l’AMAT esternalizza i servizi”.

Ha visto? L’informazione serve ancora a qualcosa.

“Ironia a parte, ribadisco che all’AMAT e nelle altre società che fanno capo al Comune lavorano tante persone per bene. Gente preparata che opera nell’interesse della collettività. Io, lo ribadisco ancora una volta, contesto il metodo. Il Consiglio comunale di Palermo non può essere messo nelle condizioni di non svolgere l’attività di controllo. E contesto la scelta politica che privilegia le esternalizzazioni di servizi che potrebbero essere svolti benissimo, nel caso dell’AMAT, dall’azienda”.

A proposito di servizi che potrebbero essere svolti dall’AMAT, quanti dipendenti ha l’Azienda comunale per il trasporto pubblico delle persone?

“Mille e 647 dipendenti”.

Come si distribuiscono le mansioni?

“Ci sono 9 direttori, 31 quadri, 1049 autisti, 28 addetti alle manutenzioni, 110 ausiliari per la mobilità e 166 amministrativi”.

Quanto costano ogni anno?

“Nel 2014 sono costati circa 66 milioni di Euro”.

Il costo dei direttori a quanto ammonta?

“Le retribuzioni dei direttori vanno da 100 mila e 120 mila Euro all’anno”.

Passiamo a Rifondazione comunista. Ovviamente all’assessore Giusto Catania e Vincenzo Fumetta, non certo ai dirigenti di questo partito che non sembrano molto d’accordo sulle ZTL ‘pirandelliane’…

“Vorrei dire al segretario provinciale di Rifondazione comunista di Palermo che tanti atti che arrivano in Consiglio comunale ricevono il sostegno del centrodestra. Forse i dirigenti di Rifondazione dovrebbero cominciare a riflettere su questo. Tra l’altro, ricordo che l’assessore Catania, sulle ZTL, è stato sconfessato dagli esponenti del suo partito. Invito inoltre Fumetta a leggere i documenti ufficiali del Comune, perché è attingendo da tali documenti, come ho già ricordato, che preparo i comunicati che invio agli organi di informazione”.

A Dicembre, quando il Consiglio comunale ha approvato il contratto tra Comune e l’AMAT è stato provato che a palazzo delle Aquile, sede del Consiglio comunale, non c’è un’opposizione. Perché se ci sono 30 consiglieri di opposizione su 50, e la delibera proposta dall’Amministrazione viene approvata da 24 consiglieri comunali, beh, non c’è opposizione. O c’è una finta opposizione.

“E questo è vero: in Consiglio comunale, a Palermo, manca l’opposizione. Anche il PD, se proprio la debbo dire tutta, nel suo insieme, non fa sentire con forza la propria voce. Anche perché è difficile fare opposizione a un sindaco – parlo ovviamente di Leoluca Orlando – che si presenta come un esponente di centrosinistra. Tra l’altro, Orlando è bravo, sa costruire bene gli atti amministrativi, sa comunicare e non è facile sottolineare le carenze della sua amministrazione che ci sono”.

E che vengono ben nascoste dal conformismo. Anche grazie a un centrodestra cittadino che fa un po’ sorridere…

“Il centrodestra, al Consiglio comunale di Palermo, non c’è, ed è bene che gli elettori palermitani di questa parte politica lo sappiano”.

Quale sarà il futuro del trasporto delle persone a Palermo?

“Io mi batto per il trasporto pubblico delle persone. Le anomalie e le disfunzioni che segnalo hanno un chiaro obiettivo: salvare l’AMAT dal fallimento. A quest’Azienda serve una gestione economica oculata. Anche perché non si può pensare a una gestione allegra, caricando il costo delle disfunzioni sui cittadini. Insomma, non si posso chiedere sempre sacrifici ai palermitani. Anche perché, a Palermo, da quando l’Amministrazione Orlando si è insediata, cioè dal 2012, la pressione fiscale è cresciuta di 150 milioni di Euro all’anno. Tra l’altro, a questa crescita della pressione fiscale non ha fatto seguito un miglioramento dei servizi, che invece lasciano molto a desiderare. Palermo non è la città più ricca d’Italia. E i palermitani non sono cittadini che debbono essere spremuti come limoni”.

 

 

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